Più coperture assicurative, maggiore accesso al credito per le piccole imprese italiane durante il Covid Mix by audio-joiner.com
L’articolo Insurance as a stabilizer: SME credit access during the COVID-19 crisis, di Edoardo Lanciano, Daniele Previati e Ornella Ricci, esamina il rapporto tra copertura assicurativa e accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese italiane nel contesto economico determinato dalla pandemia. Più coperture assicurative hanno significato maggiore accesso al credito per le piccole imprese italiane durante il Covid.
Lo studio parte dalla considerazione che le imprese di minori dimensioni incontrano maggiori difficoltà nell’ottenere finanziamenti rispetto a quelle più grandi, soprattutto a causa delle asimmetrie informative, della minore diversificazione delle attività e della conseguente maggiore esposizione al rischio di insolvenza. In questo quadro, le assicurazioni possono contribuire a proteggere beni, liquidità e continuità operativa, riducendo gli effetti economici degli eventi inattesi e migliorando la valutazione dell’impresa da parte degli intermediari finanziari.
L’analisi utilizza i dati dell’indagine della Banca d’Italia del 2021 sulle competenze finanziarie e sull’impiego degli strumenti digitali da parte degli imprenditori. Il campione comprende 1.998 imprese italiane non finanziarie, delle quali 1.851 sono microimprese. Per misurare il livello di copertura assicurativa, gli autori costruiscono un indicatore basato sul numero di polizze possedute, con un valore compreso tra zero e quattro. Le coperture considerate riguardano i beni aziendali, la responsabilità civile verso terzi, l’interruzione dell’attività e la vita del titolare. L’accesso al credito viene invece rilevato verificando se, dall’inizio della pandemia, l’impresa abbia richiesto un nuovo finanziamento e lo abbia ottenuto almeno in parte. Nei modelli sono inserite anche variabili relative alle caratteristiche dell’imprenditore e dell’azienda, tra cui età, genere, istruzione, alfabetizzazione finanziaria, fatturato, numero di dipendenti, anzianità dell’impresa, digitalizzazione, settore produttivo, area geografica e impatto della pandemia.
il 52,60% del campione ha richiesto un nuovo finanziamento dall’inizio della pandemia e lo ha ottenuto integralmente o almeno in parte, mentre oltre il 60% utilizza o ha utilizzato nei ventiquattro mesi precedenti un prestito bancario. L’8,16% del campione non ha richiesto credito pur avendone bisogno, a causa della complessità della procedura o della convinzione che la domanda non sarebbe stata accolta. La diffusione delle coperture assicurative risulta disomogenea: il 24,22% delle imprese non possiede nessuna delle polizze esaminate e soltanto il 24,43% dispone di almeno tre coperture. La responsabilità civile verso terzi è la più comune e interessa il 68,77% del campione; seguono l’assicurazione sulla vita del titolare, presente nel 40,59% dei casi, e quella sui beni aziendali, posseduta dal 37,29%. La copertura contro l’interruzione dell’attività è la meno diffusa e riguarda l’11,81% delle imprese.
I risultati mostrano una relazione positiva e statisticamente significativa tra il numero di coperture assicurative e l’accesso al credito. Nel modello che comprende l’insieme delle variabili di controllo, ogni ulteriore tipologia di polizza è associata mediamente a un incremento di 5,3 punti percentuali nella probabilità di ottenere un finanziamento. La probabilità stimata passa dal 44% per le imprese prive delle coperture considerate al 65% per quelle che le possiedono tutte e quattro, con una differenza complessiva di 21 punti percentuali. La relazione rimane significativa anche dopo l’applicazione di diverse verifiche di robustezza, l’impiego di variabili dipendenti alternative, la separazione delle singole tipologie assicurative e il ricorso a un approccio con variabile strumentale per affrontare i possibili problemi di endogeneità. Le imprese maggiormente assicurate risultano inoltre meno scoraggiate dal presentare una domanda di credito.
Secondo il lavoro, le coperture assicurative svolgono una funzione di protezione finanziaria e di stabilizzazione, perché tutelano attività e flussi di cassa dalle perdite improvvise. Al tempo stesso possono rappresentare, nella valutazione bancaria, un segnale di solidità e di una gestione più strutturata dei rischi. Gli autori collegano pertanto una più ampia diffusione delle assicurazioni al possibile rafforzamento della resilienza delle imprese e della loro credibilità presso i finanziatori, indicando tra i possibili interventi il sostegno ai premi, le campagne informative e lo sviluppo di prodotti che integrino credito e assicurazione. Viene inoltre sottolineata l’importanza dell’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa degli imprenditori.
Lo studio segnala infine alcuni limiti. I dati si riferiscono a un solo anno e al solo contesto italiano, derivano dalle risposte degli intervistati e non comprendono informazioni dettagliate sui costi, sui massimali e sull’effettiva ampiezza delle coperture. Mancano inoltre indicazioni precise sulla successione temporale tra l’acquisto delle polizze e la richiesta di credito, sulla durata dei rapporti con le banche e sui precedenti finanziamenti. La natura trasversale dei dati richiede quindi cautela nell’interpretazione causale dei risultati e non consente di escludere completamente che l’accesso al credito possa, a sua volta, favorire una maggiore copertura assicurativa.



