Report Geneva Cyber risk Nonostante aumenti l’esposizione le imprese restano vulnerabili
Report Geneva Cyber risk Nonostante aumenti l’esposizione le imprese restano vulnerabili. Il report della Geneva Association Strengthening Cyber Resilience Through Insurance, pubblicato a marzo 2026, a cura di Darren Pain, Director of Research della Geneva Association, e Sasha Romanosky, Senior Policy Researcher presso RAND (società di ricerca no profit), analizza il ruolo dell’assicurazione cyber nel rafforzamento della resilienza informatica delle imprese.
Nel contesto di un ambiente digitale sempre più rischioso, pur con oscillazioni annuali, il numero complessivo degli incidenti cyber mostra una tendenza ascendente tra il 2008 e il 2024. Peraltro, i dati più recenti possono essere sottostimati per ritardi nella segnalazione e perché molti incidenti non vengono denunciati. Gli eventi aumentano non solo in termini quantitativi, ma anche sotto il profilo della composizione e della gravità. Nel 2024 ransomware e attacchi DDoS rappresentano quasi il 50% degli incidenti e sono tra i principali fattori dell’aumento registrato negli ultimi cinque anni.
Gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), sono attacchi informatici che mirano a rendere indisponibile un sito, un servizio online, un’applicazione o un’infrastruttura digitale sovraccaricandola con un volume anomalo di traffico. L’obiettivo principale non è necessariamente rubare dati o entrare nei sistemi, ma bloccare o rallentare il servizio. Per farlo, utilizza una rete distribuita di dispositivi compromessi, spesso chiamata botnet: computer, server, router, dispositivi IoT o altri apparati infettati da malware e controllati a distanza, i quali inviano simultaneamente richieste verso lo stesso bersaglio, fino a saturarne la capacità di risposta. La differenza rispetto a un normale attacco DoS è che mentre in questo caso l’attacco parte da una singola fonte o da poche fonti, in un DDoS arriva invece da molte macchine diverse, spesso sparse in Paesi differenti. Questo lo rende più difficile da bloccare, perché il traffico malevolo può sembrare, almeno inizialmente, simile a traffico legittimo proveniente da utenti reali.
Parallelamente, i costi sono aumentati: la perdita media annua da incidenti cyber è cresciuta di quindici volte in quindici anni, da 190.000 dollari a quasi 3 milioni, mentre nel 2024 la perdita media degli eventi più gravi ha superato i 28 milioni di dollari, quasi cinque volte il livello del 2008. Il cyber risk, quindi, non può più essere considerato un rischio accessorio, aggravatosi a causa di diversi fattori.
Le tensioni geopolitiche, la digitalizzazione crescente, l’evoluzione delle normative privacy e regolamentari, il mutamento continuo degli attori del cyber crime e la diffusione dell’intelligenza artificiale, sono tutti elementi che acuiscono la frequenza e l’intensità del problema. La GenAI viene descritta, nello studio, come uno strumento a doppio uso: può rafforzare la difesa, migliorando threat detection, incident response e vulnerability analysis, ma può anche aumentare velocità, scala e sofisticazione degli attacchi, favorendo creazione di malware, phishing più credibile, social engineering personalizzato e automazione delle fasi di attacco.
Anche la stessa superficie di attacco va ampliandosi. Le imprese dipendono sempre più da fornitori terzi, cloud provider, managed service provider e catene digitali complesse. Il report segnala che nel 2024 il 23,3% degli incidenti cyber è stato causato da intrusioni attraverso società IT e tecnologiche terze, contro il 10,9% nel 2020. La vulnerabilità, quindi, tende a distribuirsi lungo l’ecosistema digitale in cui l’impresa opera.
Nonostante il rischio stia palesemente aumentando, molte imprese continuano a sottoinvestire in cybersecurity, e sono perciò tuttora esposte perfino alle vulnerabilità di base come phishing, password deboli o riutilizzate, software non aggiornati e configurazioni errate. Oltre il 94% delle violazioni del 2024 avrebbe potuto essere prevenuto con protocolli semplici, come la multifactor authentication.
L’assicurazione, allora, come meccanismo di governance del rischio, non solo attraverso il trasferimento del costo economico di un evento, ma anche tramite l’incentivazione di comportamenti più sicuri, la fornitura di risorse e competenze per la risposta, l’accelerazione del ripristino e l’incoraggiamento alla predisposizione di standard di sicurezza anche presso soggetti come MSP, cloud provider e sviluppatori software o hardware.
Sebbene il mercato cyber sia cresciuto rapidamente in termini di premi globali dal 2014 al 2025, la penetrazione presso le PMI, soprattutto microimprese, è ancora molto ridotta.



