Censis La nostra società nel 2024

Dicembre 11, 2024by Alessandra Schofield
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Censis La nostra società nel 2024. Secondo il 58° Rapporto Censis sulla situazione sociale in Italia nel 2024, nel 2023, in Italia, un neonato su cinque è stato figlio di almeno un genitore straniero, per un totale di 80.942 bambini, il 21,3% delle nascite. Nelle scuole italiane, gli alunni con cittadinanza non italiana sono stati 931.323 nell’anno scolastico 2023/2024, rappresentando l’11,6% del totale, con punte del 13,7% nella scuola primaria e del 12,7% nella scuola dell’infanzia. Inoltre, le famiglie con almeno un componente straniero ammontano a 2,6 milioni (10,1% del totale), mentre i minori stranieri residenti in Italia superano il milione, pari all’11,8%.

I giovani di seconda generazione, figli di immigrati ma cresciuti in Italia, vivono un legame profondo con le loro origini: il 91% ha visitato almeno una volta il Paese dei genitori, l’80,2% ne è orgoglioso e l’80% desidera conoscerne storia e tradizioni. Nelle loro relazioni sociali, il 92,8% ha amici italiani e l’89,4% amici stranieri. Sul piano linguistico, il 57,4% parla solo italiano in famiglia, mentre il 17,6% alterna italiano e la lingua di origine. Quanto alla percezione identitaria, il 45,4% si sente sia italiano che straniero, il 40% esclusivamente italiano e il 14,6% si identifica principalmente con il Paese di origine.

Quasi la metà dei giovani tra i 18 e i 34 anni (47,2%) ritiene che gli italiani siano razzisti, una percezione condivisa dal 40,8% della popolazione generale. L’idea che il razzismo sia in aumento è diffusa: il 58,5% ne è convinto, una percezione che sale al 64,4% tra i giovani di seconda generazione. Questi ultimi denunciano esperienze dirette di discriminazione: il 62,4% ha subito episodi di razzismo, il 26% continua a esserne vittima, e il 75% conosce coetanei stranieri che hanno vissuto situazioni simili. Tra le conseguenze più tangibili, il 23,4% si è visto negare un lavoro per le proprie origini, mentre il 29,4% non è riuscito a ottenere un contratto d’affitto.

A livello nazionale, i crimini d’odio sono più che raddoppiati negli ultimi otto anni: da 555 nel 2015 a 1.393 nel 2022. In particolare, i reati di matrice razzista e xenofoba sono quasi triplicati nello stesso periodo, passando da 369 a 1.105 (+199,4%).

Le aree interne del Paese, che ospitano il 22,6% della popolazione italiana, soffrono un progressivo spopolamento: tra il 2014 e il 2023 la popolazione è calata del 4,6%. Tuttavia, questa dinamica nasconde due tendenze opposte: mentre gli italiani sono diminuiti del 5,4%, la popolazione straniera è cresciuta del 7,3%. Nel Sud e nelle isole, dove vive il 53,6% degli abitanti di queste zone, il declino è ancora più marcato (meno 5,9% complessivo), ma la presenza straniera ha registrato un incremento del 17,1%.

Nel 2023 sono stati registrati in Italia 2.341.574 reati, segnando un aumento del 3,8% rispetto all’anno precedente e dell’1,7% rispetto al 2019, pre-pandemia. Tra i reati più in crescita figurano gli omicidi volontari (341 casi), i tentati omicidi (1.033) e le rapine (28.067). Preoccupante anche l’incremento delle violenze domestiche: gli atti persecutori sono aumentati del 21,6% rispetto al 2019, i maltrattamenti in famiglia del 21,2%.

Il fenomeno tocca anche la sfera digitale, con 302.020 truffe e frodi informatiche nel 2023 (+42,4% rispetto al 2019). Le grandi città restano i principali epicentri della criminalità: Milano è in testa con 70,9 reati ogni mille abitanti, seguita da Roma e Firenze con circa 60 casi ogni mille abitanti.

Le donne restano le principali vittime di reati violenti: nel 2023, il 75% degli atti persecutori, l’81% dei maltrattamenti in famiglia e il 91% delle violenze sessuali hanno riguardato il genere femminile. La diffusione di immagini intime senza consenso ha registrato 1.405 casi nel 2023. Questa situazione alimenta un senso di insicurezza: l’80,2% delle donne evita contatti con sconosciuti, il 42,6% non esce sola dopo il tramonto, e il 26,9% comunica la propria posizione ai familiari per sicurezza.

Foto di Eric MUSIAT da Pixabay

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.