Cassazione Rivalutare la responsabilità per sinistro connesso a sosta irregolare
Cassazione Rivalutare la responsabilità per sinistro connesso a sosta irregolare. La IV Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione, si è pronunciata il 6 giugno 2025 con l’allegata sentenza n. 592/2025 su un ricorso proposto dal Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Genova, avverso la sentenza di assoluzione emessa dal Tribunale di Savona il 29 gennaio 2025. Oggetto del procedimento è stato un incidente stradale avvenuto ad Alassio il 1° giugno 2020, nel quale una ciclista aveva riportato lesioni personali gravi a seguito di una collisione con un motocarro e dell’impatto con uno scooter parcheggiato in violazione del divieto di sosta.
Secondo l’impostazione accusatoria, l’imputato, proprietario dello scooter, avrebbe parcheggiato il veicolo in una posizione tale da restringere la carreggiata di circa 70-80 centimetri, ostacolando così la libera circolazione. La ciclista, nel tentativo di superare l’ostacolo, si era spostata verso il centro della carreggiata, venendo urtata dal cassone di un motocarro sopraggiungente nella stessa direzione. L’urto l’aveva fatta cadere sullo scooter parcheggiato, provocandole lesioni che avevano determinato un’incapacità superiore ai 40 giorni.
Il Tribunale di Savona, riconoscendo la responsabilità del conducente del motocarro per non aver rallentato nonostante avesse visto la ciclista compiere la manovra di superamento, aveva assolto l’imputato con la formula “perché il fatto non sussiste”. Il giudice di merito aveva escluso il nesso causale tra la condotta dell’imputato e l’evento lesivo, sulla base delle consulenze tecniche che indicavano come la riduzione della carreggiata non impedisse il passaggio simultaneo dei due mezzi coinvolti. Inoltre, il Tribunale aveva sostenuto che il divieto di sosta avrebbe la funzione di regolare la fluidità del traffico, piuttosto che prevenire sinistri stradali, escludendo pertanto la configurabilità di una colpa specifica derivante dalla violazione del divieto.
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza, rilevando sia che la sentenza avrebbe erroneamente limitato la funzione del divieto di sosta alla sola regolazione della circolazione, trascurando che, secondo consolidata giurisprudenza, anche le norme in materia di sosta sono poste a presidio della sicurezza stradale, proprio per evitare ostacoli che possano costituire pericolo e che, nel caso specifico, la presenza dello scooter in carreggiata aveva effettivamente rappresentato un pericolo – come dimostrato dalla dinamica del sinistro -, sia che il giudice di merito aveva omesso di considerare un elemento fondamentale della consulenza tecnica, secondo cui lo spazio residuo utile al passaggio dei veicoli era ridotto a soli trenta centimetri, rispetto al metro normalmente disponibile. Tale circostanza avrebbe dovuto essere valutata con maggiore attenzione ai fini del nesso causale.
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati entrambi i motivi di ricorso. In relazione al primo, ha precisato che la responsabilità colposa sussiste quando la violazione della regola cautelare produce proprio il rischio che la norma intendeva prevenire. In tal senso, l’apposizione di un divieto di sosta può avere una chiara finalità cautelare, specie in situazioni in cui si intenda evitare l’intralcio alla circolazione in aree critiche. Tuttavia, la Corte ha rilevato che il Tribunale di Savona non aveva indagato adeguatamente sulla finalità del divieto in quel preciso tratto stradale, né aveva chiarito quale fosse il rischio che la norma volesse prevenire. Quanto al secondo motivo, la Corte ha osservato che la motivazione della sentenza impugnata si era limitata a un generico richiamo alle consulenze tecniche, senza indicare concretamente lo spazio occupato dallo scooter, quello residuo per il passaggio e senza spiegare perché, sul piano della causalità materiale, la presenza del veicolo parcheggiato non potesse ritenersi rilevante nella produzione dell’evento lesivo, facendone derivare una motivazione insufficiente e non esaustiva.
La Corte di Cassazione ha disposto l’annullamento della sentenza con rinvio al Tribunale di Savona, in diversa composizione, affinché proceda a un nuovo esame della vicenda, approfondendo in particolare la natura cautelare del divieto di sosta e valutando in modo più rigoroso il nesso causale tra la condotta dell’imputato e il sinistro.




