EIOPA analizza l’applicazione della IDD nella UE
EIOPA analizza l’applicazione della IDD nella UE. Il 3° Report EIOPA sull’applicazione della IDD, appena pubblicato, analizza come viene applicata la Direttiva Europea sulla Distribuzione Assicurativa nei diversi Stati membri dell’UE.
La IDD, leggiamo nell’Executive Summary del Rapporto, è ormai applicata nella maggior parte degli Stati membri da oltre sette anni e, nel tempo, i distributori assicurativi hanno maturato esperienza pratica nell’applicazione dei requisiti della direttiva, mentre le autorità nazionali competenti hanno sviluppato un’esperienza di vigilanza estesa. Su questa base, il terzo report esamina gli sviluppi del mercato della distribuzione assicurativa e valuta l’impatto della IDD su consumatori, distributori e supervisori nel biennio 2024-2025.
Il documento precisa che l’analisi si fonda su due survey rivolte alle Authority di Vigilanza nazionali, sul feedback raccolto durante un evento pubblico dedicato svoltosi nell’aprile 2025 e sui contributi dell’Insurance and Reinsurance Stakeholder Group di EIOPA. In questa terza edizione l’Ente europeo ha cercato di migliorare la qualità e la comparabilità dei dati rispetto ai due report precedenti, così da affrontare le criticità metodologiche già emerse.
Tra il 2020 e il 2024 il numero complessivo degli intermediari assicurativi registrati in 24 Stati membri è diminuito del 7,5%, confermando la tendenza di lungo periodo già rilevata nei report precedenti. Le possibili ragioni indicate comprendono il consolidamento societario, il raggiungimento dell’età pensionabile da parte di alcuni segmenti professionali, la difficoltà nell’attrarre o trattenere personale, requisiti professionali più rigorosi, una maggiore pressione di vigilanza e la cancellazione dagli albi nazionali degli intermediari inattivi. Parallelamente, il numero degli intermediari dotati di passaporto è aumentato del 12% tra il 2020 e il 2024, fatto che secondo il report indica un maggiore interesse per l’attività distributiva transfrontaliera, pur restando incerta l’effettiva dimensione del business svolto oltre confine.
Il profilo dell’intermediario europeo “tipico” emerge come una persona fisica piuttosto che una persona giuridica, operante per conto di una o più imprese di assicurazione anziché di altri intermediari o del cliente, impegnata nella vendita di sole assicurazioni piuttosto che di altri prodotti finanziari o beni, e remunerata soprattutto tramite provvigioni anziché mediante fee (compenso pagato direttamente dal cliente) o combinazioni tra fee e provvigioni.
Per quanto concerne il livello di professionalità e competenza dei distributori assicurativi, EIOPA riferisce che alcune autorità nazionali hanno osservato un miglioramento in questo ambito, che può evincersi dalla diminuzione dei reclami, delle sanzioni e delle violazioni. Tuttavia, altre autorità hanno individuato lacune persistenti, tra cui il completamento da parte dei distributori di attività formative che non sono idonee a essere conteggiate ai fini dello sviluppo professionale continuo richiesto dalla normativa. L’evoluzione, pertanto, risulta disomogenea e differenziata a seconda delle giurisdizioni nazionali.
La digitalizzazione della distribuzione assicurativa continua a procedere lentamente: nella maggior parte dei mercati, le vendite online restano sotto il 10% dei premi complessivi e si concentrano prevalentemente su prodotti semplici, come le assicurazioni Motor o Viaggi. Al tempo stesso, l’intelligenza artificiale generativa viene utilizzata in misura crescente nelle attività distributive, in particolare tramite chatbot e strumenti di supporto alle vendite, e appare potenzialmente in grado di influenzare in modo sostanziale lo svolgimento di alcune attività quotidiane. Il report precisa però che la IDD non disciplina in modo esaustivo i canali digitali né fornisce indicazioni dettagliate sui modelli di consulenza automatizzata o basata su AI, lasciando così spazio alla necessità di ulteriori chiarimenti regolamentari in merito al trattamento di queste tecnologie emergenti quando vengono impiegate nelle attività di distribuzione assicurativa.
In alcuni mercati si sono registrati miglioramenti legati alla qualità della consulenza e delle modalità di vendita, favoriti dalle azioni di vigilanza e dalle verifiche successive, mentre in altri permangono carenze, come dimostrano sia le attività di supervisione sia le statistiche sui reclami, ad esempio in materia di tempi molto lunghi nella gestione dei sinistri. Dal mystery shopping condotto da EIOPA sulla distribuzione degli IBIPs (Unit linked, Index linked e prodotti ibridi che prevedono una componente tradizionale e una componente finanziaria). Da questa attività emerge che la maggiore accuratezza formale del processo di vendita non si traduce necessariamente in una migliore corrispondenza tra i prodotti offerti e il profilo degli acquirenti test: sessioni più lunghe e più dettagliate non producono automaticamente risultati migliori.
Da qui il report trae l’indicazione che vi possa essere spazio per una semplificazione del processo distributivo. L’executive summary riporta inoltre i punti di vista degli stakeholder: le associazioni di categoria sostengono che le regole UE rendano il processo di vendita oneroso, sovraccarichino i consumatori di informazioni e non siano adeguate all’era digitale; le associazioni dei consumatori, invece, segnalano che i clienti non sempre riescono a visualizzare direttamente i prezzi delle polizze presso gli assicuratori e devono passare per gli intermediari, con il rischio di rendere più difficile e più lungo il confronto tra le opzioni e, potenzialmente, di aumentare i prezzi. Allo stesso tempo, esse valutano positivamente il demands and needs test, definendolo uno strumento molto efficace quando viene applicato, documentato e fatto rispettare in modo coerente.
Le evidenze provenienti dalle Authority nazionali, dalle indagini presso i consumatori e dal mystery shopping di EIOPA mostrano un’applicazione spesso poco chiara e non uniforme delle disclosure e delle valutazioni delle preferenze di sostenibilità. Il report rileva che tali strumenti sono frequentemente poco compresi e risentono di lacune conoscitive da parte dei distributori, oltre che di un disallineamento tra i diversi quadri regolamentari. Sebbene solo in un numero limitato di casi siano stati proposti prodotti non adatti, le risultanze raccolte sollevano dubbi circa la proporzionalità e l’efficacia dei requisiti attuali nel produrre esiti migliori per il consumatore.
Diffusa la necessità di ulteriori chiarimenti interpretativi sul quadro regolamentare: EIOPA afferma che gli elementi raccolti dalle autorità nazionali e dagli altri stakeholder mostrano difficoltà sia per l’industria nell’applicare alcune disposizioni della IDD, sia per le autorità stesse nel vigilare su tali norme. In particolare, viene indicata l’esigenza di maggiore chiarezza sul demands and needs test, sulla valutazione di adeguatezza e sul perimetro della nozione di “distribuzione assicurativa”, soprattutto con riferimento alla distribuzione indiretta e agli strumenti digitali come l’intelligenza artificiale. Occorrono perciò orientamenti aggiuntivi, come sottolinea una delle conclusioni principali dell’analisi regolamentare.
Il Report segnala che, nonostante la crescente attenzione regolamentare e le iniziative di supervisione, incentivi disallineati e insufficiente trasparenza continuano a costituire una minaccia per la protezione del consumatore in alcuni mercati, in particolare nella distribuzione di assicurazioni vita e di protezione del credito. Alcune autorità nazionali stanno discutendo misure ulteriori a livello domestico per restringere il pagamento o la percezione di commissioni, ad esempio attraverso divieti di commissione o obblighi rafforzati di informative trasparenti.
Relativamente al cross-selling di prodotti finanziari, EIOPA rileva che in alcuni mercati si osservano miglioramenti, soprattutto nei Paesi in cui sono state adottate azioni di vigilanza forti e misure di policy a seguito dell’ammonimento emanato nel 2022 nei confronti di assicuratori e banche sui prodotti di protezione del credito. Tuttavia, il report precisa che alcune autorità continuano a riscontrare che le coperture vendute in abbinamento offrono spesso scarso value for money (il rapporto qualità/prezzo) e presentano commissioni elevate, mentre i consumatori possono trovare più difficile comprendere le coperture in situazioni di vendita combinata.
In tema di requisiti di Product Oversight and Governance (POG), EIOPA ha rafforzato la vigilanza su questi profili attraverso la pubblicazione di una metodologia per i benchmark di value for money relativi ai prodotti unit linked e ibridi, osservando anche un incremento delle sanzioni collegate. Nonostante ciò, sia le Autorità di Vigilanza sia le associazioni di categoria continuano a incontrare difficoltà nell’applicazione coerente delle regole POG, soprattutto nella definizione del value for money, dei criteri di sostenibilità e dei target market. Servono dunque indicazioni più chiare e proporzionate nei diversi Stati membri.
La maggior parte delle autorità nazionali descrive la cooperazione di vigilanza tra autorità dello Stato d’origine e dello Stato ospitante e lo scambio tempestivo di informazioni come generalmente efficaci. Tuttavia, persistono alcune criticità, in particolare la disponibilità limitata di dati sugli intermediari transfrontalieri, la non sempre chiara ripartizione delle responsabilità di vigilanza e le crescenti preoccupazioni connesse all’esternalizzazione, da parte degli assicuratori, di attività chiave agli intermediari. Il Report cita come esempio il caso degli assicuratori esteri che delegano l’underwriting a intermediari, con il rischio di creare una dipendenza eccessiva dagli intermediari stessi e di rendere meno chiara la responsabilità di supervisione e di product manufacturing, complicando così la vigilanza e la protezione del consumatore.


