Nuova produzione Vita al primo trimestre 2026 I dati ANIA
Il n. 3 di ANIA Trends dedicato alla nuova produzione Vita, analizza l’andamento della NP Vita individuale al primo trimestre 2026.
Nel marzo 2026, le imprese italiane e le rappresentanze di imprese extra-UE hanno raccolto nuovi premi individuali per 9,8 miliardi di euro, includendo anche i premi unici aggiuntivi, in crescita del 3,3% rispetto al marzo 2025, nel quale già si era rilevato un incremento del 17,5% rispetto al 2024.
Nel primo trimestre 2026 il totale dei nuovi premi Vita individuali arriva a 26,1 miliardi (+0,6% rispetto allo stesso periodo del 2025).
Circa la metà delle imprese, che rappresentano il 38% del mercato Vita in termini di premi contabilizzati nel 2025, ha registrato a marzo una raccolta superiore al pari periodo 2025. Inoltre, il 46% delle imprese, corrispondente a una quota premi del 33%, ha conseguito una variazione superiore alla media complessiva del mercato italiano ed extra-UE, pari al 3,3%.
Considerando anche il campione delle rappresentanze di imprese UE, i nuovi premi Vita individuali delle imprese UE ammontano a 1,1 miliardi nel mese (+4,7% rispetto a marzo 2025). Sommando imprese italiane, extra-UE e UE, la NP Vita individuale raggiunge 11 miliardi a marzo e 29,8 miliardi da inizio anno, con una crescita del 3% sul primo trimestre 2025.
Il ramo I, a marzo 2026, raccoglie 6,2 miliardi, pari al 62,9% del totale delle imprese italiane ed extra-UE, con una variazione del -0,1% rispetto a marzo 2025; nel trimestre il ramo I totalizza 16,4 miliardi (-3% rispetto al pari periodo 2025). Il 38% dei nuovi premi di ramo I proviene da gestioni separate inserite in contratti che combinano una componente di ramo I e una componente di ramo III. Questa quota è in crescita del 3,6% rispetto a marzo 2025.
A marzo 2026, il ramo III – esclusivamente unit-linked, prevalentemente collegate a fondi di tipo classico e senza forme di protezione finanziaria o garanzia di rendimento minimo – raccoglie 3,6 miliardi (il 36,4% del totale), segnando un +9,2% rispetto a marzo 2025. Nel primo trimestre, il ramo III arriva a 9,4 miliardi (+9,4%); nel primo trimestre 2025 lo stesso ramo aveva registrato un +74,5%.
Il ramo V, relativo alle capitalizzazioni, cresce del 37,8% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel primo trimestre totalizza 220 milioni (-37,4%).
Il ramo IV (malattia di lunga durata) registra nel trimestre 22 milioni di nuovi premi (+9,8%).
Il ramo VI (fondi pensione aperti) ammonta a 34 milioni (-9,3%).
Nei primi tre mesi del 2026 le forme pensionistiche individuali raccolgono 411 milioni, un valore sostanzialmente in linea con il primo trimestre 2025. L’8% di questo importo riguarda fondi pensione aperti, mentre la restante parte è rappresentata da PIP. Il 53% dei PIP è sottoscritto tramite prodotti multiramo.
Le forme di puro rischio raggiungono 265 milioni nel trimestre (-7,6% rispetto al pari periodo 2025). Più del 60% di questa raccolta riguarda polizze stand alone, non abbinate a mutui o credito al consumo.
I prodotti multiramo, esclusi quelli previdenziali e i PIR, nel mese di marzo raccolgono 4 miliardi, in linea rispetto a marzo 2025; rappresentano il 41% del totale del nuovo business mensile. Nel primo trimestre raggiungono 10,3 miliardi, -2,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il 58% dei premi multiramo di marzo è afferente al ramo I, mentre la restante parte è collegata al ramo III.
Da gennaio 2026 i PIR totalizzano 431 milioni, più del doppio rispetto ai primi tre mesi del 2025. Quasi il 30% di tale importo è afferente a prodotti multiramo.
Nel primo trimestre 2026, le polizze a premio unico rappresentano il 97% del totale in termini di premi e il 61% in termini di numero di polizze. L’importo medio dei premi unici è pari a 49.826 euro, mentre i premi annui e ricorrenti presentano valori medi rispettivamente pari a 729 euro e 3.916 euro.
Il documento introduce poi la misura dell’Annual Premium Equivalent, APE, che consente di standardizzare premi unici e premi periodici. Applicando questa misura, la variazione annua del volume premi nel primo trimestre passa da +0,6% a -4,1%. La crescita nominale della raccolta, quindi, è condizionata dalla struttura dei versamenti.



