IVASS Il Welfare tra responsabilità sanitaria e copertura per la non autosufficienza

Ottobre 31, 2024by Alessandra Schofield
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IVASS Il Welfare tra responsabilità sanitaria e copertura per la non autosufficienza. Riccardo Cesari, consigliere IVASS, al recente Health Insurance Summit ha esplorato due temi centrali: la responsabilità sanitaria, con particolare attenzione alla medical malpractice, e la copertura a lungo termine (LTC) per la non autosufficienza. Si tratta di alcuni dei nodi più complessi per il Welfare, sempre più in difficoltà per la crescente anzianità della popolazione e dai mutamenti economici.

Cesari ha approfondito la responsabilità sanitaria e il ruolo della Legge Gelli-Bianco (n. 24 del 2017), che stabilisce linee guida per la sicurezza delle cure, la responsabilità delle strutture sanitarie e il dovere di diligenza dei professionisti sanitari. Tuttavia, il contesto assicurativo rimane problematico. La raccolta dei premi per l’RC sanitaria in Italia è in calo, mentre il tasso di contenzioso è elevato: circa un sinistro su cinque arriva in tribunale, aumentando così i costi operativi delle strutture e minando la sostenibilità del sistema.

Una delle cause di questo contenzioso è identificata nel rapporto spesso problematico tra paziente e struttura sanitaria, soprattutto a livello di comunicazione. Cesari ha sottolineato come “il tempo della comunicazione è tempo di cura”, evidenziando l’importanza di un dialogo aperto per prevenire contenziosi. La comunicazione è, infatti, un pilastro nella costruzione della fiducia del paziente verso il sistema sanitario e potrebbe ridurre in modo significativo il ricorso a procedimenti legali.

La copertura per la non autosufficienza (LTC) è un altro settore critico per il welfare italiano. Con un tasso di invecchiamento tra i più alti al mondo, superato solo dal Giappone, l’Italia vede una quota di popolazione over 65 destinata a crescere dal 24% al 34% entro il 2050. Questo fenomeno implica una crescente richiesta di servizi di assistenza a lungo termine, con costi che non possono essere più sostenuti dal solo sistema pubblico. La spesa pubblica annuale per la LTC si aggira intorno ai 38 miliardi di euro, pari al 2% del PIL, mentre la spesa privata out-of-pocket, che comprende anche l’impiego di badanti, raggiunge i 33 miliardi.

Nonostante questa spesa combinata, la copertura assicurativa per la LTC in Italia è ancora marginale. La scarsa intermediazione assicurativa rappresenta un rischio sistemico: la popolazione anziana e in non autosufficienza è vulnerabile e priva di una protezione finanziaria stabile. Cesari propone una soluzione basata su un modello tripartito, che veda la partecipazione dello Stato, delle imprese assicurative e del terzo settore. In questa visione, lo Stato fisserebbe le regole e fornirebbe agevolazioni fiscali, le aziende contribuirebbero economicamente attraverso i datori di lavoro, e le compagnie assicurative si occuperebbero della gestione delle rendite. Il terzo settore avrebbe il compito di garantire un rapporto umano e di qualità tra paziente e assistenza, completando così una filiera integrata ed efficace.

Il discorso di Cesari mette in luce anche un quadro complessivo delle difficoltà del welfare italiano. Sebbene la salute sia una delle aree più importanti del welfare, l’Italia investe solo il 6,3% del PIL in sanità, una quota inferiore rispetto alla media europea e decisamente distante dai livelli di spesa di paesi come Germania e Francia. All’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), solo l’8,2% dei fondi è stato destinato al settore sanitario, a fronte di una spesa pubblica complessiva per la sanità che rappresenta il 14,2% della spesa pubblica totale. Questo squilibrio evidenzia una carenza di risorse per un settore essenziale, con una domanda in continua crescita.

Questi fondi limitati creano quello che Cesari definisce come “un dilemma atroce” per le strutture sanitarie, che devono scegliere tra l’acquisto di attrezzature vitali, come i macchinari per la tomografia assiale computerizzata (TAC), e la costituzione di fondi per coprire eventuali rischi. La carenza di risorse influenza quindi non solo la qualità del servizio, ma anche la sicurezza finanziaria delle strutture, che si trovano a dover affrontare un crescente bisogno di coperture assicurative senza poterle adeguatamente finanziare.

Cesari suggerisce un approccio sistemico che può contribuire a rendere più sostenibile il settore assicurativo e il welfare italiano, costruendo un modello di copertura universale per la non autosufficienza, che garantisca accesso ai servizi essenziali senza gravare eccessivamente sul bilancio pubblico. L’idea è di creare un libro bianco dedicato alla LTC, per definire linee guida chiare e operative.

L’intervento del Consigliere Cesari è integralmente disponibile a questo link.

https://www.youtube.com/watch?v=h6q5dN-C8tU

 

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.