Le assicurazioni e il Longevity Risk in un Paese che invecchia Il convegno di Itinerari Previdenziali

Le assicurazioni e il Longevity Risk in un Paese che invecchia Il convegno di Itinerari Previdenziali

Le assicurazioni e il Longevity Risk in un Paese che invecchia Il convegno di Itinerari Previdenziali. Introducendo il convegno Le assicurazioni e il Longevity Risk in un Paese che invecchia, organizzato da Itinerari Previdenziali lo scorso 5 marzo, il Presidente del Centro Studi e Ricerche ha sottolineato come i cambiamenti demografici e la trasformazione della struttura della popolazione rappresentino una delle principali sfide per i sistemi di welfare e per il settore assicurativo.

Il nuovo Piano Strutturale di Bilancio di medio termine (PSB), che dal 2025 ha sostituito la precedente Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza e aggiorna il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, prevede una programmazione pluriennale con limiti alla spesa primaria netta, al deficit annuo e al debito pubblico per un orizzonte di quattro o sette anni, al fine di mantenere e migliorare i rating internazionali, ridurre i costi del debito pubblico e consentire la gestione dei costi aggiuntivi legati all’invecchiamento della popolazione, alla difesa e alla tutela ambientale, riscontrata nella Legge di Bilancio 2026. Da qui discende la crescente necessità di una forte integrazione tra welfare pubblico e privato per costruire un sistema di welfare misto, che comprenda sanità, pensioni e non autosufficienza attraverso fondi complementari e integrativi, anche a fronte della trasformazione demografica della popolazione italiana.

L’effetto combinato della riduzione della fertilità e dell’aumento dell’aspettativa di vita sta modificando profondamente la struttura per età della popolazione. L’aspettativa di vita alla nascita è pari a 83,5 anni, con 81,5 anni per gli uomini e 85,6 anni per le donne. A 65 anni l’aspettativa di vita residua è di 21,3 anni, pari a 19,9 anni per gli uomini e 22,7 anni per le donne (probabile fonte l’ISTAT; i dati Eurostat, citati più avanti nella relazione, modificano leggermente il dato maschile a 19 anni e il dato femminile a 21,9 anni), collocando l’Italia tra i paesi più longevi al mondo. Gli anni di vita in buona salute risultano pari a 10,4 per gli uomini e a 9,9 per le donne. Parallelamente cambia anche la struttura familiare: le famiglie diventano meno numerose e oltre il 35% degli over 65 vive da solo, spesso senza parenti prossimi. L’allungamento della vita comporta periodi di pensionamento più lunghi; i maggiori costi possono essere compensati tramite l’età pensionabile e i coefficienti di trasformazione, ma l’aumento dell’età media determina comunque maggiori spese sanitarie e un incremento degli oneri legati alla non autosufficienza.

Le slide presentate dal Prof. Brambilla, mostrano inoltre l’evoluzione della struttura della popolazione negli ultimi sessantacinque anni. Nel 1960 la popolazione era composta per il 24,7% da persone tra 0 e 14 anni, per il 66,0% da individui tra 15 e 64 anni, per l’8,7% da persone tra 65 e 84 anni e per lo 0,5% da persone con almeno 85 anni. Nel 2024 le quote risultano rispettivamente pari all’11,9% per la fascia 0-14 anni, al 63,4% per la fascia 15-64 anni, al 20,6% per la fascia 65-84 anni e al 4,1% per gli ultraottantacinquenni.

Le proiezioni demografiche mostrano una crescita costante della popolazione anziana. La quota di popolazione con almeno 65 anni passa dal 13,1% nel 1980 al 18,1% nel 2000, al 23,8% nel 2020 e raggiunge il 35,0% nelle proiezioni al 2050. La popolazione con almeno 80 anni cresce dal 2,1% nel 1980 al 3,9% nel 2000, al 7,6% nel 2020 e al 14,1% nelle proiezioni al 2050.

Anche la composizione va modificandosi. Nel 2024 le coppie senza figli rappresentano il 21,6% delle famiglie nel Nord, il 18,9% nel Centro e il 19,0% nel Mezzogiorno; le coppie con figli rispettivamente il 27,2%, il 27,5% e il 31,5%; i genitori soli il 10,2%, il 11,5% e il 11,7%; le persone sole il 37,9%, il 38,8% e il 33,8%. Le proiezioni al 2050 indicano un aumento delle persone sole, che arrivano al 41,9% nel Nord, al 42,8% nel Centro e al 38,7% nel Mezzogiorno.

Slide-Prof.-Alberto-Brambilla-Convegno-Assicurazioni-2026

Immagine creata da Alessandra utilizzando ChatGpt per AUA

 

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.