Tavola Rotonda Insurance Trade Umberto Guidoni ANIA La partnership pubblico-privato può essere estesa ad altri ambiti
Tavola Rotonda Insurance Trade Umberto Guidoni ANIA La partnership pubblico-privato può essere estesa ad altri ambiti. L’ANIA sta lavorando affinché ci sia una maggiore comprensione del fatto che, così come si è ritenuto che il sistema privato possa essere un supporto efficace al Paese rispetto ad un trend di cambiamento qual è quello del clima e degli eventi naturali, il sistema assicurativo può essere un valido strumento di supporto anche in altri ambiti di garanzia, per esempio legati ai trend demografici.
Oggi – ha osservato il Co-Direttore Generale ANIA Umberto Guidoni, alla tavola rotonda “Clienti e intermediari, un legame per la protezione del paese”, organizzata da Insurance Trade nell’ambito del convegno “Intermediari, come reinventare i modelli commerciali”, lo scorso 2 ottobre – ci troviamo in un mondo completamente disorganizzato rispetto alla sanità integrativa, che contempla trattamenti di vigilanza e fiscali differenziati, in un sistema che spesso confonde chi vuole trovare delle forme di copertura. Circa 16 milioni di persone appartengono ad un fondo sanitario collettivo, ma restano fuori tutti coloro che non fanno parte di tale meccanismo; quindi è necessario cercare di fare in modo che la maggior parte dei soggetti assicurativi che oggi opera sul mercato possa avere un’adeguata capacità di risposta.
Le polizze devono migliorare: non è più immaginabile che a un certo punto si interrompa il rapporto con gli assicurati per raggiunti limiti d’età o per altri elementi. Bisogna andare sempre di più verso la vita intera, avere la capacità di accompagnare il paziente in tutto il suo percorso terapeutico. Le polizze non possono essere solo ed esclusivamente un rimborso delle spese mediche, occorre un’evoluzione e le Compagnie devono poter compartecipare alla spesa del Servizio Sanitario Nazionale ed essere presenti – per esempio – in tutte quelle prestazioni intramurarie che il sistema pubblico eroga privatamente, contribuendo a migliorare l’operatività SSN.
Analogo ragionamento vale per la previdenza complementare. Da vent’anni non si apportano modifiche. Vi sono solo 8 milioni di lavoratori aderenti, a differenza di altri Paesi dove c’è una massa critica molto più consistente. Bisogna avere il coraggio di fare interventi che possano favorire questo sistema, soprattutto rispetto ai neoassunti e alcune categorie di lavoratori, all’interno delle imprese sotto i 50 dipendenti, che trattengono il TFR perché è una forma di liquidità per gli investimenti. Si deve avere la capacità di supportare queste imprese affinché indirizzino invece questi importi alla previdenza complementare, perché quando oggi si va in pensione, si guadagna un terzo in meno; quindi si sta parlando di un cambiamento immediato e deciso del proprio standard di vita. Allora si deve costruire davvero un secondo pilastro che possa supportare tutto questo.
Altro tema è quello dell’autosufficienza. Fra dieci anni, il 24% della popolazione avrà oltre 80 anni; la spesa assistenziale non è più sostenibile, ma si ha una raccolta sulle coperture LTC di 600 milioni rispetto ai 100 miliardi di raccolta nei rami vita. Su questo si deve cercare di trovare una sinergia. Secondo ANIA, è più logico trovare delle collaborazioni con i fondi pensione piuttosto che con i fondi sanitari, ma l’Associazione è aperta a trovare le soluzioni, e questi devono essere campi d’azione dove la Rete supporta il sistema assicurativo, affinché questo possa veramente diventare un sostegno robusto rispetto al sistema pubblico.




