Competenze professionali in Italia La dettagliata analisi ISTAT sul mercato del lavoro. L’Istat ha recentemente pubblicato i risultati di una rilevazione sulle competenze professionali nel mercato del lavoro italiano, fornendo un quadro dettagliato delle abilità richieste e utilizzate dagli occupati nel 2022. Il rapporto evidenzia significative variazioni nell’uso delle competenze in base a età, livello di istruzione, cittadinanza e tipologia di professione.
Ne emerge che le competenze tecnologiche rappresentano una componente essenziale in molti ambiti. Il 37,1% degli occupati utilizza strumenti digitali per almeno la metà del tempo lavorativo. Questo dato, tuttavia, varia considerevolmente tra diversi gruppi di lavoratori. Le donne sono in testa, con il 42,1% che impiega strumenti digitali, rispetto al 33,4% degli uomini. L’uso di competenze digitali è inoltre più comune tra i lavoratori di età compresa tra i 30 e i 44 anni, mentre gli stranieri e i lavoratori meno istruiti mostrano percentuali significativamente inferiori, rispettivamente il 7,8% e il 9,1%.
Le competenze cognitive, come la lettura di documentazione tecnica e l’esecuzione di calcoli complessi, sono meno diffuse rispetto alle competenze tecnologiche. Solo il 13,8% degli occupati dedica una parte significativa del proprio tempo alla lettura di documenti tecnici, con una maggiore incidenza tra laureati e professionisti intellettuali. L’esecuzione di calcoli complessi è ancora meno comune, coinvolgendo solo il 10% degli occupati. Anche in questo caso, i laureati e professionisti tecnici sono quelli che utilizzano maggiormente questa abilità.
Un’altra dimensione delle competenze professionali è rappresentata dalle abilità fisico-motorie, che comprendono l’uso della forza fisica e della destrezza manuale. Il 37,4% degli occupati utilizza la forza fisica per almeno metà del tempo lavorativo, con una predominanza tra gli uomini (41,6%) e le persone con un livello di istruzione più basso (57,6%). La destrezza manuale è utilizzata dal 23,2% degli occupati, particolarmente tra artigiani, operai specializzati e nel settore sanitario.
Le competenze relazionali, che includono la comunicazione interna ed esterna, sono fondamentali in molte professioni. Circa il 36% degli occupati dedica una parte rilevante del proprio tempo alla comunicazione con colleghi, mentre il 28,6% interagisce frequentemente con persone esterne alla propria organizzazione. Le competenze relazionali sono più comuni tra i lavoratori con titoli di studio elevati e in ruoli di gestione e coordinamento.
L’autonomia lavorativa, suddivisa tra la sequenza dei compiti e la definizione dei contenuti, mostra che il 44,7% degli occupati ha un’ampia libertà nella gestione dei propri compiti. Questo valore cresce con l’aumentare dell’età e del livello di istruzione. La gestione del lavoro, intesa come ripetitività dei compiti e rispetto di procedure rigorose, vede il 44,2% degli occupati impegnato in attività ripetitive per almeno metà del tempo lavorativo, con una maggiore incidenza tra i meno istruiti e gli stranieri.
Il rapporto dell’Istat evidenzia anche le differenze tra occupati e ex-occupati, ovvero coloro che hanno smesso di lavorare da meno di due anni. Gli ex-occupati mostrano un minor utilizzo di competenze digitali e cognitive rispetto agli occupati, mentre l’uso della forza fisica è più frequente, evidenziando una tendenza degli ex-occupati ad avere esperienze lavorative meno qualificate e spesso più fisicamente impegnative.



