IV edizione City Flows Unipolis L’intervento di Salvatore Rueda fondatore dell’Agenzia di Ecologia Urbana di Barcellona e ideatore del modello delle superilles_Mix by audio-joiner.com
Salvatore Rueda, fondatore dell’Agenzia di Ecologia Urbana di Barcellona e ideatore del modello delle superilles (in catalano; si tratta dei superblocchi urbani, ovvero gruppi di isolati nei quali la circolazione automobilistica viene riorganizzata per dare più spazio alle persone), nel corso della IV edizione di City Flows Unipolis, ha presentato il significativo progetto elaborato per Reggio Calabria, del quale ha esposto alcune parti strettamente legate alla disabilità.
Secondo Rueda, senza cambiare il modello di mobilità non è possibile garantire finalmente a tutti i cittadini l’accesso alla città, perché gli spazi urbani sono concepiti per le automobili e gli altri veicoli. Ha richiamato il progetto delle superilles, o superblocchi, sviluppato in diverse città, invitando a visitare quelli di Barcellona per vedere come uno spazio urbano possa essere fruito da tutti.
Le persone con disabilità, le persone anziane, chi ha figli e, più in generale, tutti coloro che hanno bisogno di uno spazio cittadino sicuro rappresentano il 35% della popolazione. La stessa percentuale è stata rilevata anche a Reggio Calabria e Rueda ha definito queste persone “vulnerabili”. Da qui nasce la necessità di interrogarsi sull’uso dello spazio pubblico cittadino.
Illustrando i dati mostrati nella presentazione, Rueda ha affermato che il 97% dello spazio pubblico stradale è occupato dalla rete viaria e dai suoi usi; l’83% dello spazio è destinato alla circolazione e alla sosta dei veicoli. Pur se via Garibaldi è una strada straordinaria utilizzabile dai pedoni, soltanto il 17% dello spazio complessivo risulta disponibile per i cittadini e per chi si muove a piedi: una quota perciò molto piccola.
Gli indicatori di accessibilità descrivono una situazione pessima per i pedoni, per i quali lo spazio non accessibile è ben oltre il 50%. Nella proposta di riprogettazione urbana, quella percentuale e la città stessa cambiano profondamente, così come cambia la superficie dedicata ai pedoni. La città, nella configurazione attuale, è progettata per i veicoli anziché per le persone, e una situazione simile si presenta in molte altre città. La stessa Matera, pur rappresentando i Sassi un’area straordinaria e sostanzialmente isolata dal traffico, potrebbe ripensare i propri spazi, come proposto per Reggio Calabria, collocata tra la montagna e il mare e portatrice di caratteristiche peculiari nel centro storico. Rueda ha segnalato, tra i problemi di accessibilità, la ristrettezza dei marciapiedi e la presenza di barriere che non sono necessarie, ma alle quali spesso non si presta attenzione, nonostante le difficoltà che creano alle persone vulnerabili. Automobili che occupano lo spazio, pedoni costretti a superare ostacoli, alberi collocati al centro degli attraversamenti pedonali e numerosi gradini: il progetto presentato propone soluzioni per rimuovere questi impedimenti.
Rueda ha quindi illustrato la gerarchia della viabilità, in base alla quale l’83% dello spazio consiste in aree concepite per le automobili; la proposta modifica questa distribuzione, destinando ad altri usi una parte degli spazi oggi riservati alla circolazione. Secondo il progetto, il 75% dell’area di Reggio Calabria considerata nell’analisi potrebbe essere trasformato in uno spazio fruibile da tutti.
Cosa comporterebbe un cambiamento simile in una città dove l’automobile è molto utilizzata? In base alle simulazioni illustrate, basterebbe ridurre dell’8% la circolazione automobilistica per mantenere la stessa velocità di percorrenza nei due scenari, quello attuale e quello proposto. A suo giudizio, sarebbe quindi possibile trasformare profondamente lo spazio pubblico mantenendo invariato il livello di scorrimento del traffico veicolare. A Barcellona, ha precisato, la riduzione prevista era del 15%: il nuovo piano urbanistico è stato approvato nel 2015 e nel 2023 la diminuzione della circolazione automobilistica ha raggiunto il 25%. Sono circa 503 i superblocchi previsti nel modello di Barcellona per garantire il funzionamento della città, e quel modello può essere adottato altrove.
La riduzione dell’8% può essere superata anche attraverso il trasporto pubblico, che collega le diverse parti della città. La rete consente anche l’uso della bicicletta, mentre l’interno del superblocco è pensato soprattutto per camminare e per permettere alle persone di incontrarsi. L’accesso in automobile resta possibile: si può entrare nel superblocco e raggiungere le destinazioni dai diversi lati, ma la circolazione interna è però soggetta alla restrizione a 10 chilometri orari del limite di velocità, e non è consentito attraversare il superblocco per usarlo come scorciatoia.
In queste condizioni, secondo Rueda, il 90-95% delle automobili scompare dalle strade interne e lo spazio può diventare prioritario per pedoni, persone con disabilità e tutti gli altri cittadini. Riducendo la velocità dei veicoli, lo spazio torna a essere utilizzabile dalle persone. A Reggio Calabria si potrebbe intervenire nello stesso modo su circa 2.500 strade, rendendole fruibili dai pedoni senza creare problemi di traffico o circolazione. Si tratta di un progetto adattabile, che si potrebbe iniziare ad attuare fin d’ora.
Rueda ha escluso che il principale ostacolo sia economico. Come esempio ha richiamato il bilancio comunale di Barcellona dell’anno precedente, pari a 4,4 miliardi di euro. Per realizzare con interventi tattici il progetto su oltre 6 milioni di metri quadrati, ha stimato una spesa inferiore a 300 milioni di euro. Distribuita su dieci anni, corrisponderebbe a circa 30 milioni l’anno: una cifra che, rapportata al bilancio della città, ha considerato sostenibile. Ha ribadito che, a suo giudizio, non si tratta neppure di un problema di circolazione automobilistica.
Ha poi richiamato le due reti rappresentate in verde e in blu nella presentazione, soffermandosi sulla possibilità di usare la bicicletta e sull’adattamento della rete urbana al progetto dei superblocchi. Questo comporterebbe un rinnovamento complessivo del sistema urbano e metropolitano. Ha collegato tale trasformazione alla possibilità di ridurre del 25% la circolazione automobilistica: per andare oltre l’8%, ha precisato, è necessario ripensare l’intero sistema.
Infine, ha spiegato che il progetto ha ridisegnato le strade di Reggio Calabria, in particolare via Garibaldi, anche con l’obiettivo di abbassare la temperatura dello spazio pubblico. In una strada dove, nell’esempio mostrato, erano presenti soltanto due alberi e due aree di parcheggio, ha proposto di sostituire uno dei posti occupati dalle automobili con un albero. Gli alberi, ha osservato, sono necessari per creare ombra e ridurre la temperatura. Mostrando l’immagine del risultato proposto, ha concluso che occorre trasformare le città attraverso un diverso modello di mobilità, capace di restituire spazio alle persone.



