
IA e frodi assicurative Roberto Copia Ispettorato IVASS spiega cos’è il Ghost Broking
IA e frodi assicurative Roberto Copia Ispettorato IVASS spiega cos’è il Ghost Broking. Roberto Copia, servizio Ispettorato IVASS, è intervenuto al 4° Congresso Nazionale dell’Associazione CODICI “Il consumatore post-moderno e la crisi dei valori occidentali” sul tema dell’utilizzo dell’IA per commettere reati in ambito assicurativo. Se l’Intelligenza Artificiale da un lato potenzia l’efficienza delle Compagnie, infatti, dall’altro viene sfruttata per creare nuove e sofisticate forme di criminalità digitale. Il fenomeno del Ghost Broking, ad esempio, emerge come esempio paradigmatico di frode “tecnologicamente mediata”, che chiama in causa sia la responsabilità degli operatori, sia la vigilanza delle istituzioni e la consapevolezza dei consumatori.
Attualmente, nel settore assicurativo l’Intelligenza Artificiale è ampiamente impiegata per l’analisi del rischio e underwriting, la progettazione dei prodotti, la definizione di strategie distributive, la gestione sinistri e il contrasto alle frodi.
In quanto accessibile, potente e in continuo sviluppo, si presta però allo sfruttamento di alcune criticità del sistema, che presenta determinati fattori abilitanti per le frodi, con particolare riferimento normativo al reato di frode (art. 640 C.P.) e al reato specifico (art. 642 C.P.). La scarsa percezione della gravità di alcune condotte (quindi l’assenza di deterrenza sociale), l’inadeguatezza dei controlli e la lentezza giudiziaria, la reattività limitata delle compagnie assicurative e la percezione di impunità diffusa rientrano tra tali fattori.
Poiché l’IA può essere usata per creare siti fraudolenti e documenti falsi, impersonare intermediari assicurativi (fake branding), diffondere offerte truffaldine tramite canali digitali e generare certificati contraffatti e simulare sinistri, può quindi diventare uno strumento moltiplicatore delle capacità dei frodatori.
Il Ghost Broking che menzionavamo prima è un fenomeno criminale diffuso online, così strutturato: i finti intermediari vendono polizze RC Auto false sfruttando dati reali di professionisti registrati, operando tramite siti simili a quelli ufficiali (ma con domini sospetti), usando social, messaggistica e email generiche per contatto e vendita, richiedendo pagamento tramite canali difficili da tracciare (carte prepagate, bonifici, ecc.) e rivolgendosi a giovani o cittadini attratti da offerte economiche.
Tale forma di frode si traduce, per i consumatori, in scopertura assicurativa, rischio di multe, ritiro patente, perdita di dati, furto d’identità e, per il mercato, in danno reputazionale alle Compagnie vere, perdita di fiducia verso il digitale e i pagamenti online. Vi sono alcuni segnali di allerta, cui bisogna prestare attenzione, e Copia ne sottolinea in particolare dieci: il dominio anomalo del sito, l’assenza di dati identificativi ufficiali, offerte troppo vantaggiose, una richiesta di pagamento non tracciabile, la documentazione gestita via app di messaggistica.
Consultare il Registro Unico IVASS (RUI), verificare i recapiti tramite canali ufficiali, confrontare più preventivi, non cedere alla pressione del venditore, denunciare immediatamente se vittime di frode, stipulare subito una nuova polizza reale, sono poi alcune strategie difensive che i consumatori possono mettere in atto.
L’IVASS, dal canto suo, attua una serie di iniziative di prevenzione e contrasto alle frodi per rispondere efficacemente alle minacce in costante aumento, tra cui: comunicati stampa e ordini di oscuramento dei siti falsi (grosso modo quotidianamente!), uso di IA per analisi antifrode (vedi il network analysis su sinistri), campagne informative (come “I Navigati” o “Impara con IVASS”) e la cooperazione con Banca d’Italia per un’indagine sull’IA nel settore finanziario.



