Report S&P Global Rating di metà 2025 del settore assicurativo Quadro stabile nonostante le pressioni
Report S&P Global Rating di metà 2025 del settore assicurativo Quadro stabile nonostante le pressioni. Il report “European Insurance Midyear Outlook 2025: Strong Finish Ahead”, pubblicato da S&P Global Ratings il 17 luglio 2025, traccia un quadro stabile per il settore assicurativo europeo, evidenziando una tenuta complessiva delle performance operative nonostante un contesto caratterizzato da pressioni inflazionistiche, cambiamenti normativi e tensioni geopolitiche. L’82% dei rating assicurativi analizzati presenta un outlook stabile, con cinque promozioni e una sola retrocessione nei primi sei mesi dell’anno. Il comparto delle assicurazioni danni è interessato da una crescente concorrenza, specialmente nel ramo motor, dove l’inflazione dei sinistri continua a superare quella dei prezzi al consumo. Il rincaro di ricambi e riparazioni auto ha spinto diversi operatori ad aumentare i premi, come nel Regno Unito, mentre in altri mercati, come la Germania, gli adeguamenti sono ancora parziali. Le compagnie primarie devono far fronte anche a costi riassicurativi elevati e soglie di attivazione più alte, con impatti più marcati per gli operatori regionali. A ciò si aggiunge una frequenza crescente di eventi climatici estremi, che limita i margini anche in anni senza grandi catastrofi. Nel comparto vita, le compagnie si orientano verso prodotti “capital-light” con garanzie ridotte o assenti, al fine di contenere i rischi derivanti dall’investimento e dal disallineamento tra attivi e passivi. I tassi di riscatto restano bassi grazie a incentivi fiscali, penalità in caso di uscita anticipata e protezioni assicurative incorporate. Le condizioni di impiego stabili contribuiscono ulteriormente a contenere tali rischi, ma gli operatori devono bilanciare le pressioni derivanti dai tassi di reinvestimento più elevati, dalle perdite non realizzate sui titoli obbligazionari a lunga scadenza e dalla recente flessione dei tassi a breve termine. A livello normativo, le compagnie europee si confrontano con un’intensa fase di aggiornamento. Oltre all’implementazione del Digital Operational Resilience Act (DORA), del Financial Data Access Regulation e delle modifiche a Solvency II, sono in arrivo nuovi obblighi di rendicontazione legati alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). I gruppi assicurativi attivi a livello globale dovranno inoltre adottare l’Insurance Capital Standard (ICS). La crescente minaccia di cyberattacchi, intensificatasi dall’inizio del conflitto Russia-Ucraina, non ha finora prodotto impatti reputazionali sulle compagnie valutate, però la dipendenza da fornitori esterni rappresenta un ulteriore vettore di rischio, che la normativa DORA mira a regolare, aumentando però il carico operativo. A livello macroeconomico, le previsioni indicano per il 2025 una crescita del PIL pari allo 0,8% nell’eurozona e allo 0,9% nel Regno Unito. L’inflazione è stimata rispettivamente all’1,9% e al 3,1%, mentre i tassi d’interesse a lungo termine dovrebbero attestarsi al 6,5%. La disoccupazione europea resterà stabile al 4,6%. In tale contesto, la solidità patrimoniale del settore resta elevata, con surplus di capitale superiori ai requisiti minimi e condizioni di rifinanziamento favorevoli. Il report fornisce anche un’analisi dettagliata per Paese. Nel Regno Unito, i tassi elevati stimolano la domanda di rendite vitalizie, con un mercato concentrato su questi prodotti e un’esposizione crescente al rischio longevità. Le compagnie P&C del settore retail mantengono redditività positiva, mentre nel segmento commerciale i margini si riducono. In Germania, le compagnie vita riducono le garanzie nei contratti preesistenti e migliorano l’asset-liability management, mentre le compagnie danni vedono i premi crescere più del PIL e i combined ratio migliorare. In Francia, la domanda di assicurazioni vita è sostenuta dal regime fiscale favorevole e dalla bassa concorrenza dei depositi bancari. Le compagnie danni affrontano difficoltà nei rami motor, ma beneficiano di un sistema pubblico di riassicurazione contro i disastri naturali, il cui contributo salirà al 5% dei premi lordi. In Spagna, le assicurazioni vita crescono lentamente, mentre il ramo danni beneficia di disciplina assuntiva e di un quadro normativo migliorato per i sinistri motor, con combined ratio al 93%. In Italia, i premi vita aumentano del 6%, spinti dai prodotti unit-linked, e le compagnie danni registrano combined ratio al 94%, con crescita trainata dai rami non motor. Da ottobre 2025 entrerà in vigore una legge che impone coperture obbligatorie contro le catastrofi naturali. Nei Paesi Bassi, il vita è frenato dalla concorrenza bancaria, mentre i danni crescono con combined ratio al 93%. Nei Nordici, la vita punta su prodotti meno garantiti, i danni restano redditizi. In Svizzera, il vita si concentra su soluzioni semi-autonome, i danni beneficiano di prevenzione e condivisione perdite, con combined ratio tra 91% e 93%.



