
Rapporto ANIA L’Assicurazione Italiana 2024–2025 I Danni
Rapporto ANIA L’Assicurazione Italiana 2024–2025 I Danni. Secondo quanto riporta l’ANIA nel volume “L’Assicurazione Italiana 2024–2025”, recentemente presentato, nel 2023, i premi del lavoro diretto italiano per il comparto Danni ammontano a 42,3 miliardi di euro, con un + 4,8% rispetto al 2022.
Il ramo RC Auto rappresenta ancora la quota maggiore, ma in calo progressivo in termini di incidenza sul totale, e crescono in modo sostenuto i rami diversi dalla RCA. In particolare: Malattia +9,6%, Infortuni +7,7%, Altri danni ai beni +7,3%, RC Generale +6,9%.
In termini di distribuzione per ramo, nel 2023 la RCA rappresenta il 35% circa del totale e gli altri rami Danni il 65%.
Il rapporto sinistri a premi (loss ratio) per l’intero comparto è stato del 63,2% nel 2023, in aumento rispetto al 2022. Particolarmente elevato il loss ratio nei rami Malattia 84,1%, CVT 74,5% e RC Auto. L’aumento è attribuibile al rincaro dei costi medi dei sinistri, specialmente nel settore Auto e Salute.
Le spese di gestione totali (acquisizione + amministrazione) sono pari al 22,5% dei premi. La RCA presenta una spesa di gestione inferiore alla media (17,6%), mentre rami come Infortuni e Malattia superano il 25%.
Il risultato tecnico complessivo Danni si è dimezzato rispetto al 2022, scendendo a circa 1,1 miliardi di euro, a causa del peggioramento dell’andamento sinistri e del contenuto incremento dei premi.
Il combined ratio complessivo (rapporto tra costi complessivi e premi) è salito al 96,4%, vicino alla soglia di equilibrio (100%).
Nel 2023, il ramo Malattia raccoglie circa 4,6 miliardi di euro, in crescita del +9,6%; il peso sul totale Danni è del 10,9%; il rapporto sinistri/premi (loss ratio) 84,1% e il combined ratio 102,5%. L’aumento è dovuto a un incremento della domanda di coperture sanitarie integrative, anche in forma collettiva; tuttavia, l’alta sinistosità ha inciso negativamente sul risultato tecnico. Gli Infortuni raccolgono circa 4,5 miliardi di euro, con un +7,7%; il rapporto sinistri/premi è 59,4%; il combined ratio 85,9%. Qui la sinistrosità è più contenuta e l’equilibrio tecnico migliore. La crescita si collega all’ampliamento delle coperture offerte da imprese e fondi integrativi. La RCA raccoglie circa 14,8 miliardi di euro, +3,5%; il rapporto sinistri/premi 66,8%; il combined ratio 93,2%. Il premio medio è ancora in aumento, e la frequenza dei sinistri è stabile, ma aumenta il costo medio per sinistro anche per effetto dell’inflazione. Il ramo Incendio ed elementi naturali raccoglie circa 2,8 miliardi di euro, con un +5,2%; il rapporto sinistri/premi 42,8%, il combined ratio 69,3%. L’interesse per queste coperture è in crescita, anche a causa dell’aumento degli eventi climatici estremi. Altri danni ai beni raccolgono circa 6,2 miliardi di euro, +7,3%; il rapporto sinistri/premi 58,7%; il combined ratio 83,6%; beneficia di una domanda stabile sia da parte di clienti retail che corporate. Il ramo RC Generale raccoglie circa 4,2 miliardi di euro, +6,9%; il rapporto sinistri/premi 69,3%, il combined ratio 91,1%.
Le riserve tecniche Danni ammontano a 78,2 miliardi di euro alla fine del 2023. Di queste, circa il 64% è destinato alla copertura dei sinistri denunciati e da denunciare (sinistri a pagamento futuro), mentre il restante 36% rappresenta premi non ancora maturati.
Le agenzie in economia e plurimandatarie rimangono il canale principale, con una quota del 75% circa; la vendita diretta rappresenta il 15%, in crescita; Bancassicurazione e altri canali hanno quote marginali.
I dati preliminari 2024 indicano un ulteriore aumento dei premi danni, trainato dai rami Malattia, Infortuni e Altri danni ai beni. Resta elevata la pressione sul costo medio dei sinistri, soprattutto nel comparto Auto.



