I costi e gli effetti economici e sociali delle catastrofi naturali

Ottobre 15, 2025by Alessandra Schofield
I costi e gli effetti economici e sociali delle catastrofi naturali

I costi e gli effetti economici e sociali delle catastrofi naturali. Il recente studio “Dry-roasted NUTS: early estimates of the regional impact of 2025 extreme weather”, che analizza le diverse tipologie di costi associati alle catastrofi naturali, evidenzia che i loro effetti economici e sociali si manifestano attraverso numerosi canali e non si limitano ai danni materiali immediati.

I costi diretti comprendono gli effetti immediati dell’evento, come la distruzione di infrastrutture, edifici, colture e la perdita di vite umane. L’Agenzia Europea dell’Ambiente stima che tra il 1980 e il 2023 gli eventi climatici estremi abbiano causato perdite economiche per 738 miliardi di euro (valori 2023), di cui un quinto concentrato tra il 2021 e il 2023. Queste stime sono considerate riduttive.

I costi indiretti riguardano gli effetti economici che si estendono oltre l’impatto iniziale, come la perdita di produzione fino alla ricostruzione e la riduzione della domanda in altri settori. Le stime sul PIL regionale cercano di quantificare questi effetti rispetto a uno scenario ipotetico senza evento, ma non riflettono pienamente il benessere economico, poiché la ricostruzione sostituisce beni distrutti senza rappresentare un reale aumento di ricchezza.

I costi umani sono enormi. Quasi 250.000 cittadini dell’UE hanno perso la vita in eventi meteorologici estremi tra il 1980 e il 2023. Nel 2025, l’ondata di calore di giugno-luglio ha provocato oltre 2.300 morti in più in 12 città europee. Gli eventi estremi possono anche influire sui livelli di istruzione, con effetti intergenerazionali su redditi e opportunità.

Siccità, alluvioni e ondate di calore danneggiano gli ecosistemi e riducono i servizi naturali forniti, stimati in oltre 234 miliardi di euro nel 2019. La degradazione di questi servizi, come impollinazione, qualità dell’acqua o filtrazione dell’aria, può compromettere il benessere e la capacità produttiva futura, anche quando il GVA (Valore Aggiunto Lordo) appare invariato.

Le catastrofi riducono le entrate fiscali e aumentano la spesa pubblica, peggiorando i saldi di bilancio. Nei Paesi avanzati la risposta è solitamente anticiclica, con aumento dei deficit; nei Paesi in via di sviluppo, invece, può essere prociclica, con tagli o tasse aggiuntive. L’aumento della frequenza degli eventi climatici estremi pone rischi crescenti e aumento dei costi fiscali anche per le economie avanzate.

Eventi come inondazioni, siccità e ondate di calore estive fanno aumentare i prezzi alimentari, incidendo maggiormente sui redditi più bassi, che dedicano una quota maggiore della spesa all’alimentazione, e sull’andamento dell’inflazione.

Gli investimenti in misure preventive – come protezioni contro le alluvioni, condizionamento o irrigazione – possono ridurre i danni, ma comportano costi di adattamento e riducono le risorse destinate a impieghi più produttivi. Dopo le ondate di calore, l’aumento del capitale non corrisponde a una crescita della produttività totale.

Gli eventi estremi producono effetti anche al di fuori delle aree colpite (spillover). Le inondazioni belghe del 2021, ad esempio, ridussero le vendite delle imprese non direttamente colpite, mentre siccità e ondate di calore in Africa occidentale nel 2024 aumentarono del 280% i prezzi globali del cacao; la siccità in Spagna e Italia fece crescere del 50% il prezzo dell’olio d’oliva.

In rari casi, condizioni climatiche favorevoli dopo gli eventi o la ricostruzione possono generare effetti positivi, come una maggiore produzione agricola dopo inondazioni moderate o il rinnovamento del capitale. Tuttavia, questi casi sono limitati, mentre la migrazione forzata può ridurre la forza lavoro nelle aree colpite e generare tensioni sociali altrove.

L’analisi si concentra sull’impatto degli eventi estremi sul Valore Aggiunto Lordo regionale, che riflette in gran parte gli effetti diretti e indiretti, ma non consente di stimare con precisione gli spillover su scala nazionale o internazionale.

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Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.