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Competenze assicurative Gender gap ancora molto evidente. In Italia, la consapevolezza finanziaria e assicurativa è ancora un obiettivo da raggiungere pienamente, come evidenziato anche dalla recente indagine dell’Università degli Studi di Milano. I diversi contenuti presentati durante il convegno, come l’Edufin Index, il progetto Obiettivo EFFE e gli studi sul linguaggio e la sostenibilità nel settore assicurativo, convergono su un punto essenziale: ridurre il gender gap nella conoscenza e nei comportamenti economici è fondamentale per promuovere un futuro più equo e inclusivo.
L’Edufin Index, che misura la consapevolezza e i comportamenti finanziari degli italiani, ha registrato un lieve miglioramento nel 2023, passando da 55 a 56, ma resta sotto la soglia di sufficienza fissata a 60. Gli uomini, gli over 35 e i residenti del Nord ottengono i punteggi più alti, mentre donne, giovani e abitanti del Sud e delle Isole si trovano in posizioni di svantaggio. Solo il 41% della popolazione raggiunge un livello sufficiente di alfabetizzazione finanziaria e assicurativa, lasciando un 10% in condizioni di grave analfabetismo. Questo divario non è spiegato solo da fattori economici o sociodemografici, ma anche da una minore propensione delle donne a informarsi, da un ridotto interesse verso i temi finanziari e dalla scarsa autonomia decisionale. Tali dati sottolineano l’urgenza di interventi educativi e culturali per ridurre queste disparità.
Un esempio concreto di intervento per colmare il gap è rappresentato dal progetto Obiettivo EFFE che, attraverso l’EFFE Summer Camp, mira a rafforzare le competenze finanziarie e imprenditoriali delle ragazze adolescenti. Durante la prima edizione del campo estivo, 60 partecipanti provenienti da tutta Italia hanno approfondito concetti come inflazione, rischio, diversificazione e sicurezza online. I risultati sono stati significativi: alla fine del camp, il 90% delle partecipanti ha dimostrato una maggiore consapevolezza sui rischi di phishing, contro il 30% registrato prima dell’inizio.
L’esperienza del Summer Camp ha avuto un impatto positivo non solo sulle conoscenze tecniche, ma anche sulla fiducia personale delle ragazze, molte delle quali hanno dichiarato di aver acquisito maggiore sicurezza nell’intraprendere percorsi accademici legati alla finanza e all’imprenditorialità. L’approccio pratico, le testimonianze di professioniste e i lavori di gruppo hanno consolidato l’interesse verso materie tradizionalmente percepite come complesse e poco accessibili.
Parallelamente, un altro tema fondamentale riguarda il linguaggio e la sostenibilità nel settore assicurativo, analizzato nel contributo di Patrizia Contaldo. La ricerca sottolinea come l’uso di terminologie complesse e tecnicismi nei contratti assicurativi crei barriere per chi possiede un basso livello di istruzione. Con un punteggio medio di leggibilità Gulpease pari a 44,2, ben al di sotto del livello necessario per essere compreso da chi ha un’istruzione media inferiore, i documenti assicurativi rischiano di escludere una larga parte della popolazione. Inoltre, il linguaggio di genere può perpetuare stereotipi, come dimostrano coperture assicurative che implicano ruoli tradizionali per donne e uomini.
L’Indice Gulpease, a proposito, è una formula sviluppata nel 1988 dal Gruppo Universitario Linguistico Pedagogico (GULP) dell’Università di Roma “La Sapienza” per valutare la leggibilità dei testi in lingua italiana. A differenza di altri indici, come quello di Flesch, che considerano la lunghezza delle parole in sillabe, l’Indice Gulpease utilizza il numero di lettere per parola, facilitando così il calcolo automatico.
Questo strumento è particolarmente utile per autori, editori e professionisti della comunicazione che desiderano adattare i propri testi al livello di comprensione del pubblico target.
L’adozione di un linguaggio chiaro e inclusivo, insieme alla promozione della diversità nei ruoli decisionali del settore, è vista come una leva strategica per garantire un accesso più equo ai prodotti assicurativi. Tali azioni rappresentano un passo importante verso una maggiore sostenibilità sociale.
Le iniziative come l’Edufin Index, Obiettivo EFFE e l’analisi del linguaggio nel settore assicurativo dimostrano che il cambiamento è possibile, ma richiede un impegno collettivo e l’investimento in programmi educativi mirati, semplificare la comunicazione finanziaria e promuovere una cultura dell’inclusione. Parallelamente, l’empowerment femminile deve essere al centro di queste azioni, riconoscendo il valore della partecipazione attiva delle donne nella gestione economica.
Il materiale presentato è disponibile a questo link.



