
Assicurazione Casa Le cause del protection gap secondo Geneva Association
Assicurazione Casa Le cause del protection gap secondo Geneva Association. Il rapporto “Safeguarding Home Insurance: Reducing exposure and vulnerability to extreme weather”, pubblicato questo mese da Geneva Association, analizza le crescenti difficoltà legate all’assicurazione sulla casa in un contesto globale segnato dall’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi. Le perdite assicurate legate a tali eventi hanno superato i 100 miliardi di dollari all’anno dal 2020 e si prevede che oltrepasseranno i 200 miliardi nel 2025. Nonostante queste cifre, una parte significativa dei danni resta scoperta. Questo divario, definito “protection gap”, varia sensibilmente tra le aree geografiche, risultando particolarmente ampio in Africa e Asia, dove la penetrazione assicurativa è scarsa. Tra le cause vi sono la scarsa consapevolezza del rischio, la fiducia in aiuti governativi post-disastro, una limitata cultura della gestione del rischio e la mancanza di educazione finanziaria.
Il rapporto attribuisce l’aumento delle perdite non solo ai cambiamenti climatici, ma soprattutto a fattori socioeconomici che incrementano esposizione e vulnerabilità, quali la concessione di costruzioni in aree ad alto rischio, codici edilizi obsoleti o non applicati, una rapida densificazione urbana, l’espansione dell’interfaccia urbano-forestale, la distruzione di ecosistemi naturali e l’invecchiamento delle infrastrutture. A ciò si aggiungono i crescenti costi di ricostruzione dovuti all’inflazione, alla carenza di manodopera qualificata e alla disruption delle catene di approvvigionamento.
L’assicurazione può rivestire un ruolo portante di protezione finanziaria, accelerando la ripresa dopo i disastri e riducendo l’impatto economico a carico dei governi e dei contribuenti. Tuttavia, in molte giurisdizioni, le sfide legate all’accessibilità economica e alla disponibilità delle coperture si fanno più pressanti. In Australia, ad esempio, il 15% delle proprietà presenta livelli di stress assicurativo; in alcune aree di Stati Uniti e Canada, l’aumento dei rischi e la pressione normativa nel limitare i premi ha portato diversi assicuratori a ridurre o cessare la copertura per alcuni rischi. Anche in Europa si assiste a richieste di aumento dei premi per eventi gravi come gli incendi boschivi.
Il documento evidenzia come molte delle scelte che determinano l’esposizione al rischio siano guidate da incentivi economici e istituzionali. I proprietari scelgono spesso dove vivere in base al costo della vita e alla qualità percepita, ignorando la disponibilità o il prezzo dell’assicurazione. I governi locali, pressati dalla domanda di abitazioni accessibili, possono approvare costruzioni in zone pericolose. I sistemi di valutazione immobiliare e concessione dei mutui, concentrandosi sulla solvibilità del debitore e sulle condizioni di mercato, trascurano i rischi climatici e assicurativi, consentendo così l’acquisto di immobili in aree ad alto rischio.
Il rapporto propone perciò un approccio articolato su due livelli. Il primo livello consiste nel potenziare le misure già esistenti volte a migliorare la resilienza locale. Ciò include la condivisione dei dati sui pericoli, la promozione di leggi sulla divulgazione dei rischi, l’adozione e l’applicazione di codici edilizi aggiornati, la realizzazione di progetti di fortificazione delle abitazioni, l’implementazione di soluzioni basate sulla natura e l’uso di strumenti digitali per valutare la resilienza domestica. Si auspica inoltre una riforma degli aiuti post-disastro affinché incoraggino misure preventive anziché fornire esclusivamente assistenza reattiva. Infine, si sottolinea l’importanza dell’adozione su larga scala di tecnologie innovative, come modelli di rischio climatico, nuovi materiali da costruzione e sistemi di monitoraggio con sensori e droni.
Il secondo livello riguarda modifiche strutturali ai sistemi di valutazione immobiliare e mutuo, oltre al ripensamento dei fondi assicurativi pubblici. Si propone di includere nei report di valutazione il valore assicurato delle proprietà e le relative vulnerabilità, di condizionare l’approvazione dei mutui alla capacità di sostenere premi basati sul rischio, e di introdurre test di stress prospettici per valutare l’impatto dei costi assicurativi sull’intero periodo del mutuo. Inoltre, la collaborazione tra istituti di credito, compagnie assicurative, governi e settore immobiliare potrebbe favorire programmi di certificazione della resilienza abitativa, incentivando i proprietari a investire in interventi migliorativi. Le compagnie assicurative potrebbero aumentare gli investimenti in soluzioni naturali come zone umide e collaborare con governi e stakeholder per identificare aree particolarmente vulnerabili. I fondi assicurativi pubblici, se riformati, potrebbero scoraggiare la ricostruzione in aree ad alto rischio, promuovere obiettivi di resilienza temporizzati e incentivare il rafforzamento delle abitazioni.
Geneva sostiene che un’ampia collaborazione tra settori sia essenziale per mantenere l’assicurazione casa disponibile e accessibile di fronte a rischi climatici in aumento. L’investimento in resilienza locale si rivela una strategia efficace sia nel breve che nel lungo termine, soprattutto per le comunità più esposte. In un mondo che non ha ancora compiuto progressi sufficienti nella riduzione delle emissioni di gas serra, l’adattamento e la prevenzione a livello locale rappresentano oggi una priorità imprescindibile.



