Disastri naturali L’informazione aumenta la disponibilità a pagare. Uno degli aspetti più rilevanti dello studio di Guiso e Jappelli di cui abbiamo parlato qui, riguarda l’effetto delle informazioni sulle conseguenze dei disastri naturali in termini di aumento della disponibilità a pagare (WTP, “Willingness to Pay”) da parte dei cittadini italiani.
Come abbiamo visto, lo studio è stato condotto su un campione rappresentativo di 5.000 italiani, intervistati trimestralmente a partire da ottobre 2023. I partecipanti sono stati suddivisi in diversi gruppi, ciascuno dei quali ha ricevuto diverse tipologie di informazioni sui rischi idrogeologici. Due gruppi di trattamento hanno ricevuto specifiche informazioni sulle conseguenze di un’alluvione che ha colpito la regione della Romagna nel maggio 2023. Un gruppo ha ricevuto informazioni sui danni umani (il numero di morti e sfollati), mentre l’altro ha ricevuto anche informazioni sui danni economici causati dall’alluvione.
I partecipanti che hanno ricevuto informazioni sulle morti e sugli sfollati causati dall’alluvione erano il 9,3% più propensi a contribuire finanziariamente a un fondo pubblico per la prevenzione dei disastri rispetto al gruppo di controllo, che non aveva ricevuto alcuna informazione.
Per coloro che hanno ricevuto informazioni sia sui danni umani che su quelli economici, l’aumento della propensione a contribuire è stato del 7,2%. Tuttavia, la differenza tra i due gruppi di trattamento non è risultata statisticamente significativa, suggerendo quindi che la semplice informazione sui danni umani fosse già sufficiente a sensibilizzare i partecipanti.
Coloro che hanno ricevuto informazioni sul rischio idrogeologico erano disposti a contribuire mediamente 29 euro in più all’anno rispetto a quelli nel gruppo di controllo.
Il contributo medio nel gruppo di controllo, senza alcun trattamento informativo, era di 25 euro all’anno, mentre nei gruppi trattati la cifra aumentava significativamente.
Anche se la media dei contributi è aumentata, è importante notare che l’effetto del trattamento informativo ha avuto un impatto maggiore sui partecipanti inizialmente indecisi. Circa la metà dell’incremento nella disponibilità a pagare è derivata da coloro che, prima del trattamento, non erano sicuri se contribuire o meno.
Lo studio quindi stima che, applicando questi risultati all’intera popolazione italiana in età lavorativa, una campagna di sensibilizzazione potrebbe generare fino a 0,26 miliardi di euro all’anno, una somma significativa che potrebbe coprire circa il 33% del fabbisogno di finanziamenti necessari per la prevenzione dei rischi idrogeologici.
L’aumento della disponibilità a pagare osservato nello studio sottolinea l’importanza dell’informazione nel plasmare le scelte economiche e di partecipazione dei cittadini. Sapere che un disastro naturale ha conseguenze reali e devastanti per la vita umana sembra essere un potente motivatore per aumentare la partecipazione finanziaria a politiche preventive.
Il fatto che l’informazione sui danni economici aggiunga poco alla già significativa risposta ai danni umani sottolinea che l’empatia e la percezione del rischio per la vita umana sono fattori più forti rispetto alla pura considerazione economica, aspetto importante per il design delle campagne informative.



