La sostenibilità delle polizze IBIPs Indagine IVASS

La sostenibilità delle polizze IBIPs Indagine IVASS. Nel corso del 2023, l’IVASS ha condotto un’indagine sulle polizze IBIPs caratterizzate dalla sostenibilità-ESG per valutare la loro struttura e modalità di presentazione al pubblico. Questo studio coinvolgeva 18 compagnie assicurative, dalle quali sono state raccolte informazioni dettagliate sull’approccio alla sostenibilità, fornendo uno sguardo esaustivo sul panorama italiano dei prodotti “sostenibili”. Si è notato un’ampia offerta di tali prodotti, principalmente nel settore multiramo, con un’allocazione degli investimenti prevalentemente su fondi esterni. Le compagnie hanno integrato aspetti di sostenibilità nelle proprie politiche di governo e controllo dei prodotti assicurativi (POG) e nelle strategie di distribuzione. L’indagine ha anche esaminato possibili casi di greenwashing, con particolare attenzione alla chiarezza e alla trasparenza delle affermazioni sulla sostenibilità.

Sono state coinvolte 18 compagnie assicurative, di cui due estere, che offrivano polizze IBIPs presentate come ESG o con opzioni di investimento ESG. Sono state richieste informazioni sulle polizze sostenibili presenti nel catalogo, l’integrazione degli aspetti di sostenibilità nelle politiche POG, le modalità di selezione degli investimenti e le pratiche di promozione e valutazione delle preferenze di sostenibilità dei clienti. L’analisi ha evidenziato un notevole volume di polizze “sostenibili”, con oltre 1,1 milioni di contratti e premi raccolti per circa 48,8 miliardi di euro. Le polizze multiramo erano le più comuni nel campione, seguite dalle unit linked e dalle polizze rivalutabili. Non sono state create nuove polizze, ma gli investimenti ESG sono stati inseriti tra quelli già esistenti, in alcuni casi tramite restyling. La maggior parte delle polizze era classificata come “light green”, promuovendo caratteristiche ambientali o sociali nelle politiche di investimento, mentre il resto era classificato ex art. 6 SFDR, includendo i rischi di sostenibilità nelle scelte di investimento. Non sono state identificate polizze “dark green”, che fanno degli investimenti sostenibili l’obiettivo principale. Non sono emersi casi evidenti di greenwashing, ma sono state individuate alcune criticità, come la disomogeneità nella classificazione delle polizze e la mancanza di informazioni chiare nella documentazione precontrattuale, che potrebbero rendere difficile ai clienti comprendere le caratteristiche di sostenibilità delle polizze.

Per un approfondimento, le risultanze dell’indagine sono disponibili a questo link.

Foto di Annette da Pixabay

 

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.