Cassazione Polizza Unit Linked non è solo questione di forma

Novembre 7, 2024by Alessandra Schofield
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Cassazione Polizza Unit Linked non è solo questione di forma. Nel 2014, alcuni soggetti hanno citato in giudizio la Hansard Europe Designated Activity Company davanti al Tribunale di Massa. Avevano stipulato, tra il 2006 e il 2007, diversi contratti denominati “Farad Personal Portfolio”, formalmente qualificati come assicurazioni sulla vita di tipo unit-linked.

Secondo le condizioni contrattuali, gli assicurati dovevano versare un premio unico, con l’impegno da parte della Hansard di investire l’importo in quote di un fondo interno, gestito da un asset manager. Il rendimento di tale fondo avrebbe determinato la prestazione che l’assicuratore avrebbe corrisposto alla scadenza del contratto o in caso di riscatto anticipato.

Gli investimenti comportavano il rischio di perdita del capitale, e in caso di morte dell’assicurato, Hansard avrebbe liquidato un indennizzo pari al 101% del valore delle quote del fondo. Al termine del periodo contrattuale, gli assicurati avevano ricevuto importi significativamente inferiori a quelli investiti. Di conseguenza, avevano avanzato la tesi secondo cui i contratti non dovevano considerarsi assicurazioni sulla vita, bensì veri e propri contratti di investimento. Ritenevano che questi ultimi fossero nulli per varie ragioni, tra cui la mancanza di causa e la violazione delle norme italiane in materia di strumenti finanziari.

Hansard si è difesa eccependo la litispendenza internazionale, giacché era già stata chiamata in causa dal liquidatore del fondo di investimento dinanzi al Tribunale di New York, e chiedendo il rigetto della domanda. Il Tribunale di Massa, con una sentenza non definitiva del 2016, aveva qualificato i contratti come assicurazioni sulla vita, respingendo le eccezioni preliminari di Hansard. Nel 2018, una sentenza definitiva aveva ulteriormente rigettato le domande degli assicurati, osservando che i contratti non garantivano alcun rendimento minimo e che la scelta del fondo in cui investire era stata degli assicurati stessi. Il Tribunale aveva anche ritenuto che eventuali ritardi nella liquidazione fossero giustificati dalla mancanza di compratori, dovuta al coinvolgimento dei fondi nel crack del finanziere Bernie Madoff.

Gli assicurati hanno presentato appello, ottenendo nel 2022 dalla Corte d’appello di Genova una sentenza favorevole che ha dichiarato nulli i contratti per violazione della normativa sugli strumenti finanziari. La Corte ha infatti osservato che Hansard non aveva assunto alcun rischio, lasciando che i rischi legati ai mercati finanziari ricadessero interamente sugli assicurati, senza garantire un rendimento minimo. Questa qualificazione ha reso applicabile la normativa sugli strumenti finanziari e ha portato alla dichiarazione di nullità dei contratti per la mancata stipula di un contratto-quadro e per l’assenza di requisiti minimi come il benchmark e la linea di investimento. Hansard ha presentato ricorso per Cassazione, sostenendo tra l’altro che il contratto dovesse essere qualificato come assicurativo poiché prevedeva un indennizzo in caso di decesso.

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che una sentenza può dirsi nulla solo quando manchi del tutto una motivazione, o questa sia incomprensibile o contraddittoria. La sentenza della Corte d’Appello di Genova è invece chiara: i contratti sono stati qualificati come strumenti finanziari e dichiarati nulli perché non conformi alle prescrizioni normative. La Cassazione ha respinto l’argomentazione di Hansard, rilevando che il semplice pagamento di una somma in caso di morte non è sufficiente a qualificare un contratto come assicurazione sulla vita. Per qualificare un contratto come assicurativo, infatti, è necessario che l’assicuratore assuma un rischio demografico basato su criteri statistici. La Cassazione ha anche escluso che il diritto comunitario, come interpretato dalla Corte di Giustizia, imponga ai giudici nazionali di qualificare i contratti di tipo unit-linked come assicurazioni, osservando che la normativa europea armonizza solo l’attività delle imprese di assicurazione, lasciando invece la qualificazione dei contratti alla giurisdizione dei singoli Stati membri.

Inoltre, il motivo di ricorso basato sulla supposta contrarietà al diritto comunitario è stato rigettato, poiché la Cassazione ha chiarito che la Corte di Giustizia si è occupata delle polizze unit-linked solo in termini limitati, senza stabilire quali elementi siano essenziali per qualificare un contratto come assicurazione sulla vita. Di conseguenza, il giudizio nazionale può qualificare i contratti unit-linked come strumenti finanziari senza incorrere in violazioni del diritto comunitario. Infine, la Cassazione ha respinto ulteriori motivi di ricorso, sottolineando che la qualificazione dei contratti unit-linked deve basarsi non solo sulla forma del contratto, ma anche sul rischio effettivo che l’assicuratore assume, distinguendo nettamente i contratti di assicurazione dalla gestione di investimenti finanziari puramente speculativi.

L’Ordinanza è disponibile in allegato.

snciv@s30@a2024@n21022@tO.clean

Foto di Matthias Lemm da Pixabay

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.