I rischi emergenti richiedono dati migliori e una supervisione maggiore L’intervento di D’Ecclesia (IVASS) all’Eurofi 2026 Mix by audio-joiner.com
In occasione dell’appuntamento Eurofi di Dublino del 2026, Rita Laura D’Ecclesia, membro del Consiglio IVASS, ha contibuito con un proprio intervento pubblicato su The EUROFI Magazine. L’articolo, intitolato Emerging insurance risks require better data and stronger supervision, è inserito nella sezione dedicata all’attività assicurativa in un contesto mondiale caratterizzato da crisi molteplici. L’intervento di D’Ecclesia (IVASS) all’Eurofi 2026 sottolinea che i rischi emergenti richiedono dati migliori e una supervisione maggiore.
D’Ecclesia rileva che le imprese assicurative europee rimangono resilienti, ma devono confrontarsi con fonti di rischio in evoluzione. Accanto ai tradizionali rischi di mercato e di sottoscrizione, le autorità di vigilanza rivolgono crescente attenzione al credito privato, alle altre attività illiquide e alla complessità delle strutture dei gruppi operanti in più Paesi. Questi sviluppi favoriscono la diversificazione e gli investimenti di lungo periodo, ma generano anche rischi non sempre pienamente visibili attraverso i normali indicatori di solvibilità. Per individuarli occorrono informazioni più dettagliate e una cooperazione più intensa tra le autorità.
Il credito privato ha assunto particolare rilievo negli ultimi anni. Secondo l’analisi dell’EIOPA basata sulle segnalazioni previste da Solvency II, le attività private rappresentano circa l’11% degli attivi complessivi degli assicuratori, sia a livello individuale sia di gruppo. L’ammontare aggregato delle esposizioni non indica attualmente una criticità sistemica, ma nasconde differenze significative tra imprese e gruppi. Un numero ristretto di grandi gruppi assicurativi concentra circa il 37% di tutti gli investimenti in attività private, con una concentrazione particolarmente elevata nel credito privato. Il rischio di concentrazione può quindi costituire una questione di vigilanza più rilevante del volume complessivo delle esposizioni.
Dal punto di vista della supervisione, il problema non consiste soltanto nella dimensione degli investimenti in credito privato, ma nella complessità dei rischi associati. Tra questi rientrano l’illiquidità, l’incertezza delle valutazioni, la concentrazione verso determinati settori, debitori o gestori patrimoniali e l’interazione tra le strategie di investimento e quelle relative alle passività. Tali fattori possono diventare particolarmente rilevanti durante le fasi di tensione dei mercati. Per le imprese di assicurazione sulla vita possono inoltre sorgere difficoltà qualora il comportamento degli assicurati determini esigenze di liquidità inattese.
Dal 2021 l’IVASS sollecita le imprese a rafforzare i propri sistemi di governo societario, i metodi di valutazione, i presidi di gestione del rischio e l’applicazione del principio della persona prudente. L’attenzione della vigilanza si concentra sempre più sulla capacità delle imprese di comprendere e gestire i rischi, anziché limitarsi a considerare i dati complessivi delle esposizioni.
Un’efficace attività di supervisione richiede tuttavia informazioni sufficientemente granulari. Gli attuali sistemi di segnalazione presentano ancora limiti rilevanti, soprattutto per gli investimenti detenuti attraverso fondi, per i quali non sono sempre prontamente disponibili informazioni sugli attivi sottostanti, sui settori degli emittenti e sulla distribuzione geografica delle esposizioni. Queste lacune rendono più difficile valutare in modo uniforme, a livello europeo, i rischi di concentrazione, liquidità e interconnessione. Una maggiore trasparenza migliorerebbe tanto la vigilanza sulle singole imprese quanto il controllo delle possibili vulnerabilità dell’intero settore.
La concentrazione degli investimenti in credito privato presso un numero limitato di grandi gruppi pone in evidenza anche l’importanza della vigilanza di gruppo. I gruppi assicurativi producono benefici in termini di diversificazione e favoriscono un’efficiente allocazione del capitale tra diverse giurisdizioni, ma generano contemporaneamente interconnessioni che non risultano sempre visibili da una prospettiva esclusivamente nazionale. Le strategie di investimento, gli accordi di riassicurazione, le funzioni di tesoreria e altre attività fondamentali sono gestiti sempre più frequentemente a livello di gruppo, mentre i rischi possono concretizzarsi localmente nelle singole imprese.
In questo contesto, i collegi delle autorità di vigilanza costituiscono un elemento fondamentale. Attraverso lo scambio di informazioni, le valutazioni congiunte dei rischi e le azioni coordinate, le autorità del Paese d’origine e quelle dei Paesi ospitanti possono elaborare una comprensione comune dei rischi e individuare le vulnerabilità prima che producano conseguenze. Poiché i modelli di attività assicurativa diventano progressivamente più integrati e superano i confini nazionali, nessuna autorità può valutare autonomamente tutti i rischi rilevanti. La supervisione dipende pertanto sia dall’accesso tempestivo alle informazioni sia da una visione condivisa delle vulnerabilità emergenti nell’intero gruppo.
L’esperienza maturata nel controllo del credito privato offre una considerazione più generale sulla vigilanza assicurativa. In un sistema finanziario sempre più interconnesso, i rischi possono derivare da concentrazioni, interdipendenze ed esposizioni comuni non immediatamente rilevabili attraverso i soli dati di bilancio. La loro individuazione richiede di integrare le valutazioni delle singole imprese con una prospettiva di gruppo e transfrontaliera.
Dati migliori e una cooperazione più solida tra le autorità non costituiscono soluzioni alternative, ma due componenti complementari di una vigilanza efficace. Il coordinamento fornisce il quadro istituzionale, mentre informazioni granulari consentono di individuare tempestivamente le vulnerabilità e affrontarle in maniera coerente in Europa. Con la crescente complessità del settore assicurativo, entrambi gli elementi stanno diventando importanti quanto il capitale.
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