
Unit Linked e fondi comuni d’investimento Banca d’Italia mette i costi a confronto
Unit Linked e fondi comuni d’investimento Banca d’Italia mette i costi a confronto. Secondo un recentissimo studio Banca d’Italia, negli ultimi 15 anni, le famiglie italiane hanno aumentato la loro esposizione ai mercati finanziari, principalmente attraverso polizze vita unit-linked e fondi comuni di investimento. Lo studio, che ne mette a confronto i costi, la quota di ricchezza finanziaria detenuta in questi strumenti è cresciuta rispettivamente dal 10,8% e 8,6% nel 2007 al 14,4% e 12,8% nel 2023. Le polizze unit-linked, che trasferiscono il rischio di investimento direttamente al sottoscrittore, hanno raggiunto un picco di 44 miliardi di euro di premi sottoscritti nel 2021, favorito dai tassi d’interesse bassi. Ma dalla seconda metà del 2022, con la stretta monetaria, la loro popolarità è diminuita a favore di obbligazioni e prodotti assicurativi tradizionali. Nonostante la diffusione di questi prodotti, molti investitori non comprendono appieno il loro impatto sui rendimenti. I costi variano molto tra contratti e dipendono da diverse voci di spesa, sollevando questioni di trasparenza, tutela del consumatore e concorrenza nel settore assicurativo.
L’analisi BdI confronta il costo di polizze unit-linked che investono in fondi esterni con il costo degli stessi fondi acquistati direttamente sul mercato retail. Il confronto si basa su una misura sintetica chiamata Reduction in Yield (RIY), che quantifica la riduzione del rendimento dovuta ai costi. Le unit-linked sono mediamente più costose dei fondi comuni, con un differenziale di costo tra 0,5% e 2,5% e una media compresa tra 1,0% e 1,7%. La principale fonte di costo aggiuntivo è data dai costi di gestione annuali. Il differenziale è maggiore in alcune situazioni specifiche: per fondi monetari e ETF, perché questi prodotti hanno costi bassi nel mercato retail; per polizze distribuite da consulenti finanziari, a causa di commissioni più alte rispetto a quelle vendute in banca; per durate più lunghe, dato che i costi annuali si accumulano nel tempo.
Le possibili spiegazioni per il costo extra delle unit-linked includono i servizi aggiuntivi come consulenza, copertura assicurativa e benefici fiscali, oltre alla mancanza di trasparenza e concorrenza, che potrebbe rendere difficile per gli investitori valutare il reale impatto dei costi. Lo studio suggerisce che migliorare la trasparenza e la concorrenza potrebbe ridurre i costi per gli investitori retail.



