Le persone sono propense a pagare per prevenire i disastri naturali? Uno studio svela i fattori che influenzano la disponibilità a contribuire

Settembre 4, 2024by Alessandra Schofield

Le persone sono propense a pagare per prevenire i disastri naturali? Uno studio svela i fattori che influenzano la disponibilità a contribuire. Un recente studio condotto da Luigi Guiso e Tullio Jappelli, ricercatori delle università di Napoli Federico II e Bocconi di Milano, ha indagato se la consapevolezza dei rischi idrogeologici possa influenzare la disponibilità delle persone a pagare per prevenire i disastri naturali.

Con l’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi, causati in parte dai cambiamenti climatici, cresce la necessità di investimenti pubblici massicci per la prevenzione e mitigazione dei disastri naturali. Tuttavia, ottenere il supporto della popolazione per finanziare tali investimenti può essere difficile, soprattutto in contesti in cui prevalgono la scarsa consapevolezza e il comportamento di free-riding (la tendenza a non contribuire aspettandosi che lo facciano gli altri). Lo studio di Guiso e Jappelli si inserisce in questo contesto, cercando di capire se e come l’informazione possa incentivare i cittadini a contribuire volontariamente a un fondo pubblico per la prevenzione dei disastri naturali.

Lo studio ha coinvolto un campione rappresentativo di 5.000 italiani, intervistati a partire da ottobre 2023. I partecipanti sono stati suddivisi in diversi gruppi, alcuni dei quali hanno ricevuto informazioni specifiche sui danni umani ed economici causati da una grave alluvione avvenuta in Romagna nel maggio 2023. Un altro gruppo ha ricevuto un’informazione aggiuntiva, in cui si sottolineava che il successo delle politiche di prevenzione dipende dalla partecipazione diffusa della popolazione.

I risultati sono stati significativi: fornire informazioni sulle conseguenze dei disastri idrogeologici ha aumentato la disponibilità delle persone a contribuire finanziariamente. I partecipanti esposti a queste informazioni erano circa 9 punti percentuali più propensi a sostenere un fondo pubblico per la prevenzione. Inoltre, coloro che hanno ricevuto anche informazioni sui costi economici dell’alluvione erano disposti a contribuire con una somma aggiuntiva di 29 euro all’anno, evidenziando una maggiore percezione dei costi economici, che può giocare un ruolo cruciale nel motivare il contributo finanziario.

Quando ai partecipanti è stato detto che il successo della politica dipende dalla partecipazione di molti, la disponibilità a contribuire è però diminuita di 6 punti percentuali: la consapevolezza del possibile comportamento di free-riding da parte di altri cittadini può quindi scoraggiare l’impegno individuale.

Applicando questi risultati all’intera popolazione italiana in età lavorativa, gli autori stimano che una campagna di sensibilizzazione potrebbe generare fino a 0,26 miliardi di euro all’anno, una somma considerevole per finanziare politiche di mitigazione dei rischi idrogeologici.

Dal punto di vista delle politiche pubbliche, i risultati suggeriscono che le campagne informative possono essere uno strumento potente per raccogliere consenso e risorse finanziarie per la prevenzione dei disastri naturali. Tuttavia, è essenziale progettare queste campagne con attenzione. L’enfasi sulla necessità di una partecipazione diffusa, se non gestita correttamente, potrebbe ridurre la motivazione individuale a contribuire.

Lo studio di Guiso e Jappelli – disponibile a questo link in inglese – fornisce preziose indicazioni su come l’informazione possa influenzare la disponibilità dei cittadini a finanziare politiche di prevenzione dei disastri naturali. Sebbene le campagne informative possano incrementare il sostegno a breve termine, i risultati indicano la necessità di strategie continue e a lungo termine per mantenere alto il livello di consapevolezza e partecipazione, fondamentali per garantire il successo delle politiche di mitigazione dei rischi ambientali.

Foto di Jan Vašek da Pixabay

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.