Intermediari non bancari Signorini alla 56esima Giornata del Credito. Intervenendo alla 56esima Giornata del Credito, il Direttore della Banca d’Italia (e dell’IVASS) Luigi Federico Signorini ha posto particolare attenzione al ruolo degli intermediari non bancari nel promuovere l’innovazione e il dinamismo delle imprese, specialmente quelle che si trovano nella fase di start-up o che operano ai margini della frontiera tecnologica. Signorini ha evidenziato la necessità di sviluppare ulteriormente il settore degli intermediari non bancari – cioè gli operatori finanziari che forniscono capitale e servizi finanziari alle imprese ma che non sono banche tradizionali – in Italia attraverso un approccio normativo equilibrato e la rimozione di ostacoli burocratici, promuovendo così un ecosistema finanziario più diversificato, capace di sostenere l’innovazione e la crescita delle imprese e in linea con quelli dei principali Paesi avanzati.
Il Direttore della Banca d’Italia ha riconosciuto che gli intermediari svolgono funzioni cruciali nel sostenere le imprese innovative. A differenza delle banche tradizionali, gli intermediari non bancari, come fondi di venture capital e altri operatori specializzati, forniscono capitale di rischio, accettando il maggior rischio di fallimento in cambio della prospettiva di guadagni significativi nei casi di successo. Questo canale, quindi, facilita la nascita e la crescita di imprese ad alto potenziale di sviluppo e innovazione. Oltre a fornire direttamente il capitale, aiutano le imprese a collocare strumenti finanziari sul mercato e facilitano la liquidazione e il ricambio del controllo delle imprese stesse.
Nel suo intervento, Signorini ha osservato che in Italia il settore degli intermediari non bancari è meno sviluppato rispetto a quello di altri paesi europei, come Francia e Germania, e ancor meno se confrontato con economie avanzate non europee. Questa situazione rappresenta un ostacolo per il pieno sviluppo dell’ecosistema imprenditoriale italiano, soprattutto per quelle imprese innovative che potrebbero trarre grandi benefici da finanziamenti specializzati.
Un punto specifico di debolezza è rappresentato dal settore del venture capital, che in Italia potrebbe essere potenziato attraverso un maggiore coinvolgimento degli investitori istituzionali e la rimozione di ostacoli normativi, in particolare quelli che riguardano i gestori di fondi di dimensioni più ridotte. Gli investitori istituzionali, come fondi pensione e compagnie assicurative, potrebbero contribuire significativamente alla crescita del settore, sempre nel rispetto delle normative prudenziali che li governano.
Signorini ha rimarcato che il problema non è semplicemente aumentare la regolamentazione, ma regolamentare in modo efficace e proporzionato, prevenendo i rischi sistemici e garantendo un adeguato equilibrio tra la liquidità dell’attivo e del passivo e tenendo sotto controllo il leverage degli intermediari. La regolamentazione dovrebbe concentrarsi sugli strumenti e sugli intermediari più diffusi e con potenziale impatto destabilizzante sui mercati, consentendo al contempo la nascita e la crescita di operatori chiusi, destinati a investitori consapevoli.
Se l’ordinamento italiano prevede restrizioni inutili o eccessi burocratici che ostacolano l’attività degli intermediari non bancari, queste devono essere riviste. L’obiettivo è di creare un ambiente che permetta a questi operatori di prosperare, facilitando così l’accesso delle imprese al capitale necessario per sostenere l’innovazione.
Allentare eccessivamente le regole macroprudenziali non è la soluzione per far crescere il mercato dei capitali unico in Europa. La recente esperienza di crisi finanziarie ha evidenziato che le vulnerabilità nel settore degli intermediari non bancari possono costituire un rischio per la stabilità finanziaria, soprattutto a causa della natura transfrontaliera delle loro attività e delle interconnessioni. Pertanto, è importante applicare le misure concordate a livello internazionale, senza imporre vincoli eccessivi ma evitando anche di rimanere indietro rispetto ad altre giurisdizioni globali.
Sebbene il focus di questa parte dell’intervento sia sugli intermediari non bancari, viene ribadito che questi operatori non sostituiscono le banche ma agiscono in sinergia con esse. Un sistema finanziario sano include sia banche solide che intermediari non bancari attivi e ben regolamentati, ognuno con un ruolo complementare nel sostenere l’innovazione e la crescita del sistema produttivo.



