Assicurare le cure del futuro Tra promesse e sostenibilità concreta della medicina innovativa
Assicurare le cure del futuro Tra promesse e sostenibilità concreta della medicina innovativa. Il report della Geneva Association, pubblicato a febbraio 2026, Insuring Tomorrow’s Cures. Balancing the promises and practicalities of innovative medicine analizza la medicina moderna alla luce di un’evoluzione in cui la medicina generale, storicamente basata su linee guida ampie, evidenze statistiche e risposte medie di grandi gruppi di pazienti, sta convergendo con approcci personalizzati fondati su caratteristiche individuali come profilo genetico, stile di vita e ambiente, ed è ulteriormente accelerata dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale.
Geneva Association è stata fondata nel 1973 come associazione di compagnie assicurative composta da CEO di assicurazioni e riassicurazioni. Lo studio – a cura di Adrita Bhattacharya-Craven, Director Population Health Trends della Geneva Association, e Christoph Nabholz, Founder di Risk Insight Consulting – nasce all’interno del work stream Health & Demography della Geneva Association e combina ricerca documentale, due tavole rotonde cliniche con 20 esperti provenienti da imprese farmaceutiche, biotech, assicurazioni, università e pratica clinica, e due tavole rotonde assicurative con 18 senior insurance professionals specializzati in underwriting, sinistri e strategia.
Cinque le categorie di innovazione diagnostica individuate nel Report: imaging medico potenziato dall’AI, biopsie liquide e test MCED (multi-cancer early detection), profiling genomico, inclusi i polygenic risk scores, dispositivi wearable point-of-care; piattaforme multi-omiche e companion diagnostics. Queste tecnologie rendono il rischio più visibile, più precoce e, in alcuni casi, identificabile prima della comparsa della malattia.
Accanto alle innovazioni diagnostiche, gli autori identificano cinque categorie di innovazione terapeutica: terapie metaboliche, in particolare agonisti del recettore GLP-1, medicine genetiche, comprese terapia genica e gene editing, terapie cellulari e approcci rigenerativi, trattamenti basati su RNA e immunoterapie rivolte a tumori, malattie autoimmuni e condizioni neurodegenerative come l’Alzheimer. L’AI è interpretata come fattore abilitante trasversale, specialmente nella diagnostica, mentre le terapie metaboliche e genetiche sono considerate tra le più promettenti per il miglioramento della salute.
Dal punto di vista assicurativo, gli esperti si attendono un impatto delle tecnologie diagnostiche, in particolare imaging AI-enabled e biopsie liquide per alcuni tumori, entro tre-cinque anni. Per i test MCED, invece, il documento prevede una possibile standardizzazione nell’arco del prossimo decennio. Per le terapie, gli esperti assicurativi interpellati prevedono una possibile disruption entro cinque anni, trainata soprattutto dai farmaci GLP-1.
Per secoli, l’assistenza sanitaria si è fondata sulla medicina generale, basata su linee guida cliniche, evidenze statistiche e risposte medie tratte da grandi popolazioni di pazienti. Ora questo modello converge con la medicina di precisione, costruita su profilo genetico, stile di vita e ambiente del singolo paziente. Il problema centrale è il bilanciamento tra benefici dell’innovazione medica, costi sanitari, accesso ed equità.
Nel 2005 il primo trapianto di volto, nel 2011 la sostituzione di valvole cardiache senza chirurgia a cuore aperto, nel 2014 l’approvazione dei farmaci GLP-1 per la perdita di peso, nel 2017 il primo trattamento oncologico con cellule immunitarie del paziente, nel 2020 l’impulso dato dai lockdown Covid-19 allo sviluppo della digital health, nel 2021 la piena approvazione del vaccino mRNA contro il Covid-19, nel 2022 l’approvazione FDA dell’uso dell’AI nella lettura dell’imaging medico, nel 2023 il primo trattamento di gene editing approvato per la sickle cell disease, nel 2024 l’incremento delle biopsie liquide nella rilevazione dei tumori, e una tendenza ongoing all’uso dell’AI nella drug discovery per abbreviare i tempi di ricerca e sviluppo farmaceutico: questa ricostruzione cronologica conferma l’accelerazione dell’innovazione medica negli ultimi venti anni.
L’inflazione medica globale stimata ha superato per molti anni l’indice dei prezzi al consumo. Nel 2023, l’inflazione medica è indicata al 10,7%, contro un CPI (Consumer Price Index, indice dei prezzi al consumo) di fine periodo del 6%. Nel 2024, l’inflazione medica è al 10,4%, contro un CPI del 4,9%. L’innovazione medica non è solo un tema clinico, perciò, ma anche un problema di sostenibilità economica per assicuratori e sistemi sanitari. Scopo del report è, quindi, analizzare come gli assicuratori vita e salute possano gestire opportunità ed esposizioni derivanti dall’accelerazione dell’innovazione medica.



