L’esposizione del settore assicurativo ai rischi climatici nel Rapporto della Commissione Europea

Settembre 6, 2024by Alessandra Schofield

L’esposizione del settore assicurativo ai rischi climatici nel Rapporto della Commissione Europea. Il settore assicurativo è particolarmente sensibile ai rischi climatici, dato che gran parte della sua attività consiste nel proteggere i clienti da eventi che possono essere direttamente influenzati dal cambiamento climatico, come catastrofi naturali, incendi, inondazioni e tempeste. Il rapporto della Commissione Europea offre un’analisi dettagliata di come il settore assicurativo europeo è esposto ai rischi legati al cambiamento climatico, evidenziando le sfide che le compagnie assicurative devono affrontare nel contesto di una transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e l’incremento dei rischi fisici.

Secondo il Report, una delle principali preoccupazioni per il settore assicurativo riguarda i rischi di transizione. Questi rischi emergono dalla necessità di passare a un’economia più sostenibile, riducendo la dipendenza da settori ad alta intensità di carbonio. In particolare, il rapporto evidenzia che le compagnie assicurative sono esposte a significativi rischi di svalutazione dei loro portafogli di investimento in settori legati ai combustibili fossili e ad altre industrie ad alto impatto ambientale.

L’analisi di sensibilità condotta nel 2020 dall’Autorità Europea delle Assicurazioni e delle Pensioni Aziendali e Professionali (EIOPA) mostra che, in uno scenario di transizione ritardata e disordinata, le perdite sugli investimenti in settori carbon-intensive potrebbero superare il 25% del valore delle azioni detenute dalle compagnie assicurative. Queste perdite sarebbero principalmente attribuibili a investimenti in estrazione di combustibili fossili, specialmente nel petrolio e nel gas.

Nonostante queste perdite, il rapporto sottolinea che il settore assicurativo, grazie a portafogli di investimento generalmente diversificati e a una crescente esposizione verso energie rinnovabili, potrebbe parzialmente mitigare l’impatto negativo. Tuttavia, il rischio di transizione rimane un fattore critico, specialmente se la transizione verso un’economia verde dovesse avvenire in maniera improvvisa e disordinata.

Oltre ai rischi di transizione, le compagnie assicurative sono esposte in modo significativo ai rischi fisici legati al cambiamento climatico. Questi rischi includono l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi naturali catastrofici, che possono comportare un aumento delle richieste di indennizzo e, di conseguenza, delle perdite per il settore assicurativo.

Il rapporto fa riferimento a una discussione approfondita da parte di EIOPA sui rischi fisici. L’analisi dei rischi da catastrofi naturali (NatCat) ha dimostrato che le compagnie assicurative europee sono generalmente ben attrezzate per far fronte ai sinistri derivanti da eventi catastrofici grazie ai trattati di riassicurazione. Tuttavia, il rapporto avverte che la crescente gravità e frequenza di tali eventi, come inondazioni, tempeste e incendi boschivi, potrebbe mettere a dura prova il settore, soprattutto se le attuali misure di mitigazione non dovessero essere sufficienti.

EIOPA evidenzia inoltre un gap di protezione assicurativa significativo in Europa, con solo il 25% delle perdite legate agli eventi climatici estremi coperti da assicurazione. Questo gap varia notevolmente tra i diversi Stati membri, e l’aumento delle tariffe assicurative o la restrizione delle condizioni di polizza potrebbe rendere l’assicurazione inaccessibile o troppo costosa per molti consumatori, soprattutto nelle aree più a rischio.

Il settore assicurativo, secondo il rapporto, deve affrontare diverse sfide per migliorare la propria resilienza ai rischi climatici. Tra queste, vi è la necessità di migliorare la capacità di modellare i rischi climatici a lungo termine, includendo scenari di transizione più complessi e interazioni tra rischi fisici e di transizione. EIOPA ha iniziato a lavorare su metodologie che potrebbero essere utilizzate per future prove di stress climatici più sofisticate, che includano una più ampia gamma di variabili e considerazioni di scenario.

Inoltre, il settore dovrà affrontare la sfida di migliorare la raccolta e l’analisi dei dati relativi ai rischi climatici. Il rapporto evidenzia che la mancanza di dati storici affidabili rende difficile per le compagnie assicurative valutare correttamente i rischi futuri. L’introduzione di nuovi requisiti di divulgazione, come quelli previsti dalla Direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD), potrebbe aiutare a colmare queste lacune, fornendo dati più granulari e comparabili.

Foto di Oleksandr Pidvalnyi da Pixabay

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.