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Dati ANIA Nuova produzione Vita ottobre 2024. Secondo quanto riporta il numero 10 di novembre 2024 di ANIA Trends, la nuova produzione Vita individuali in Italia ha registrato un andamento positivo nel mese di ottobre 2024, con una raccolta complessiva pari a 8,2 miliardi di euro da parte delle imprese italiane e delle rappresentanze extra-UE. Questo dato rappresenta un incremento significativo del 48,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, quando il mercato aveva subito un calo del 3,5%. Da gennaio, i premi emessi hanno raggiunto 72,8 miliardi di euro, segnando una crescita del 23,6% rispetto al periodo corrispondente del 2023. Tale ripresa è stata favorita dal miglioramento delle performance di un ampio numero di imprese, con il 76% di queste che ha riportato risultati superiori a quelli del 2023 e il 46% che ha superato la variazione media del mercato.
A trainare la crescita sono stati in particolare i prodotti di ramo I, con un volume di nuovi premi pari a 5,2 miliardi di euro a ottobre, in aumento del 16,2% rispetto al 2023, e un totale di 51,6 miliardi da inizio anno. Il ramo III ha mostrato una performance straordinaria, triplicando quasi i volumi rispetto a ottobre 2023, con un valore mensile di 2,9 miliardi di euro e una crescita annuale complessiva del 63,1%. Anche il ramo V ha registrato un progresso notevole, con un incremento annuale del 74,1%. I prodotti multiramo continuano a guadagnare terreno, rappresentando il 40% della nuova produzione di ottobre, con un incremento del 103,8% rispetto all’anno precedente e un volume totale di 23,4 miliardi di euro da gennaio.
Dal punto di vista dei canali distributivi, Gli sportelli bancari e postali si confermano il principale motore della nuova produzione vita, raccogliendo nel mese di ottobre 5,6 miliardi di euro, pari al 68% del totale dei nuovi premi vita emessi. Questo rappresenta un incremento del 60,4% rispetto allo stesso mese del 2023 e consolida un volume complessivo di 50,4 miliardi da gennaio, con una crescita annua del 21,4%. Il peso di questo canale è amplificato dalla sua capacità di collocare principalmente prodotti a premio unico, che costituiscono la maggior parte della nuova produzione.
Un altro attore in forte espansione è rappresentato dai consulenti finanziari abilitati, il cui contributo ha registrato un aumento del 75,5% a ottobre, con un volume mensile di 1,5 miliardi di euro. Nei primi dieci mesi del 2024, questo canale ha intermediato complessivamente 11,3 miliardi di euro, segnando un incremento annuo del 55,3%. I consulenti finanziari si distinguono per una distribuzione equilibrata tra prodotti di ramo I, che rappresentano il 48% della raccolta mensile, e assicurazioni unit-linked di ramo III, che ne costituiscono il 52%.
La rete agenziale e diretta, pur mantenendo un ruolo significativo, ha mostrato segnali contrastanti. A ottobre, il volume raccolto è stato pari a 1,1 miliardi di euro, in calo del 5,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tuttavia, da inizio anno, questa rete ha generato una raccolta complessiva di 10,2 miliardi di euro, con una crescita annua del 7,3%. I prodotti di ramo I rappresentano il 71% della nuova produzione di questo canale, mentre le unit-linked costituiscono il 26%, evidenziando una minore propensione rispetto ai consulenti finanziari a proporre prodotti legati ai mercati finanziari. Nonostante ciò, i prodotti multiramo continuano a guadagnare peso, con un volume complessivo di 3,8 miliardi di euro raccolti nei primi dieci mesi dell’anno, sebbene con una flessione del 7,8% rispetto al 2023.
Un contributo marginale ma in crescita proviene dalla vendita diretta a distanza e dai broker, che hanno raccolto circa 53 milioni di euro nel mese di ottobre, con un incremento del 6,6% rispetto al 2023, e 865 milioni da gennaio, segnando un incremento annuo del 42,1%.
Le forme pensionistiche individuali e i fondi pensione aperti hanno contribuito moderatamente alla crescita, con incrementi rispettivamente del 5,3% e del 12,7%. Particolarmente rilevante è stato l’andamento dei PIR, che hanno raddoppiato i volumi rispetto all’anno precedente. Sul fronte della tipologia di premi, i premi unici continuano a rappresentare la scelta predominante, coprendo il 96% del totale, con un valore medio di circa 46.050 euro per contratto.



