Rischi climatici e di transizione Un preoccupante studio dell’European Actuarian Journal. Uno studio recentemente pubblicato sull’European Actuarial Journal evidenzia come le dipendenze tra i rischi climatici di transizione e fisici possano avere un impatto significativo sulla stabilità finanziaria delle compagnie di assicurazione Danni.
Transizione e rischi fisici possono dunque costituire una combinazione pericolosa, secondo Nadine Gatzert e Onur Özdil dell’Università Friedrich-Alexander di Erlangen-Nuremberg, che hanno analizzato come il combinato di rischi climatici fisici (come gli eventi meteorologici estremi) e rischi di transizione (collegati alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio) possa influenzare la probabilità di default e la redditività degli assicuratori Danni.
I rischi fisici derivano dagli effetti diretti degli eventi meteorologici estremi, come uragani, alluvioni e incendi boschivi, che aumentano la frequenza e la gravità dei sinistri, aumentando l’esposizione finanziaria delle compagnie di assicurazione, che devono far fronte a richieste di risarcimento più numerose e costose.
I rischi di transizione emergono invece dalle politiche e dai cambiamenti necessari per passare a un’economia a basse emissioni di carbonio. Ad esempio, l’aumento dei prezzi del carbonio e le regolamentazioni più severe possono ridurre il valore degli investimenti in settori ad alta intensità di carbonio, influenzando negativamente gli attivi delle compagnie di assicurazione.
Gli autori dello studio hanno utilizzato quattro scenari per analizzare l’impatto dei rischi considerati:
- Transizione Ordinata, ovvero un passaggio ben gestito verso un’economia a basse emissioni senza rischi aggiuntivi
- Transizione Disordinata, cioè un improvviso aumento dei prezzi del carbonio che provoca crolli dei prezzi delle azioni e tassi di interesse più alti
- Hot House World, corrispondente al mancato raggiungimento degli obiettivi climatici, con gravi impatti sui passivi delle compagnie di assicurazione
- Too Little, Too Late (Troppo Poco, Troppo Tardi), ove un ritardo nell’azione climatica porta a un aumento improvviso dei rischi fisici e di transizione.
I risultati dell’analisi sono preoccupanti. La transizione disordinata può ridurre drasticamente il surplus atteso di una compagnia di assicurazione e aumentare la probabilità di default dallo 0,5% a oltre il 7,3%. Lo scenario “Too Little, Too Late”, che combina rischi fisici e di transizione, può portare questa probabilità a un allarmante 11,9%.
Fortunatamente, esistono strategie che possono aiutare. La riassicurazione stop-loss e la tariffazione adeguata al rischio sono strumenti efficaci per ridurre l’esposizione delle compagnie di assicurazione ai rischi climatici. Tuttavia, la disponibilità e l’accessibilità di tali strumenti possono diventare una sfida in un contesto di crescenti disastri naturali.
Lo studio – disponibile in lingua inglese a questo link – mette in luce l’importanza di una gestione proattiva dei rischi climatici nel settore assicurativo. Le compagnie devono adottare misure preventive per mitigare l’impatto dei rischi climatici, sia fisici che di transizione, per mantenere la loro stabilità finanziaria e proteggere i loro clienti. La collaborazione tra regolatori, compagnie di assicurazione e il settore finanziario è cruciale per affrontare questa sfida globale e garantire un futuro resiliente per tutti.



