Terza edizione City Flows Mobility for everyone everywhere L’intervento di Roberta Ranieri
Terza edizione City Flows “Mobility for everyone everywhere” L’intervento di Roberta Ranieri. Roberta Ranieri, Direzione generale Programmi e Incentivi Finanziari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, è intervenuta in videocollegamento alla terza edizione di City Flows Unipolis “Mobility for everyone, everywhere”. Il Ministero è impegnato in prima linea sui temi della mobilità sostenibile, e ha evidenziato l’importanza di capire chi resta escluso dal diritto alla mobilità. Il tema va ben oltre la dimensione trasportistica, poiché tocca un aspetto essenziale della transizione verde, quello della cosiddetta “transizione giusta”, ossia della giustizia sociale. Questo interrogativo non deve perciò rimanere teorico, ma diventare una bussola concreta per le politiche pubbliche, affinché la mobilità sia riconosciuta come un vero diritto sociale e universale e la transizione verde possa dirsi realmente compiuta.
La mobilità può essere un fattore di inclusione o di esclusione e non va intesa come semplice spostamento fisico, ma come condizione abilitante per l’accesso ai diritti di cittadinanza, al lavoro, all’istruzione, alla sanità e alla vita sociale. Per questo motivo, il Ministero programma le proprie azioni considerando la mobilità come un diritto alla partecipazione, consapevole che l’esclusione dalla mobilità comporta l’esclusione dalla vita collettiva.
Nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità, il MASE svolge il ruolo di coordinamento nazionale, sostenendo concretamente comuni e associazioni nelle iniziative e negli eventi dedicati al tema. Ranieri Ha poi delineato il quadro europeo di riferimento, ricordando che il Green Deal e il pacchetto “Fit for 55” fissano obiettivi ambiziosi: la neutralità climatica entro il 2050, la riduzione del 55% delle emissioni al 2030 e l’abbattimento del 90% delle emissioni nel settore dei trasporti. Si tratta di traguardi non rinviabili, ma che, se mal gestiti, possono comportare costi sociali significativi e rischi di esclusione per le fasce più fragili.
Proprio per mitigare tali rischi, l’Unione Europea ha istituito con il Regolamento n. 955 del 2023 il Fondo Sociale per il Clima, destinato ad accompagnare la transizione e a ridurne gli impatti regressivi. Il fondo, è stato creato per sostenere i Paesi membri nel recepimento della nuova direttiva ETS2, che includerà nel sistema di scambio delle emissioni anche il trasporto stradale e gli edifici.
Grazie a questo regolamento, si introducono due concetti fondamentali: la povertà dei trasporti e la vulnerabilità dei trasporti. Il primo è definito come l’incapacità o la difficoltà di sostenere i costi di mobilità, o di accedere ai mezzi necessari per raggiungere servizi socioeconomici essenziali, tenendo conto delle specificità geografiche e territoriali. La vulnerabilità dei trasporti, invece, riguarda individui o famiglie con reddito basso o medio-basso che, pur non essendo ancora in povertà di trasporto, rischiano di diventarlo a causa dell’aumento dei prezzi legato all’ETS2, non disponendo delle risorse per passare a modalità più sostenibili.
Per la prima volta il regolamento europeo riconosce formalmente queste condizioni, attribuendo loro una rilevanza sociale e territoriale. Si tratta, ha affermato, di un passo avanti importante verso una transizione non solo ecologica ma anche equa, capace di ridurre e non amplificare le disuguaglianze.
In questo quadro, il Ministero è impegnato nella redazione del Piano Sociale per il Clima, condizione necessaria per accedere ai finanziamenti europei assegnati all’Italia. Il piano, attualmente in fase di confronto con la Commissione Europea, punta a configurarsi come uno strumento non solo compensativo da un punto di vista economico, ma anche come un’architrave sociale della transizione verde.
Il piano prevederà il rafforzamento del trasporto pubblico e lo sviluppo di forme di mobilità flessibile, in particolare nelle aree meno servite, attraverso misure di accompagnamento e strumenti digitali in grado di ridurre il divario tecnologico. Il Ministero sta elaborando una piattaforma informativa basata su dati statistici e amministrativi, concepita come una mappa digitale delle vulnerabilità territoriali. Tale strumento consentirà di individuare i gruppi più esposti, orientare in modo mirato le politiche e monitorare nel tempo l’efficacia delle misure adottate.
La piattaforma sarà utile non solo per analizzare l’offerta di trasporto, ma anche la domanda e la distribuzione dei servizi essenziali, diventando così un punto di riferimento per la pianificazione pubblica.
L’obiettivo è integrare questa mappatura digitale con i sistemi intelligenti di trasporto e con le applicazioni di Mobility as a Service, così da riorientare le politiche verso una mobilità non solo più efficiente ma anche più equa. Il Piano Sociale per il Clima rappresenta oggi lo strumento chiave per garantire che la transizione ecologica sia anche socialmente giusta e capace di ridurre le disuguaglianze, non di consolidarle.



