L’assicurazione sanitaria di domani e le questioni etiche e regolatorie
L’assicurazione sanitaria di domani e le questioni etiche e regolatorie. Per quanto concerne il tema dell’assicurabilità futura, il Report distingue tre livelli legati alle funzioni assicurative da modificare. Focus immediato su product design e pricing, priorità emergenti su underwriting, regolazione, risk pooling e purchasing ed abilitatori futuri legati a customer engagement e nuove competenze.
Ma cosa coprire e in quale misura? Gli autori richiamano il ruolo delle agenzie di health technology assessment, come ICER negli Stati Uniti, NICE nel Regno Unito e HAS in Francia, nel valutare costo ed efficacia clinica delle nuove tecnologie. Gli assicuratori potrebbero usare le decisioni HTA per orientare product design, percorsi clinici e limiti di sinistro. Necessario, inoltre, un accordo di settore sugli strumenti diagnostici e predittivi realmente value-adding e sulle terapie a scarso o nullo valore, per ridurre sprechi e mantenere la fiducia degli assicurati.
Il product design dovrà evolvere in risposta alle terapie curative molecolari ad alto costo, rendendo ancora più importante inserire la prevenzione al centro del design assicurativo. Il rischio genetico misurato dai PRS spiega solo una piccola frazione della variazione nel rischio di mortalità, mentre fattori ambientali e di stile di vita spiegano una quota sostanzialmente maggiore. Di conseguenza, il finanziamento e la copertura assicurativa dovrebbero valorizzare anche prevenzione, monitoraggio e gestione proattiva della salute.
L’underwriting Vita e Salute dovrà diventare più dinamico, perché il profilo di rischio sanitario di un individuo può cambiare durante la durata della polizza. Il monitoraggio continuo dei biomarcatori può creare touchpoint più frequenti con il cliente, ma genera anche rischi etici: i soggetti a minor rischio potrebbero beneficiare di premi più bassi, mentre quelli ad alto rischio potrebbero trovarsi di fronte a costi crescenti. Questo tema si ricollega a quello dell’asimmetria informativa, soprattutto se i consumatori dispongono di test diagnostici direct-to-consumer o di informazioni sanitarie che l’assicuratore non conosce.
Il risk pooling tradizionale, anche con underwriting avanzato, può non bastare di fronte a shock improvvisi da trattamenti molto costosi. Il programma transitorio di riassicurazione previsto dall’Affordable Care Act negli Stati Uniti, attivo dal 2014 al 2016, offriva protezione federale temporanea di tipo stop-loss contro sinistri molto elevati. Dopo la sua conclusione, alcuni Stati americani hanno adottato propri schemi di riassicurazione tramite waiver federali.
I quattro modelli emergenti di pooling e purchasing sono riassicurazione, subscription model, pagamenti annualizzati e negoziazioni di prezzo disease-specific: la riassicurazione protegge contro sinistri catastrofali a bassa frequenza, il subscription model converte il rischio di volume in una spesa prevedibile mediante un pagamento fisso periodico per membro, il pagamento annualizzato distribuisce il costo della terapia su più anni e può essere legato alla performance clinica e le negoziazioni disease-specific aumentano il potere contrattuale dei pagatori in aree patologiche definite.
Si configura, comunque, una tensione regolatoria ed etica che deve essere affrontata. La governance dei dati genetici e sanitari varia tra Paesi e pone problemi tanto agli assicuratori quanto alle autorità pubbliche. L’EU AI Act del 2024 classifica l’uso dell’AI nella valutazione del rischio e nel pricing delle assicurazioni vita e salute come high risk, con obblighi stringenti su risk management, data governance, qualità dei dati, documentazione tecnica, supervisione umana e robustezza.
L’innovazione può ampliare la protezione assicurativa a nuove coorti e rafforzare resilienza e assicurabilità, ma solo se sostenuta da investimenti adeguati, strumenti appropriati e cornici regolatorie coerenti. Il Report, allora, insiste sulla necessità di dialogo stabile tra assicuratori, regolatori, innovatori e società, perché nessun gruppo di stakeholder può gestire da solo le tensioni tra progresso medico, accessibilità, sostenibilità economica e valore sociale dell’assicurazione.



