Cat Nat Legge 213/2023 Entrata in vigore il 1° gennaio 2025 ma manca il decreto attuativo. Sul numero di Insurance Daily dello scorso 7 novembre sono stati pubblicati due interessanti articoli in tema Cat Nat. Rimandando alla lettura dell’edizione – disponibile a questo link -, ne sintetizziamo di seguito i contenuti.
Come noto, la legge 213 del 2023, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2025, impone alle aziende di stipulare polizze per coprire i danni diretti causati da eventi naturali come terremoti, alluvioni e frane. Questa innovazione normativa segna un primo passo verso una collaborazione tra pubblico e privato per affrontare i crescenti rischi legati al cambiamento climatico. Tuttavia, la sua applicazione solleva importanti questioni operative e strutturali e le incertezze in merito sono ancora molte.
Il contesto europeo, caratterizzato da un aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi catastrofali, ha messo in evidenza la necessità di strumenti di protezione più efficaci. In passato, i danni derivanti da queste calamità erano prevalentemente gestiti tramite risorse pubbliche, ma l’onere crescente ha spinto il legislatore italiano a promuovere un approccio mutualistico che coinvolga anche il settore privato. L’obbligo di assicurazione, inizialmente circoscritto alle imprese produttive, potrebbe in futuro essere esteso alle abitazioni private, rendendo questa normativa un modello replicabile in altri settori.
Il provvedimento, per quanto ambizioso, pone però delle questioni significative e potenzialmente problematiche. Le compagnie assicurative sono obbligate a contrarre con tutte le imprese richiedenti, ma i rischi catastrofali, per loro natura imprevedibili e di grande portata, rendono difficile applicare i principi mutualistici su cui si basano le assicurazioni tradizionali. Questo obbligo bilaterale richiede una gestione accurata per evitare squilibri economici e operativi. Per mitigare tali difficoltà, il Legislatore ha previsto il sostegno della SACE, che garantirà coperture riassicurative fino a cinque miliardi di euro l’anno. Tuttavia, questo supporto è subordinato all’emanazione di un decreto attuativo, che, ad oggi, non è ancora stato pubblicato, lasciando il settore in una situazione di incertezza.
La normativa primaria, pur rappresentando un passo avanti significativo, manca di dettagli operativi fondamentali. La definizione delle modalità di determinazione dei premi, il perimetro esatto delle coperture e i criteri per l’attuazione del partenariato pubblico-privato necessitano di una regolamentazione chiara e tempestiva. Senza queste indicazioni, il rischio è che l’obbligo assicurativo, invece di rappresentare un’opportunità di sviluppo e protezione, si trasformi in un onere insostenibile per compagnie e imprese.
L’attuazione della normativa sull’obbligo assicurativo contro le catastrofi naturali dipende in larga misura dall’emanazione di un decreto attuativo che, a oggi, non è ancora stato pubblicato. Questa mancanza sta creando un clima di incertezza tra le compagnie assicurative e le imprese produttive, che si trovano a dover rispettare una normativa primaria priva delle indicazioni operative necessarie per garantirne un’applicazione efficace.
Il decreto attuativo dovrebbe chiarire molti aspetti critici, come le modalità di determinazione dei premi, i requisiti di copertura e le condizioni di accesso alle garanzie riassicurative della SACE. La sua assenza solleva interrogativi sulla reale fattibilità dell’obbligo a partire dal 1° gennaio 2025. La formulazione della legge lascia spazio a interpretazioni contrastanti: da un lato, sembra che il decreto non sia strettamente necessario per rendere operativa la normativa; dall’altro, è evidente che senza regole chiare le compagnie non possono adeguare i propri prodotti, né le imprese possono soddisfare pienamente gli obblighi previsti.
La mancanza del decreto pone anche il problema delle sanzioni. Le Compagnie potrebbero trovarsi a dover fronteggiare penalità economiche qualora non rispettassero l’obbligo a contrarre, mentre le imprese rischierebbero di perdere accesso a sovvenzioni statali in caso di mancata assicurazione. Questo scenario ha spinto alcune aziende del settore ad adottare un approccio prudente, strutturando soluzioni temporanee in attesa della regolamentazione definitiva.
Nonostante le difficoltà, il settore assicurativo vede in questa normativa un’opportunità di crescita e innovazione. Le Compagnie più proattive stanno già lavorando per definire prodotti che vadano oltre i requisiti minimi della legge, offrendo coperture più ampie e personalizzate, in linea con le esigenze di business continuity delle imprese. Tuttavia, è fondamentale che il legislatore fornisca rapidamente indicazioni chiare, per evitare che le incertezze attuali si traducano in ritardi o inefficienze nell’implementazione del sistema.
Il decreto attuativo è atteso con grande interesse, non solo per risolvere i problemi tecnici e giuridici della normativa primaria, ma anche per garantire la stabilità e l’efficacia di un modello che potrebbe diventare un riferimento per il futuro della gestione dei rischi catastrofali in Italia.



