Terza edizione di City Flows a Perugia Mobility for everyone, everywhere L’intervento di Nicola Christie (University College London)
Terza edizione di City Flows a Perugia “Mobility for everyone everywhere” L’intervento di Nicola Christie (University College London). Nicola Christie, Professoressa di Sicurezza nei Trasporti presso il Centre for Transport Studies, University College London ha portato il proprio contributo alla terza edizione di City Flows “Mobility for everyone, everywhere”, dedicando la Keynote Speech affidatale al tema delle disuguaglianze sociali nei Paesi ad alto reddito.
Presentando i risultati di uno studio di recente pubblicazione in ambito scientifico, ha affrontato le questioni legate alla sicurezza stradale anche da una prospettiva di salute pubblica, soffermandosi sui determinanti socio-economici.
Nel Regno Unito, i pedoni appartenenti a contesti svantaggiati hanno una probabilità da tre a quattro volte maggiore di essere vittime di incidenti stradali. Questo divario, già osservato dagli anni ’80, ha continuato a crescere. Simili disparità riguardano peraltro anche i ciclisti. Christie ha sottolineato che misurare i fenomeni è fondamentale, dal momento che se non vengono quantificati, rischiano di non essere considerati rilevanti.
Dall’indagine si rileva che i rischi si sono concentrati soprattutto in aree urbane svantaggiate, caratterizzate da arterie stradali trafficate e ambienti pericolosi, dove sono più diffusi comportamenti illegali o antisociali alla guida, come guida senza patente, in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, e scarsa osservanza delle norme di sicurezza. I bambini risultano particolarmente esposti: in assenza di spazi sicuri e ricreativi, sono spesso costretti a giocare in strada, con maggiore esposizione al traffico e ai rischi stradali conseguenti. Nella città di Bradford, un bambino è stato ucciso da un conducente senza patente, sotto l’effetto di cannabis, che procedeva a velocità elevata ed effettuando manovre pericolose; episodi di questo tipo – ha segnalato la Professoressa – si verificano con maggiore frequenza nelle zone socialmente deprivate.
Non bisogna inoltre sottovalutare la questione dei costi della mobilità: nel Regno Unito l’esame di guida ha un costo di 62 sterline e l’assicurazione per un giovane neopatentato ha raggiunto circa 3.000 sterline l’anno. Per chi lavora come fattorino o ha necessità del veicolo, questi oneri rappresentano un ostacolo rilevante.
Vi sono chiare evidenze di interventi oggettivamente efficaci: la riduzione del traffico e della velocità ha prodotto miglioramenti significativi, riducendo le disuguaglianze negli incidenti. Le linee guida sulla salute e programmi educativi sperimentati in aree svantaggiate del Regno Unito hanno contribuito ad un miglioramento nei comportamenti dei giovani pedoni. Anche la letteratura scientifica ha riportato risultati positivi dei programmi mirati alle famiglie a basso reddito, purché fosse incluso anche il coinvolgimento dei genitori.
Christie ha perciò insistito sull’importanza di un approccio integrato e multimodale, basato sulla collaborazione tra più soggetti. In tal senso, vale l’esperienza della Neighborhood Road Safety Initiative nel Regno Unito, che ha contribuito a ridurre le vittime, riconfermando che l’educazione, da sola, non è sufficiente senza l’applicazione della legge e il ridisegno degli spazi urbani.
Ha indicato come priorità la riduzione dei rischi nelle strade principali, il miglioramento delle aree pedonali, la creazione di spazi sicuri per i bambini e la promozione di alloggi e servizi ricreativi, esortando a coinvolgere attivamente le comunità: le soluzioni non vanno imposte dall’esterno, ma costruite con le persone che vi abitano.
Le aree svantaggiate hanno dovuto affrontare rischi multipli e sovrapposti, e gran parte della ricerca si è concentrata più sull’analisi dei fattori di rischio che sulla valutazione degli interventi. Ha richiamato positivamente l’esperienza di quartieri a basso traffico di Londra, apprezzati per i benefici sulla qualità della vita, ma anche possibile oggetto di opposizione politica, ribadendo la necessità di interventi proporzionati, di dialogo con le comunità e di approcci sistemici per contribuire agli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Christie ha infine anticipato un nuovo progetto dell’UCL, che ha analizzato 300 casi di incidenti mortali attraverso rapporti di servizi sociali, emergenze e polizia, rilevando la complessità delle situazioni e il forte impatto sugli ambienti urbani e sociali.



