Costi delle LTC e supporto pubblico Lo studio OCSE

Dicembre 5, 2024by Alessandra Schofield
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Costi delle LTC e supporto pubblico Lo studio OCSE. Il costo delle cure a lungo termine (LTC) rappresenta un peso significativo per le persone anziane, spesso insostenibile senza un adeguato supporto pubblico. L’analisi dell’OCSE evidenzia come, in assenza di protezione sociale, i costi totali delle LTC possano arrivare a rappresentare da 1 a quasi 7 volte il reddito mediano disponibile degli anziani, con le spese maggiori associate ai bisogni più severi. Questo dato sottolinea come, senza interventi pubblici, la maggior parte delle persone anziane non sarebbe in grado di permettersi cure adeguate, a meno di non attingere al proprio patrimonio.

Nonostante i sistemi di protezione sociale siano presenti in tutti i Paesi OCSE, la loro generosità e il livello di copertura variano considerevolmente. In media, i sistemi pubblici coprono circa il 62% dei costi delle LTC per chi ha bisogni moderati (22,5 ore di assistenza settimanale), ma questa percentuale oscilla tra meno del 10% in Paesi come Estonia, Grecia e Croazia, e oltre il 90% in Paesi come Danimarca, Lussemburgo e Israele. Queste differenze riflettono non solo la diversità nei livelli di spesa pubblica, ma anche le politiche di accesso e di co-pagamento adottate.

Anche nei Paesi con sistemi più generosi, tuttavia, i costi out-of-pocket rimangono significativi, in particolare per le persone con redditi bassi o bisogni severi. Ad esempio, un anziano con bisogni severi (41,25 ore di assistenza settimanale) deve spesso destinare più della metà del proprio reddito disponibile per coprire le spese di cura. In alcuni casi, questi costi superano persino il reddito totale dell’individuo, rendendo l’accesso alle LTC insostenibile senza il ricorso al patrimonio personale. Circa il 40% dei Paesi OCSE richiede che gli individui utilizzino parte del proprio patrimonio per coprire i costi delle LTC, con 11 Paesi in cui anche le persone con redditi mediani devono fare affidamento su risorse patrimoniali per affrontare le spese di cura istituzionale.

I costi elevati non si limitano alle cure istituzionali, ma si estendono anche all’assistenza domiciliare. In 10 Paesi OCSE, un individuo con bisogni moderati deve dedicare più della metà del proprio reddito disponibile per ricevere cure a domicilio, lasciando poco margine per coprire altre spese essenziali come alimentazione, alloggio e abbigliamento. Questo scenario è particolarmente grave per gli anziani a basso reddito, che vedono ridotta la loro capacità di affrontare i costi della vita quotidiana.

Nonostante i benefici pubblici riducano i rischi di povertà associati ai costi LTC, i risultati variano notevolmente tra i Paesi. In media, le prestazioni pubbliche abbassano il rischio di povertà di 27 punti percentuali, ma in alcuni Paesi il rischio rimane elevato anche dopo il supporto pubblico, specialmente per le donne e per chi ha più di 80 anni. Alcuni Paesi, come Danimarca, Finlandia e Paesi Bassi, dimostrano una maggiore efficacia, con riduzioni dei rischi di povertà superiori al 70%, grazie a sistemi più inclusivi e meno dipendenti da test di reddito e patrimonio. Al contrario, in Paesi con sistemi meno generosi, come Stati Uniti, Spagna e Croazia, la riduzione del rischio di povertà è marginale.

L’analisi dell’OCSE mette in luce che l’efficacia dei sistemi di protezione sociale dipende dalla loro capacità di garantire un sostegno adeguato a chi ha maggiori necessità. La combinazione di benefici in-kind, meno restrizioni nei test di reddito e una maggiore spesa pubblica è associata a una migliore riduzione dei rischi di povertà e a una maggiore equità nell’accesso alle LTC. Tuttavia, con l’aumento previsto della domanda di cure e delle pressioni fiscali, molti Paesi dovranno affrontare il difficile equilibrio tra sostenibilità finanziaria e accessibilità per le persone anziane.

 

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.