Invecchiamento della popolazione Il punto di vista ANIA

Invecchiamento della popolazione Il punto di vista di ANIA

 

Invecchiamento della popolazione Il punto di vista ANIA. L’invecchiamento della popolazione rappresenta una delle problematiche più complesse e pervasive del nostro tempo, con ripercussioni significative sul tessuto economico e sociale. Il Presidente ANIA Giovanni Liverani, nel suo intervento al recente convegno Itinerari Previdenziali, ha sottolineato che si tratta di un fenomeno che sta ridisegnando le strutture demografiche in tutto il mondo e che le principali istituzioni internazionali seguono con grande attenzione. Il progressivo incremento della longevità, accompagnato da un calo della natalità, sta trasformando il rapporto tra popolazione attiva e anziana, mettendo a dura prova i sistemi di welfare e imponendo una revisione complessiva delle strategie di protezione sociale. Il settore assicurativo, in questo contesto, può svolgere un ruolo determinante nell’elaborazione di soluzioni efficaci per affrontare le difficoltà legate a questo mutamento.

Le previsioni demografiche delineano un quadro allarmante. Nei prossimi decenni la popolazione europea è destinata a ridursi, passando da 448 milioni a 432 milioni entro il 2070, e in Italia questo calo sarà ancora più accentuato, con una diminuzione del 10% che porterà il numero di abitanti da 59 milioni a 53 milioni. Parallelamente, il tasso di dipendenza degli anziani crescerà esponenzialmente, passando nell’Unione Europea dal 36% al 59%, mentre in Italia salirà dal 41% al 66%, con due persone oltre i sessantacinque anni per ogni tre in età lavorativa. Questo trend avrà un impatto diretto sulla sostenibilità del welfare pubblico, già oggi sotto pressione per la crescente domanda di servizi legati alla salute e all’assistenza. Le attuali misure di protezione rischiano di non essere sufficienti a garantire un adeguato livello di sicurezza economica e sociale per le fasce più anziane della popolazione, determinando un aumento della spesa privata per la tutela della salute e per la gestione della non autosufficienza.

L’ammontare delle risorse che le famiglie italiane destinano a colmare le lacune del welfare pubblico è in costante crescita. Nel 2023 la spesa lorda destinata all’integrazione delle prestazioni pubbliche in pensioni, sanità e assistenza è stata pari a 108 miliardi di euro, che si traducono in 83,5 miliardi al netto delle detrazioni fiscali, con una spesa media pro capite di 1.391 euro. Una parte significativa di questa somma è assorbita dai costi sanitari, pari al 47,4% del totale, ovvero 44,7 miliardi pagati direttamente dai cittadini e circa 6,5 miliardi intermediati da fondi sanitari, mutue o assicurazioni. La spesa per la non autosufficienza rappresenta il 31,7% del totale ed è in crescita. Tuttavia, la maggior parte di queste risorse viene impiegata senza l’intermediazione di operatori specializzati, il che si traduce in una gestione meno efficiente e più onerosa per i cittadini. Un sistema di protezione più strutturato e organizzato potrebbe ottimizzare questi costi, garantendo una maggiore copertura e una distribuzione più equa degli oneri.

Il settore assicurativo è in grado di offrire un contributo determinante nell’ampliamento delle tutele a disposizione della popolazione. Le soluzioni basate sul principio della mutualità consentono di mitigare le disuguaglianze economiche e sociali, assicurando una distribuzione più efficace delle risorse e una protezione più solida per chi si trova in condizioni di maggiore vulnerabilità. L’integrazione tra welfare pubblico e privato rappresenta una strategia fondamentale per garantire la sostenibilità del sistema e migliorare la qualità della vita degli anziani. In quest’ottica, le assicurazioni possono svolgere un ruolo essenziale nella previdenza complementare, nella sanità e nella gestione della non autosufficienza.

La previdenza integrativa, pur essendo già consolidata, necessita di un ulteriore sviluppo per garantire una copertura più ampia e adeguata ai bisogni della popolazione. Attualmente, le risorse accumulate nella previdenza complementare rappresentano solo il 4% delle attività finanziarie complessive, un dato che evidenzia un ampio margine di crescita. Attraverso strumenti mirati, è possibile incentivare l’adesione a forme di risparmio previdenziale a lungo termine, contribuendo così alla costruzione di una maggiore stabilità finanziaria per il futuro. Nell’ambito della sanità, le polizze collettive e individuali offrono una protezione aggiuntiva rispetto alle prestazioni pubbliche, ma il loro utilizzo rimane ancora limitato rispetto alle effettive necessità della popolazione. La non autosufficienza rappresenta un ambito particolarmente critico, nel quale le polizze specifiche possono fornire una risposta concreta al crescente fabbisogno di assistenza, favorendo al contempo una gestione più efficace delle risorse disponibili.

Per affrontare le problematiche poste dall’invecchiamento demografico è necessario un approccio innovativo e integrato, in grado di combinare in modo efficace le risorse pubbliche e private. L’introduzione di incentivi fiscali mirati potrebbe favorire lo sviluppo di strumenti assicurativi più accessibili e diffusi, consentendo a un numero maggiore di cittadini di beneficiare di una protezione adeguata. Parallelamente, un quadro normativo più chiaro e definito potrebbe stimolare la partecipazione degli operatori privati alla gestione dei servizi di assistenza, contribuendo a migliorare la qualità delle prestazioni offerte e a garantire una maggiore sostenibilità del sistema.

In un contesto caratterizzato da profondi cambiamenti demografici e da una crescente pressione sulle risorse pubbliche, il settore assicurativo può rappresentare un pilastro fondamentale per il rafforzamento delle reti di protezione sociale. Grazie alla capacità di analizzare i rischi e di sviluppare soluzioni mirate, le compagnie assicurative possono non solo fornire supporto finanziario, ma anche contribuire attivamente alla creazione di un sistema più efficiente e resiliente. Il futuro del welfare dipende dalla capacità di adattarsi alle nuove esigenze della popolazione, valorizzando il contributo di tutti gli attori coinvolti e promuovendo una maggiore consapevolezza sull’importanza della protezione e della pianificazione previdenziale.

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.