Vedo, prevedo e provvedo… Così le assicurazioni si affidano agli oracoli

Vedo, prevedo e provvedo… Così le assicurazioni si affidano agli oracoli. Durante il Seminario IVASS dedicato alle polizze parametriche, è stato ripetutamente fatto riferimento agli “oracoli”.

Interessante l’utilizzo di questo termine preso a prestito dalla “divinazione” (quanto di meno razionale e scientifico ci sia) per definire un qualcosa che è invece estremamente pragmatico.

Nel settore assicurativo, infatti, gli “oracoli” si riferiscono a fonti di dati affidabili e indipendenti che forniscono informazioni oggettive utilizzate per determinare se un evento scatenante, o “trigger”, previsto da una polizza parametrica si è verificato. Questi oracoli sono essenziali per la funzionalità delle polizze parametriche, poiché stabiliscono quando e quanto deve essere pagato l’indennizzo senza la necessità di perizie soggettive.

Gli oracoli raccolgono dati da fonti esterne in tempo reale o quasi reale. Questi dati possono riguardare variabili climatiche, economiche, o di altro tipo, a seconda della natura del rischio assicurato.
Quando si verifica un evento che potrebbe innescare un pagamento (ad esempio, una tempesta, un terremoto, o un ritardo di volo), l’oracolo verifica e certifica che le condizioni specificate nella polizza sono state soddisfatte.
Quindi gli oracoli comunicano i risultati alle Compagnie di assicurazione, che poi processano i pagamenti basandosi sulle informazioni fornite. Questo processo elimina la necessità di perizie dettagliate post-evento, rendendo il sistema più veloce ed efficiente.

Per fare alcuni esempi gli oracoli possono essere meteorologici (forniscono quindi dati su precipitazioni, temperature, venti, ecc) e vengono utilizzati in polizze agricole o per disastri naturali, sismici (forniscono informazioni sulle caratteristiche dei terremoti, come magnitudo e localizzazione) e vengono utilizzati per coprire rischi di terremoto, economici (raccolgono dati su variabili come gli indici di mercato o i flussi commerciali) e vengono utilizzati per coprire rischi di business interruption o legati ai trasporti (forniscono dati su ritardi o cancellazioni di voli e treni) e vengono utilizzati nelle polizze viaggio.

Gli oracoli devono essere indipendenti dalle parti del contratto assicurativo per garantire l’obiettività e devono anche essere fonti affidabili riconosciute per la loro accuratezza e integrità dei dati.
Hanno l’obiettivo di contribuire alla trasparenza del processo assicurativo, riducendo il rischio di frodi e aumentando la fiducia degli assicurati, e di ridurre i tempi di liquidazione delle polizze, migliorando l’efficienza operativa delle Compagnie assicurative e fornendo un servizio più rapido ai clienti.

L’integrazione degli oracoli con i sistemi delle Compagnie di assicurazione richiede soluzioni tecnologiche avanzate, come le API (Application Programming Interface) e, in alcuni casi, la blockchain per garantire la tracciabilità e l’immutabilità dei dati. Con il progredire della tecnologia, gli oracoli stanno diventando sempre più sofisticati, permettendo la creazione di polizze parametriche per una gamma sempre più ampia di rischi.

È necessaria una regolamentazione adeguata per garantire che gli oracoli utilizzati siano conformi agli standard di trasparenza e indipendenza, proteggendo gli interessi degli assicurati.

Foto di Rachealmarie da Pixabay

 

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.