
IVASS RC Sanitaria 2023 La tendenza all’auto-ritenzione
IVASS RC Sanitaria 2023 La tendenza all’auto-ritenzione. L’auto-ritenzione del rischio rappresenta una modalità alternativa alla copertura assicurativa tradizionale per la gestione della responsabilità civile sanitaria da parte delle strutture sanitarie pubbliche. Questo sistema prevede la costituzione di fondi interni alimentati da accantonamenti annuali, destinati a coprire eventuali risarcimenti per danni subiti dai pazienti. Nel corso degli anni, il ricorso all’auto-ritenzione è progressivamente aumentato, determinando una riduzione significativa della domanda di polizze assicurative da parte delle strutture pubbliche.
Nel 2022, gli accantonamenti ai fondi di auto-ritenzione delle strutture sanitarie pubbliche hanno raggiunto i 466 milioni di euro, segnando un aumento del 7,8% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, rispetto al 2017, quando si era registrato il valore massimo, l’importo accantonato è diminuito del 21,3%. Il totale dei fondi accumulati per la copertura del rischio sanitario ha raggiunto 2.279 milioni di euro, in lieve riduzione rispetto al 2021 ma in crescita del 16,8% rispetto al 2017.
Dal 2012, l’ammontare degli accantonamenti è aumentato in modo significativo, con una crescita più marcata fino al 2017. Questo andamento riflette la scelta di un numero crescente di strutture sanitarie pubbliche di adottare l’auto-ritenzione, in forma parziale o totale. In molte regioni, le strutture hanno introdotto sistemi misti, nei quali l’auto-ritenzione è utilizzata per coprire sinistri di valore contenuto, mentre per i casi più onerosi si ricorre ancora a polizze assicurative.
Esistono differenze nella distribuzione territoriale dei fondi di auto-ritenzione. Se si considera l’importo accantonato per abitante, il valore medio si attesta intorno ai 40 euro nel Nord e nel Sud del Paese, mentre è leggermente inferiore nel Centro, dove si aggira intorno ai 35 euro. A livello regionale, l’Umbria registra il valore più alto, con 132,6 euro di fondi per abitante, seguita dal Veneto con 79,5 euro.
L’analisi del rapporto tra i fondi di auto-ritenzione e i premi assicurativi evidenzia un progressivo aumento del peso della gestione interna del rischio rispetto al ricorso alle compagnie di assicurazione. Tra il 2014 e il 2022, il valore degli accantonamenti è stato costantemente superiore a quello dei premi pagati per le polizze, con un rapporto che ha raggiunto circa il 190% nell’ultimo anno. Questo dato conferma la tendenza delle strutture sanitarie pubbliche a ridurre progressivamente l’acquisto di coperture assicurative tradizionali, affidandosi sempre più a meccanismi di auto-finanziamento.
L’incremento dell’auto-ritenzione del rischio può essere attribuito a diversi fattori. Da un lato, il costo delle polizze assicurative è aumentato nel tempo, rendendo meno conveniente per le strutture pubbliche la sottoscrizione di coperture integrali. Dall’altro, la possibilità di gestire direttamente il rischio sanitario consente una maggiore flessibilità nella destinazione delle risorse e nella definizione delle strategie di risarcimento. In alcuni casi, le strutture sanitarie hanno adottato l’auto-ritenzione per garantire una copertura più stabile e prevedibile rispetto all’andamento del mercato assicurativo, caratterizzato da oscillazioni nei costi e da una riduzione dell’offerta di polizze per il settore sanitario.
Il modello di auto-ritenzione non è uniforme su tutto il territorio nazionale. Alcune regioni hanno adottato strategie più conservative, mantenendo una quota rilevante di coperture assicurative tradizionali, mentre altre hanno scelto di ampliare la gestione autonoma del rischio. La differenziazione tra le strategie regionali dipende da variabili quali la dimensione delle strutture sanitarie, la disponibilità di risorse finanziarie e le politiche locali in materia di gestione del rischio sanitario.



