Il ruolo di IVASS nella vigilanza sull’utilizzo dell’AI

 Il ruolo di IVASS nella vigilanza sull’utilizzo dell’AI

Il ruolo di IVASS nella vigilanza sull’utilizzo dell’AI. Rispetto al ruolo di IVASS nella vigilanza sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei mercati assicurativi e finanziari, l’intervento del Segretario Generale Ida Mercanti indica tre direttrici di intervento.

La prima è il dialogo strutturato con il mercato, anche attraverso innovation hub, sandbox e confronto con le startup. La seconda è la definizione di orientamenti e aspettative in materia di trasparenza, spiegabilità e governance dei sistemi di AI. La terza è il coordinamento a livello europeo, in particolare tramite EIOPA, per garantire coerenza e proporzionalità tra i mercati. La vigilanza viene quindi rappresentata come un’attività che, se prospettica e proporzionata, può contribuire a creare le condizioni per l’adozione dell’innovazione, tutelando i consumatori e sostenendo lo sviluppo del mercato.

L’innovazione tramite AI – ha sottolineato Mercanti – non è soltanto una questione tecnologica, ma riguarda anche persone, competenze e modelli organizzativi. Il settore assicurativo ha sempre fatto affidamento sui dati e sulla modellizzazione del rischio, ma l’AI porta questa tradizione a un livello ulteriore e mette alla prova ruoli, competenze e strutture decisionali esistenti. Il problema di policy indicato è garantire che competenza umana e sistemi di AI si rafforzino reciprocamente, invece di entrare in competizione o funzionare in compartimenti separati.

Dal punto di vista di IVASS, la sfida delle competenze riguarda il mercato e riguarda la vigilanza stessa. Per le imprese, attrarre specialisti di AI è necessario, ma non sufficiente. L’elemento decisivo è l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali, ove l’AI non resti confinata in unità isolate di data science, ma sia incorporata in attività come underwriting, gestione dei sinistri, pricing, distribuzione e risk management, sempre all’interno di chiari assetti di governance.

Questa integrazione richiede cambiamenti organizzativi, istituiendo team trasversali, nei quali attuari, specialisti IT, responsabili compliance e business leader lavorino insieme. L’AI, quindi, viene rappresentata come una tecnologia che incide su più aree dell’impresa e richiede competenze coordinate. Necessaria anche una chiara accountability, affinché i decisori umani restino responsabili degli esiti, soprattutto nelle applicazioni che hanno un impatto diretto sui consumatori.

IVASS insiste anche sull’aggiornamento continuo del personale esistente, mettendo i lavoratori nelle condizioni di comprendere gli output prodotti dai sistemi di AI, di mettere in discussione i modelli quando necessario e di spiegare le decisioni ai clienti, attraverso un upskilling che accresca la capacità di interpretare criticamente i risultati dell’AI e di renderli comprensibili all’interno della relazione con il consumatore.

Lo stesso Istituto di Vigilanza sta pianificando il rafforzamento delle proprie capacità interne in materia di data analytics e intelligenza artificiale, per potenziare e non sostituire la vigilanza tradizionale. Una maggiore competenza interna consente al supervisore di comprendere meglio i modelli utilizzati dalle imprese, monitorare i rischi e instaurare un dialogo più informato e credibile con l’industria.

Non tutti i sistemi di AI presentano lo stesso livello di rischio, ma anche quelli non classificati come ad alto rischio ai sensi dell’AI Act devono comunque rispettare, in base alle regole settoriali come Solvency II e IDD, principi di equità, trasparenza e protezione del consumatore. L’attenzione va posta sull’impatto concreto dei sistemi di AI, considerando la sensibilità dei dati trattati, il numero di clienti vulnerabili coinvolti e il grado di autonomia del sistema.

Anche in questo ambito, coordinamento e vigilanza vengono presentati come fattori che possono sostenere l’innovazione, chiarendo i presidi non negoziabili, soprattutto in materia di tutela del consumatore, incoraggiando test e sperimentazioni anche in ambienti monitorati come le sandbox, e riducendo l’incertezza, così da aiutare le imprese a investire in competenze e tecnologie con maggiore fiducia.

Quando competenza umana e sistemi di AI sono correttamente allineati, conclude Mercanti, l’innovazione diventa più affidabile, più inclusiva e più utile per i clienti. Il ruolo di IVASS non è quello di scegliere i vincitori tecnologici, ma di monitorare l’ecosistema affinché l’innovazione possa svilupparsi responsabilmente. Competenze, cultura, regolazione e vigilanza non devono perciò diventare ostacoli all’adozione dell’AI, ma condizioni che la rendano durevole, credibile e vantaggiosa per i clienti e per il mercato.

Immagine creata da Alessandra tramite ChatGpt per AUA

Alessandra Schofield

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, da oltre vent'anni sono vicina alle realtà associative di primo e di secondo livello degli Agenti d’assicurazione, prestando consulenza professionale nell’ambito della comunicazione. All’attivo ho anche un’esperienza nel mondo consumeristico. Attualmente collaboro con AUA Agenti UnipolSai Associati, dedicandomi a questo grande e coinvolgente progetto con passione ed entusiasmo.