Spese sanitarie delle famiglie Italiane Aumento significativo nel 2022 rivela profonde disparità regionali

Spese sanitarie delle famiglie Italiane Aumento significativo nel 2022 rivela profonde disparità regionali. Secondo quanto rilevato dalla Fondazione GIMBE, nel 2022, le famiglie italiane hanno affrontato un incremento nella spesa sanitaria out-of-pocket, sostenendo un costo medio annuo di €1.362, che rappresenta un aumento di €64 rispetto all’anno precedente. La spesa totale sostenuta direttamente dalle famiglie ammonta a quasi €37 miliardi. La Fondazione GIMBE, attraverso un’analisi minuziosa basata sui dati pubblicati dall’ISTAT, ha mirato a fornire una panoramica dettagliata e oggettiva dell’impatto di questa spesa sui bilanci familiari, nel contesto di una crisi di sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e di un aumento della povertà assoluta.

Il Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, ha sottolineato l’importanza di questi dati per stimolare un dibattito pubblico informato e per influenzare le decisioni politiche in maniera costruttiva, evitando strumentalizzazioni. La spesa sanitaria totale in Italia nel 2022 è stata di €171.867 milioni, di cui €130.364 milioni rappresentano la spesa pubblica e €41.503 milioni la spesa privata. Di quest’ultima, €36.835 milioni provengono da spese out-of-pocket e i rimanenti €4.668 milioni da fondi sanitari e assicurazioni. Questi numeri confermano che quasi l’89% della spesa privata è a carico delle famiglie.

Nel periodo 2012-2022, la spesa out-of-pocket è cresciuta in media del 16% annuo, totalizzando un aumento di €5.326 milioni in dieci anni. Tale dato, pur documentando l’indebolimento progressivo del SSN, non riflette completamente altri fenomeni quali la limitazione delle spese per la salute, l’indisponibilità economica temporanea, e la rinuncia alle cure, che contribuiscono significativamente al peggioramento della salute della popolazione.

La spesa media nazionale per la salute, secondo l’indagine ISTAT sui consumi delle famiglie, è aumentata nel 2022 a €1.362,24 per famiglia, rispetto ai €1.298,04 del 2021. L’incremento delle spese per la salute ha interessato tutte le macro-aree del paese, con aumenti superiori ai €100 a famiglia in particolare al Centro e al Sud. I dati regionali mostrano un quadro eterogeneo: per esempio, la Puglia e la Toscana hanno registrato i maggiori incrementi, mentre la Valle d’Aosta e la Calabria hanno visto diminuzioni.

Cartabellotta ha spiegato che la spesa delle famiglie per la salute è influenzata da molteplici variabili, tra cui la qualità e l’accessibilità dei servizi sanitari pubblici, la capacità di spesa delle famiglie e, in misura minore, eventuali rimborsi da parte di assicurazioni e fondi sanitari. Ha inoltre evidenziato come la spesa out-of-pocket non sia un indicatore affidabile per valutare la riduzione delle tutele pubbliche, poiché il dibattito pubblico che si concentra esclusivamente su questo dato restituisce un quadro distorto della realtà.

Secondo i dati ISTAT sul cambiamento delle abitudini di spesa nel 2022, il 16,7% delle famiglie ha dichiarato di aver limitato la spesa per visite mediche e accertamenti periodici preventivi in quantità e/o qualità, con una percentuale superiore nel Mezzogiorno rispetto al resto del paese. Analogamente, il 42% delle famiglie ha riferito di non disporre di risorse economiche in alcuni periodi dell’anno per far fronte a spese mediche, con percentuali più elevate nel Mezzogiorno.

Il Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (BES) del 2022 ha mostrato che il 7% della popolazione ha rinunciato a prestazioni sanitarie per uno o più motivi, tra cui problemi economici, difficoltà di accesso e lunghi tempi di attesa. Questa percentuale è superiore a quella pre-pandemica del 2019.

In conclusione, il Presidente Cartabellotta ha sottolineato che l’impatto della povertà assoluta e della spesa out-of-pocket sulla salute collettiva richiede politiche urgenti di contrasto alla povertà e di miglioramento dell’accesso alle cure, particolarmente nel Mezzogiorno, dove le condizioni economiche e sanitarie rischiano di peggiorare ulteriormente.

Il comunicato stampa della Fondazione GIMBE è disponibile a questo link.

 

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.