Salute e offerta sanitaria nelle città metropolitane I dati ISTAT

Salute e offerta sanitaria nelle città metropolitane I dati ISTAT. Il recente report ISTAT “Focus Salute e offerta sanitaria nelle città metropolitane” fornisce un’analisi approfondita delle condizioni di salute e delle offerte sanitarie nelle aree metropolitane italiane.

L’analisi copre le principali aree metropolitane in Italia e dettaglia le strutture sanitarie disponibili, inclusi il numero di posti letto ospedalieri per 1.000 abitanti, che è maggiore nei capoluoghi metropolitani rispetto alle aree circostanti.

Come noto, le città metropolitane sono enti territoriali di area vasta che hanno sostituito le province in dieci aree urbane di regioni a statuto ordinario. Queste includono Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. A queste si aggiungono quattro città metropolitane di regioni a statuto speciale: Palermo, Catania, Messina e Cagliari.

Le città metropolitane sono responsabili della gestione e dell’organizzazione di servizi su larga scala che includono la pianificazione territoriale e urbana, la mobilità metropolitana, lo sviluppo economico e, naturalmente, l’offerta sanitaria. All’interno di ogni città metropolitana, il comune capoluogo funge da polo centrale attorno al quale gravitano i comuni della prima e seconda cintura urbana. Questi comuni sono identificati attraverso criteri di contiguità geografica.

Il Report include dati sui tassi di ospedalizzazione per malattie gravi come quelle cardiovascolari e respiratorie e utilizza dati di diversi periodi per mostrare le tendenze nel tempo e l’impatto della pandemia di COVID-19.

Discute inoltre i tassi di mortalità prevenibile, evidenziando le differenze negli esiti sanitari tra le diverse aree metropolitane e concentrandosi sui decessi che potrebbero potenzialmente essere evitati attraverso migliori servizi sanitari o cambiamenti nello stile di vita. Esamina nel dettaglio una varietà di indicatori di salute attraverso diverse demografie, inclusa un’analisi basata sul genere delle ammissioni ospedaliere per specifiche malattie.

Si evidenziano differenze significative nella salute e nell’offerta sanitaria tra le città metropolitane italiane analizzate. Estrapoliamo alcuni dati dallo studio.

  • I posti letto sono più concentrati nei comuni capoluogo, con una media di 7,2 posti letto ogni 1.000 abitanti. Nei comuni di prima cintura urbana, il numero scende a 1,9 per 1.000 abitanti, mentre nei comuni di seconda cintura è di 2,1 per 1.000 abitanti.
  • Cagliari si distingue per la maggiore dotazione di posti letto per acuti (5 per 1.000 abitanti)
  • Bologna eccelle nella lungodegenza (0,4 posti letto per 1.000 abitanti)
  • Torino si distingue per la riabilitazione (0,7 posti letto per 1.000 abitanti)
  • Napoli presenta il tasso più alto di mortalità evitabile, con 27,1 decessi per 10.000 abitanti nel 2021
  • Cagliari mostra valori sotto la media nazionale, indicando una migliore gestione delle condizioni sanitarie prevenibili o trattabili
  • Reggio Calabria e Genova mostrano una maggiore mobilità ospedaliera passiva, rispettivamente con quasi un quarto e quasi un decimo dei loro pazienti che cercano cure al di fuori della loro regione.

Tutte le città metropolitane hanno subito impatti significativi durante la pandemia, con variazioni nei tassi di ospedalizzazione e nei modelli di mortalità che riflettono le sfide sanitarie e le risposte a COVID-19.

Il Report è disponibile a questo link.

Foto di mcmurryjulie da Pixabay

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.