Longevity Risk e l’aumento dei costi per sanità e welfare Il convegno Itinerari Previdenziali

Longevity Risk e l’aumento dei costi per sanità e welfare Il convegno Itinerari Previdenziali

Longevity Risk e l’aumento dei costi per sanità e welfare Il convegno Itinerari Previdenziali. L’aumento della longevità, analizzato nel recente convegno organizzato da Itinerari Previdenziali Le assicurazioni e il Longevity Risk in un Paese che invecchia, comporta anche maggiori costi sanitari per individui e famiglie. La spesa sanitaria è spesso sostenuta direttamente dalle famiglie senza intermediazione di soggetti specializzati, con costi delle prestazioni che possono risultare anche doppi rispetto a quelli dei fondi sanitari. La carenza di politiche diffuse di educazione alimentare, stili di vita corretti ed educazione sanitaria, così come la scarsa diffusione della prevenzione e dei controlli periodici, comportano che gli anni di vita in più rispetto al passato non sempre vengano vissuti in buona salute.

L’impatto di tali dinamiche si traduce in un crescente aumento della spesa sanitaria pubblica. Nel 2013 la spesa totale ammontava a 109.614 milioni di euro; nel 2016 a 110.977 milioni; nel 2019 a 115.448 milioni; nel 2020 a 122.679 milioni; nel 2022 a 131.260 milioni; nel 2023 a 131.842 milioni; nel 2024 a 138.335 milioni. Nel 2024 la spesa sanitaria era composta per il 31,32% da spesa per il personale, per il 33,51% da consumi intermedi, per il 31,63% da prestazioni acquistate sul mercato e per il 3,54% da altre componenti. L’incidenza della spesa sanitaria sul PIL era pari al 6,31% nel 2024. Le previsioni indicano una spesa di 143.372 milioni nel 2025, di 149.820 milioni nel 2026 e di 151.635 milioni nel 2027, con un’incidenza prevista sul PIL del 7,3% nel 2050.

Parallelamente cresce anche la spesa privata per il welfare complementare. Nel 2024 la previdenza complementare ammonta a 20.519 milioni di euro, pari allo 0,94% del PIL e all’1,85% della spesa pubblica. La spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie (out-of-pocket) è pari a 45.470 milioni di euro, pari al 4,10% del PIL. La spesa per assistenza a lungo termine (LTC) ammonta a 37.090 milioni di euro, pari all’1,69% del PIL e al 3,35% della spesa pubblica. La sanità intermediata rappresenta 6.827 milioni di euro, pari allo 0,31% del PIL, mentre la spesa per welfare individuale è pari a 3.599 milioni di euro, cioè lo 0,32% del PIL. La spesa privata complessiva per il welfare complementare raggiunge 113.505 milioni di euro, pari al 7,37% del PIL e al 10,20% della spesa pubblica.

In questo quadro si pone il concetto di longevity risk, inteso come l’insieme dei rischi associati all’allungamento della vita media. Il longevity risk finanziario riguarda la possibilità che una persona viva più a lungo delle risorse economiche pianificate, esaurendo il patrimonio o il reddito prima della fine della vita. Il longevity risk sanitario riguarda il rischio di sostenere costi sanitari e assistenziali elevati per periodi prolungati, legati a malattie croniche, disabilità o perdita di autosufficienza. Il longevity risk psicologico riguarda invece le difficoltà emotive e sociali legate all’uscita dal mondo del lavoro, come solitudine, perdita di ruolo sociale o declino funzionale.

Alcuni recenti interventi legislativi e iniziative normative relative ai fondi pensione e ai sistemi di assistenza sanitaria integrativa si inquadrano nel contesto più ampio delle trasformazioni demografiche e delle esigenze di adattamento del sistema di welfare in un Paese caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione. Il Presidente di Itinerari Previdenziali, il Prof. Alberto Brambilla, menziona fra questi la Legge di Bilancio, con riferimento alle modifiche e agli aggiornamenti normativi che incidono sul funzionamento e sul ruolo di questi strumenti all’interno del sistema di welfare complementare, con l’obiettivo di rafforzare i meccanismi integrativi rispetto alla protezione pubblica tradizionale. In secondo luogo viene richiamato il Decreto-legge 19 febbraio 2026 n. 19, adottato nell’ambito delle misure collegate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). In particolare viene menzionato l’articolo 29 del decreto, che contiene disposizioni rilevanti per il settore della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria integrativa, le quali si inseriscono nel più ampio processo di riforma e aggiornamento degli strumenti di welfare integrativo, connesso alle politiche economiche e sociali previste dal PNRR. Infine l’intervento segnala una proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati (proposta di legge Barelli e altri), anch’essa riguardante il tema dei fondi pensione e delle forme di assistenza sanitaria integrativa, a testimonianza dell’esistenza di un ulteriore percorso parlamentare volto a intervenire sul quadro normativo di questi strumenti, con l’obiettivo di aggiornarne la disciplina e il funzionamento nel contesto del sistema di welfare italiano.

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Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.