Il Rapporto della Commissione Europea I rischi climatici sono la nuova frontiera per la stabilità finanziaria

Settembre 6, 2024by Alessandra Schofield

Il Rapporto della Commissione Europea I rischi climatici sono la nuova frontiera per la stabilità finanziaria. Negli ultimi anni, la consapevolezza riguardo ai rischi che il cambiamento climatico comporta per la stabilità finanziaria è cresciuta in modo esponenziale. L’Unione Europea, in particolare, ha intensificato gli sforzi per monitorare e affrontare questi rischi, riconoscendo che l’impatto del clima non è più solo una questione ambientale, ma anche un problema di sicurezza economica e finanziaria. In questo contesto, il recente rapporto della Commissione Europea sulla sorveglianza dei rischi climatici legati alla stabilità finanziaria offre una panoramica approfondita delle minacce che il cambiamento climatico può rappresentare per il sistema finanziario europeo.

Il Report della Commissione UE identifica due principali tipologie di rischi climatici che potrebbero mettere in pericolo la stabilità finanziaria: i rischi fisici e i rischi di transizione.

I rischi fisici derivano da eventi climatici estremi, come inondazioni, tempeste e incendi, che sono sempre più frequenti e intensi a causa del cambiamento climatico. Questi eventi possono causare danni ingenti a proprietà e infrastrutture, interrompere le attività economiche e generare perdite significative per le aziende e, di conseguenza, per le istituzioni finanziarie che le finanziano e che potrebbero trovarsi esposte a un aumento dei crediti deteriorati se le imprese clienti non riuscissero a riprendersi dagli impatti di tali eventi.

I rischi di transizione, invece, emergono dal passaggio verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Questo cambiamento, pur necessario per mitigare il riscaldamento globale, comporta sfide significative per settori economici tradizionalmente ad alta intensità di carbonio, come quello energetico e manifatturiero. Le nuove regolamentazioni ambientali, le innovazioni tecnologiche e il cambiamento delle preferenze dei consumatori possono rendere rapidamente obsoleti alcuni modelli di business, lasciando molte aziende con asset non recuperabili e generando perdite significative per gli investitori.

Il Rapporto evidenzia un punto cruciale: la mancanza di dati completi e comparabili sui rischi climatici limita la capacità delle istituzioni finanziarie di valutare correttamente la loro esposizione. Sebbene siano stati fatti progressi nella raccolta di dati, permangono lacune significative, soprattutto nella qualità e nella comparabilità delle informazioni a livello internazionale. Senza dati affidabili, è difficile per le banche, le assicurazioni e i fondi di investimento effettuare valutazioni precise dei rischi e prendere le necessarie misure preventive.

Secondo i risultati di diversi stress test condotti su banche, assicurazioni e fondi di investimento per valutare la loro resilienza di fronte a scenari climatici avversi, il sistema finanziario europeo è esposto in modo significativo ai rischi climatici.

Nel settore bancario, ad esempio, le istituzioni che hanno maggiori esposizioni verso settori ad alta intensità di carbonio potrebbero subire perdite considerevoli in caso di una transizione disordinata verso un’economia sostenibile. Per il settore assicurativo e dei fondi pensione, gli scenari di transizione ritardata potrebbero portare a una perdita significativa del valore degli investimenti, specialmente quelli legati ai combustibili fossili. Anche i fondi di investimento, in particolare quelli con portafogli altamente esposti a settori inquinanti, potrebbero affrontare perdite importanti, amplificando la volatilità del mercato.

Il Rapporto sottolinea quindi l’urgenza di sviluppare politiche finanziarie che integrino i rischi climatici in modo più efficace. Le autorità di regolamentazione e le istituzioni finanziarie devono adottare un approccio olistico che consideri i rischi climatici non solo come una questione di sostenibilità, ma come un fattore determinante per la stabilità finanziaria. Questo approccio dovrebbe includere misure microprudenziali, che riguardano la gestione del rischio all’interno delle singole istituzioni, e misure macroprudenziali, che si concentrano sui rischi sistemici che possono propagarsi attraverso l’intero sistema finanziario.

Il Rapporto è disponibile, in lingua inglese, a questo link.

Foto di Silke da Pixabay

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.