
De Polis Codice delle Assicurazioni Un grande lavoro che necessita di una revisione
De Polis Codice delle Assicurazioni Un grande lavoro che necessita di una revisione. Nel corso del suo recente intervento presso l’Università degli Studi dell’Aquila, il 13 marzo 2025, il Segretario Generale IVASS Stefano De Polis ha presentato un “bilancio” dei vent’anni trascorsi dall’emanazione del Codice delle Assicurazioni Private (9 settembre 2005, n. 209).
Il Codice ha rappresentato un importante riassetto normativo per il settore assicurativo, raccogliendo e sistematizzando una normativa fino ad allora dispersa e frammentaria, prendendo per così dire forma nell’ambito della cosiddetta legge Bassanini (legge n. 59 del 1997), che aveva promosso la codificazione di settori specifici attraverso interventi di semplificazione e armonizzazione con la normativa europea. Il nuovo impianto intendeva recepire in modo organico le direttive dell’Unione Europea, favorire una gestione finanziaria prudente delle imprese, rafforzare la tutela del consumatore, garantire la concorrenza tra operatori nazionali e stranieri e disciplinare l’attività degli intermediari assicurativi.
De Polis ha sottolineato che la semplificazione normativa ha portato non solo a ridurre il numero complessivo delle norme, ma anche a renderle più coerenti. Il Codice constava di 355 articoli originari e sostituiva o abrogava circa un migliaio di disposizioni precedenti, rafforzando il ruolo dell’Autorità di vigilanza, a cui è stato riconosciuto un potere regolamentare definito e organico, formalizzando l’attività normativa dell’Istituto, stabilendo i principi ispiratori, le materie di competenza e le procedure di adozione dei regolamenti e prevedendo anche una fase di consultazione pubblica e un’analisi d’impatto. Questo approccio è stato giudicato dal Consiglio di Stato come uno dei primi esempi di strumenti avanzati di qualità normativa.
Nel tempo, ha ricordato De Polis, il Codice ha poi subito numerose integrazioni, sia a livello nazionale che europeo: la legge sul risparmio del 2005, le modifiche in materia di RCA, l’adozione di Solvency II e IDD, la recente introduzione recente di un Fondo di Garanzia per i rami Vita, inserito con la legge di bilancio per il 2024. Ad oggi, il corpo normativo conta 550 articoli ed è strutturato su più livelli, comprendendo fonti interne e sovranazionali, con regolamenti nazionali emessi dall’IVASS e disposizioni tecniche provenienti dalle Autorità europee.
Nonostante il lavoro di aggiornamento costante, De Polis ha però evidenziato l’emergere di nuove esigenze che richiedono ulteriori interventi di manutenzione evolutiva del Codice. L’innovazione tecnologica e la sostenibilità, per esempio, incidono anche sulla creazione di nuovi prodotti assicurativi, vedi le polizze parametriche, che potrebbero trovare una futura regolamentazione specifica all’interno del CAP. In riferimento al Vita, l’IVASS ha invitato le Compagnie a rivedere i modelli contrattuali, prefigurando inoltre l’opportunità di interventi normativi sulla previdenza integrativa.
Anche per quanto riguarda Solvency II, entrato in vigore nel 2016, si rendono necessari aggiornamenti relativi al trattamento dei bilanci, al sistema sanzionatorio e agli strumenti macroprudenziali, nonché un adeguamento delle norme su risanamento e liquidazione delle imprese, in vista del recepimento della direttiva europea IRRD.
De Polis ha inoltre evidenziato alcune problematiche legate all’articolo 345 del CAP, che regola l’assoggettamento di società di mutuo soccorso e casse autogestite alle disposizioni del Codice e che presenta margini di incertezza interpretativa e applicativa, soprattutto perché non coordinata con le modifiche introdotte da Solvency II, e che complica l’esercizio di forme di vigilanza, anche semplificate, nei confronti di questi enti, con conseguente rilevanza per la tutela dei cittadini.
Il Segretario ha poi approfondito il tema dell’evoluzione della distribuzione assicurativa. Il quadro normativo delineato vent’anni fa appare ormai superato alla luce delle trasformazioni del mercato, che ha visto emergere nuove figure come i Managing General Agent e una diffusione crescente di modelli distributivi articolati su più livelli, spesso caratterizzati da relazioni B2B2C (business to business to consumer). In questo contesto, anche la struttura del Registro degli intermediari, unica nel panorama europeo, risulta obsoleta e bisognosa di revisione per poter cogliere la complessità attuale del fenomeno.
Il Segretario Generale IVASS ha invitato il mondo accademico a fornire il proprio contributo alla ridefinizione del Codice, mantenendone la coerenza e l’accessibilità, ma adeguandolo in modo da poter rispondere alle esigenze future del mercato assicurativo.



