Indagine ANIA UniNapoli Polizze sanitarie e propensione degli Italiani all’acquisto

Novembre 8, 2024by Alessandra Schofield
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Indagine ANIA UniNapoli Polizze sanitarie e propensione degli Italiani all’acquisto. Le aspettative dei consumatori italiani sulle assicurazioni sanitarie, che ANIA ha evidenziato nello Speciale Assicurazioni Sanitarie pubblicato a ottobre, sono variegate e complesse. Dalla “Nota mensile sulle aspettative dei consumatori italiani”, elaborata insieme al Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Napoli, emerge una panoramica chiara sia di quanto gli Italiani apprezzino e si interessino alle coperture sanitarie private, sia di quali ostacoli incontrino e quali criticità rilevino.

In Italia, solo un italiano su quattro possiede una polizza sanitaria privata, un dato in linea con le stime nazionali. È evidente, tuttavia, come il possesso di coperture sanitarie sia strettamente legato al reddito e alla residenza geografica.

In termini di reddito, solo il 12% degli italiani appartenenti al quintile più basso ha una copertura sanitaria, mentre questa percentuale sale al 42% tra coloro che appartengono al quintile più elevato. Va da sé, quindi, che chi ha maggiori risorse economiche investe di più in coperture sanitarie.

Anche il luogo di residenza fa, purtroppo, la differenza. Nelle regioni settentrionali, come Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, si registrano tassi di copertura nettamente superiori, rispetto a regioni del Sud come la Basilicata (dove solo il 7% della popolazione è coperto), Sardegna, Calabria e Sicilia. Il Trentino-Alto Adige spicca come la regione con la percentuale di copertura più alta, con il 37%.

Il 75% degli Italiani intervistati ha dichiarato di non avere una polizza sanitaria privata, e le motivazioni sono varie. Per quasi la metà (49%), il problema principale è il costo, percepito come un peso insostenibile per il bilancio familiare, soprattutto tra le fasce di reddito più basse.

Altri semplicemente non ne percepiscono il bisogno (29%) o si dichiarano soddisfatti della copertura offerta dal Servizio Sanitario Nazionale (24%), che gioca un ruolo importante per molti cittadini. Inoltre, l’8% degli intervistati sente che i prodotti assicurativi presenti sul mercato non sono adatti alle proprie esigenze, e un piccolo gruppo, pari al 5%, si dichiara intenzionato ad acquistare una polizza in futuro.

Il livello di interesse per le polizze sanitarie però non manca, e il 35% degli intervistati sarebbe disposto a pagare almeno 200 euro all’anno per una copertura che includa interventi chirurgici e diagnostica avanzata. Tuttavia, la disponibilità a pagare (o “willingness to pay”) varia parecchio. Tra quelli che sono interessati, il 32% pagherebbe 1.000 euro all’anno, ma solo il 10% sarebbe disposto a spendere oltre 1.500 euro. In media, gli Italiani sono disposti a investire circa 735 euro l’anno per una copertura sanitaria.

Prevedibile, ma non scontata, la correlazione con la condizione lavorativa: i lavoratori autonomi, che non beneficiano delle garanzie lavorative di chi è dipendente, sono mediamente più disposti a spendere cifre elevate.

Un altro fattore che sembra influenzare il possesso di una polizza sanitaria, è la percezione del rischio di dover affrontare spese importanti. Gli intervistati sono stati chiamati a valutare, su una scala da 1 a 100, quanto ritengano probabile dover sostenere una spesa sanitaria superiore a 10.000 euro nei successivi dodici mesi. L’81% ha assegnato un valore pari o inferiore a 50, mentre più della metà ha indicato un valore massimo di 20 punti.

Chi però sente più concreto questo rischio, è disposto a investire di più in una polizza sanitaria. Ad esempio, coloro che hanno indicato una “willingness to pay” di almeno 2.500 euro hanno una percezione del rischio quasi doppia rispetto a chi è disposto a pagare solo 200 euro.

Riguardo alla percezione del Servizio Sanitario Nazionale, la maggioranza degli Italiani dà un voto piuttosto positivo ai servizi offerti. Il 55% assegna un punteggio di almeno 6 su 10, e questa percezione non sembra cambiare in base all’età o al reddito, pur variando in base alla Regione. Tuttavia, questa soddisfazione non pare influenzare direttamente la decisione di sottoscrivere una polizza privata. Anche chi giudica positivamente il SSN si mostra interessato ad avere una copertura integrativa, indicando che, probabilmente, il SSN è visto come una protezione base che non copre tutte le esigenze.

L’indagine è disponibile a questo link.

 

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.