Gli Italiani e l’Intelligenza Artificiale Come vanno le cose? Il recente report dell’Osservatorio Changes Unipol 2024, in collaborazione con IPSOS, evidenzia vari aspetti del rapporto tra gli italiani e l’intelligenza artificiale (AI). I risultati riflettono un’ampia consapevolezza dell’AI tra gli italiani, accompagnata però da una complessa rete di aspettative, preoccupazioni e speranze sul futuro impatto dell’AI sulla società.
Conoscenza e Utilizzo dell’AI: L’AI è ampiamente conosciuta in Italia, tuttavia il suo utilizzo è ancora limitato. Le generazioni più giovani mostrano una maggiore familiarità e un uso più frequente dell’AI rispetto alle generazioni più anziane. La città di Milano si distingue per una maggiore conoscenza approfondita e utilizzo dell’AI.
Opinioni sull’AI: Esiste un bilanciamento tra percezioni positive e negative sull’AI. La curiosità e l’attrazione verso l’AI prevalgono tra i giovani, mentre nelle aree metropolitane emergono sentimenti di diffidenza e preoccupazione.
Fiducia nell’AI: La fiducia generale nell’AI è moderatamente alta, con differenze geografiche e generazionali. I Torinesi e i Baresi tendono a esprimere una fiducia maggiore rispetto ad altre città.
Utilizzo Previsto dell’AI: L’AI sarebbe maggiormente utilizzata per la traduzione di testi e l’organizzazione di viaggi. Vi è una minore propensione all’uso dell’AI per le diagnosi mediche, con variazioni significative tra le diverse città e generazioni.
Vantaggi e Svantaggi dell’AI: Gli italiani riconoscono sia potenziali vantaggi (ad es. aumento della produttività, accesso a informazioni) che svantaggi (perdita di posti di lavoro, impatto su imprese tradizionali) legati all’AI nel mondo del lavoro.
Percezioni Future: L’AI è vista come un fattore di miglioramento soprattutto per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, ma esistono preoccupazioni riguardo al suo impatto sull’ambiente e sulla protezione dei dati personali.
Disinformazione e AI: La preoccupazione per la disinformazione generata dall’AI è diffusa, ma molti ritengono possibile distinguere tra informazioni reali e quelle generate dall’AI. La sicurezza è considerata l’ambito più a rischio di disinformazione.
Misure Preventive: La regolamentazione severa dell’AI e l’educazione dei cittadini sono considerate le misure più efficaci per prevenire la disinformazione.
Vediamo alcuni dati:
- Il 70% di soggetti coinvolti conosce e utilizza l’AI, mentre il 97% ne ha almeno sentito parlare
- La creazione di contenuti testuali è l’ambito principale di utilizzo dell’AI, segnalato dal 40% degli intervistati
- Il 46% ritiene che l’AI avrà sia aspetti positivi che negativi
- Circa il 59% esprime una fiducia generale nell’AI, con voti tra 6 e 10 su una scala da 1 a 10
- L’82% utilizzerebbe l’AI per tradurre un testo in una lingua straniera, mentre solo il 36% si affiderebbe all’AI per una diagnosi medica
- L’83% riconosce almeno un vantaggio dell’AI nel mondo del lavoro, con il 46% che sottolinea la riduzione degli errori umani nei processi lavorativi come principale beneficio
- L’84% identifica almeno uno svantaggio, con il 33% che teme la perdita di posti di lavoro
- Il 52% pensa che la digitalizzazione della pubblica amministrazione migliorerà grazie all’AI nei prossimi 5 anni
- Il 65% è preoccupato per l’uso dell’AI nella creazione di disinformazione/fake news
- Il 46% ritiene che regolamenti e leggi severi sull’uso dell’AI siano la misura più efficace per prevenire la disinformazione
- Il 52% crede che la digitalizzazione della pubblica amministrazione sarà l’aspetto che più probabilmente migliorerà nei prossimi 5 anni a causa dell’introduzione dell’AI.
- Nonostante i benefici, esiste una preoccupazione significativa che l’AI potrebbe peggiorare le condizioni ambientali e climatiche, con il 28% degli intervistati che esprimono questa preoccupazione.



