IIA presenta una ricerca sull’AI nell’assicurazione Salute Opportunità e sfide per una maggiore personalizzazione. Oggi [17 settembre 2024 n.d.r], nell’ambito dell’Insurtech Day, Italian Insurtech Association presenta una ricerca dedicata ad analizzare come l’introduzione dell’intelligenza artificiale (AI) nel settore delle assicurazioni sanitarie stia trasformando profondamente il panorama assicurativo. Dallo studio emerge che queste innovazioni offrono nuove possibilità per migliorare la personalizzazione delle polizze, ottimizzare i processi interni e garantire un’esperienza utente più soddisfacente, pur presentando alcuni rischi e criticità che non debbono essere sottovalutati.
Secondo la ricerca, il 92% degli operatori del settore prevede un miglioramento significativo dei servizi grazie all’adozione dell’AI, con una maggiore personalizzazione delle offerte per i clienti. Tuttavia, il 67% degli intervistati sottolinea la necessità di una maggiore trasparenza nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei dati e le decisioni automatizzate.
Nel contesto di un sistema sanitario pubblico che affronta difficoltà crescenti, come l’aumento dei costi e la qualità delle cure, l’integrazione con le assicurazioni sanitarie private potrebbe rappresentare una soluzione efficace. Attualmente, però, solo una piccola parte della popolazione, il 25%, ha accesso a una polizza sanitaria integrata. Gli esperti del settore ritengono urgente l’intervento legislativo per migliorare la collaborazione tra pubblico e privato.
Un altro aspetto emerso dallo studio riguarda l’impatto diretto dell’AI sulle polizze salute. Oltre a migliorare l’efficienza degli intermediari, per il 42% degli intervistati l’AI potrebbe favorire l’introduzione di soluzioni più flessibili, come il modello “pay as you live”, che adatta le polizze in base allo stile di vita dell’assicurato. Nonostante questi vantaggi, solo una minoranza (8%) ritiene che l’AI porterà a un incremento significativo del volume d’affari.
Per quanto riguarda i benefici per i consumatori, il 75% degli intervistati prevede che i servizi assicurativi saranno maggiormente personalizzati in base alle condizioni di salute individuali, migliorando l’esperienza complessiva del cliente. Inoltre, il 58% sottolinea che l’AI permetterà di offrire prodotti più trasparenti e di valore, accessibili in qualsiasi momento della giornata.
Nonostante i progressi, rimane un certo ritardo nell’adozione dell’intelligenza artificiale da parte delle Compagnie assicurative italiane. Il 25% delle aziende non ha ancora implementato soluzioni di AI, limitando così la possibilità di sfruttare appieno i benefici derivanti dall’automazione e dall’analisi predittiva.
Lo studio sottolinea poi il ruolo emergente dell’intelligenza artificiale generativa nel supportare gli operatori assicurativi, in particolare gli underwriter, con il 75% degli intervistati che vede in questa tecnologia un potenziale rivoluzionario per la valutazione del rischio e l’efficienza decisionale.
L’adozione dell’AI, secondo Simone Ranucci Brandimarte, Presidente dell’IIA, permetterà di semplificare l’accesso ai servizi sanitari, ponendo maggiore enfasi sulla prevenzione e sulla personalizzazione delle cure. Tuttavia, per sfruttare al massimo queste potenzialità, è fondamentale un uso più esteso dei dati sanitari e una maggiore collaborazione tra il settore assicurativo e il sistema sanitario nazionale.
Il report evidenzia anche alcune preoccupazioni legate all’introduzione dell’AI, tra cui la mancanza di trasparenza, la discriminazione basata su categorie di individui e i rischi per la privacy.



