Nuova produzione Vita nei primi sette mesi 2026 I premi
Analizzando la nuova produzione Vita nei primi sette mesi 2026 sotto il profilo dei premi, ANIA rileva che le polizze a premio unico hanno costituito il 96,9% della raccolta in termini di premi e il 59% del numero delle polizze o adesioni.
Le polizze a premio annuo hanno rappresentato lo 0,4% dei premi e il 19,4% del numero dei contratti. Le polizze a premio ricorrente hanno costituito il 2,7% dei premi e il 21,6% del numero delle polizze o adesioni. L’importo medio è stato pari a 48.998 euro per i premi unici, 670 euro per i premi annui e3.736 euro per i premi ricorrenti.
La ripartizione dei premi per canale mostra che i premi unici costituiscono il 98,1% della raccolta degli sportelli bancari e postali, il 91,2% di quella degli agenti, l’89,7% della vendita diretta, il 97,2% della raccolta dei consulenti finanziari e l’85,9% della vendita a distanza e dei broker.
I premi ricorrenti rappresentano il 6,8% della raccolta degli agenti, il 9,5% della vendita diretta, il 2,7% dei consulenti finanziari, l’1,6% degli sportelli bancari e postali e il 12,7% della vendita a distanza e dei broker.
I premi annui rappresentano il 2% della raccolta degli agenti, lo 0,8% della vendita diretta, lo 0,3% degli sportelli bancari e postali, lo 0,1% dei consulenti finanziari e l’1,4% della vendita a distanza e dei broker.
Applicando la misura Annual Premium Equivalent, APE, calcolata sommando i premi annui, considerati integralmente, e i premi unici divisi per una durata convenzionale del contratto pari a dieci anni, la variazione della raccolta nei primi sette mesi passa dal -0,6% al -3,7%.
Da gennaio a luglio le reti bancarie, postali e finanziarie hanno raccolto l’86% dei nuovi premi emessi, un punto percentuale in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Queste reti hanno collocato prodotti quasi esclusivamente a premio unico, mentre le reti agenziali hanno raccolto anche una quota significativa di prodotti a premio annuo.
Applicando la misura APE, la quota delle reti bancarie, postali e finanziarie passa dall’86% al 79%; quella della rete agenziale e diretta passa dal 14% al 20%.



