
Report Sigma 145 miliardi di dollari le perdite assicurate previste per il 2025
Report Sigma 145 miliardi di dollari le perdite assicurate previste per il 2025. Nel report “Natural catastrophes: insured losses on trend to USD 145 billion in 2025” pubblicato da Sigma – Swiss Re Institute, si evidenzia come le perdite assicurate da catastrofi naturali abbiano raggiunto i 137 miliardi di dollari nel 2024, un valore coerente con la tendenza di crescita annua del 5-7% in termini reali osservata negli ultimi trent’anni. Per il 2025, si prevede che le perdite si attestino intorno ai 145 miliardi di dollari, con una probabilità pari a uno su dieci che tale cifra superi i 300 miliardi, configurando così un cosiddetto anno di perdita di picco. Negli ultimi tre decenni si sono verificati cinque anni di questo tipo, in cui le perdite assicurate hanno superato di oltre una deviazione standard la media tendenziale.
Il 2024 è stato caratterizzato da eventi di rilievo, tra cui gli uragani Helene e Milton negli Stati Uniti, che hanno comportato perdite assicurate pari a 44 miliardi di dollari, e gli incendi che hanno colpito la contea di Los Angeles nel gennaio 2025, con perdite stimate in 40 miliardi di dollari, il valore più elevato mai registrato per questa tipologia di evento. Le tempeste convettive severe (SCS) hanno contribuito in modo significativo, causando nel 2024 perdite assicurate per 53 miliardi di dollari, il secondo valore più alto mai registrato. Anche le alluvioni hanno avuto un impatto notevole, in particolare in Europa, dove tre eventi principali hanno generato perdite assicurate per 9 miliardi di dollari. L’alluvione di Valencia è risultata l’evento alluvionale più costoso a livello globale nel 2024, con 4,7 miliardi di dollari di perdite assicurate.
Sebbene le perdite da pericoli secondari, come le SCS e le alluvioni urbane, siano aumentate in frequenza e rilevanza, i pericoli primari – come uragani e terremoti – continuano a rappresentare il maggiore potenziale di perdita. Le deviazioni più significative dalla media tendenziale sono infatti attribuibili a eventi primari di alta intensità, che colpiscono aree ad alta concentrazione urbana ed economica.
Negli Stati Uniti, il settore assicurativo per le abitazioni ha registrato un incremento delle perdite nette del 8% annuo dal 2018, a causa dell’aumento dei costi edilizi e delle richieste di risarcimento. In California, le aree a più alto rischio incendi presentano premi assicurativi più elevati e vi è stata una progressiva ritirata degli assicuratori dal mercato regolamentato. Di conseguenza, il California FAIR Plan, originariamente concepito come assicuratore di ultima istanza, è diventato uno dei principali operatori del settore nello Stato, con un’esposizione cresciuta da 195 a 468 miliardi di dollari tra il 2021 e il 2024.
Il mercato della riassicurazione globale, con un capitale stimato di circa 500 miliardi di dollari e tassi di solvibilità medi superiori al 250%, è attualmente considerato sufficientemente capitalizzato per assorbire le perdite in caso di un anno di picco. Anche il mercato del capitale alternativo, in particolare i cat bond, sta acquisendo crescente rilevanza, con una capacità prevista oltre i 50 miliardi di dollari nel 2025. Il mantenimento di questa resilienza richiede che la crescita del capitale tradizionale e alternativo tenga il passo con l’aumento dell’esposizione alle catastrofi naturali, garantendo al contempo che il settore sia in grado di remunerare adeguatamente il proprio capitale su orizzonti temporali più ampi.
Il report include anche scenari ipotetici che riconsiderano eventi storici alla luce delle esposizioni attuali. Secondo i modelli del Swiss Re Institute, uragani come Andrew e Katrina, se si verificassero oggi, potrebbero generare perdite assicurate vicine ai 100 miliardi di dollari ciascuno. In Giappone, un terremoto simile a quello di Kobe del 1995 o al sisma del Tōhoku del 2011 produrrebbe rispettivamente perdite assicurate stimate in 35 e 80 miliardi di dollari. Un evento sismico nella regione di Tokyo, come quello simulato con magnitudo 7.3, potrebbe invece comportare perdite assicurate fino a 150 miliardi di dollari, rappresentando uno dei potenziali eventi singoli più onerosi per l’intero settore assicurativo globale.
L’evoluzione delle esposizioni economiche, l’urbanizzazione e il cambiamento climatico continuano a incrementare la vulnerabilità globale alle catastrofi naturali. La capacità del mercato assicurativo e riassicurativo di affrontare scenari di perdita estrema dipenderà dalla crescita sostenuta del capitale disponibile e dall’adozione di efficaci misure di mitigazione e adattamento.



