La sicurezza energetica nel contesto geopolitico attuale L’analisi ANIA. La sicurezza energetica è diventata un tema centrale nel contesto geopolitico attuale, specialmente per l’Europa, che ha dovuto affrontare sfide significative negli ultimi anni. Questi sviluppi hanno portato a una maggiore volatilità dei mercati energetici e a una persistente incertezza sulle prospettive future. Dal Report dell’Osservatorio ANIA emerge quindi come la sicurezza energetica nel contesto geopolitico attuale richieda un approccio integrato che combini diversificazione delle fonti energetiche, sviluppo di tecnologie pulite e gestione strategica delle materie prime critiche. L’Europa deve lavorare per aumentare la resilienza e l’autonomia energetica, affrontando le sfide geopolitiche e sfruttando le opportunità di investimento nella transizione energetica.
Storicamente, l’Europa ha mantenuto stretti rapporti commerciali con la Russia, che è stata il principale fornitore di gas naturale. Tuttavia, il conflitto russo-ucraino ha avuto un impatto significativo sulla sicurezza energetica europea, mettendo in discussione la dipendenza dall’energia russa. Di conseguenza, l’Europa ha adottato nuove misure per diversificare le sue fonti energetiche, riducendo drasticamente la quota di gas importato dalla Russia dal 36% nel 2021 all’8% nel 2023. Allo stesso modo, l’Italia ha ridotto il consumo di gas russo dal 38% al 4% nello stesso periodo.
Il mix energetico europeo è stato tradizionalmente dominato da gas naturale, carbone e nucleare, con una crescente attenzione verso le energie rinnovabili negli ultimi anni. Nonostante il gas, il carbone e il nucleare continuino a rappresentare una parte significativa dell’energia europea, c’è stato un notevole incremento nell’uso delle energie rinnovabili, grazie agli obiettivi di sostenibilità e transizione energetica. Dal 2021 al 2022, il mix energetico europeo ha visto una diminuzione dell’impiego di gas e carbone, mentre l’energia da fonti rinnovabili come l’idroelettrico, l’eolico e il solare è aumentata.
La transizione verso un sistema energetico sostenibile richiede l’uso di materie prime critiche (MPC), che sono essenziali per la produzione di tecnologie pulite. Le MPC includono minerali e metalli come litio, cobalto, nichel e terre rare, che sono fondamentali per le batterie, i pannelli solari e le turbine eoliche. Tuttavia, la concentrazione geografica delle risorse di MPC, in particolare in paesi come la Cina, l’Indonesia e la Repubblica Democratica del Congo, presenta nuove sfide per la sicurezza degli approvvigionamenti. L’Europa dipende fortemente dalle importazioni di queste materie, rendendo necessario sviluppare strategie per aumentare la resilienza e l’autonomia nell’approvvigionamento.
Un sistema energetico alimentato da tecnologie pulite richiede più minerali e metalli rispetto a uno alimentato da idrocarburi. La concentrazione geografica delle risorse di MPC aumenta la competizione internazionale per il loro approvvigionamento. Inoltre, la dipendenza dell’UE dalle importazioni di MPC pone un elevato rischio di interruzione delle forniture. La corsa globale per assicurarsi queste risorse è quindi una questione di sicurezza strategica per l’Europa.
Nonostante le sfide, la transizione energetica rappresenta un’interessante opportunità di investimento. Il mercato delle MPC è destinato a crescere, con una domanda che si prevede quadruplicare entro il 2040 per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. L’Europa può sfruttare il potenziale del riciclaggio e dell’estrazione mineraria urbana per ridurre la dipendenza dalle importazioni e promuovere una produzione sostenibile di MPC.



