Sconti 2025 sulle polizze RCA L’analisi IVASS Mix by audio-joiner.com
Sconti 2025 sulle polizze RCA L’analisi IVASS. Nella Relazione Annuale IVASS 2025, dedicata alle attività 2025, l’Istituto analizza le polizze RC Auto rispetto agli effetti delle strategie commerciali di sconto sui premi e alla relazione tra frodi, contenzioso e prezzi, osservando la formazione del premio RCA non solo nella sua componente tecnico-attuariale, ma anche attraverso fattori commerciali, territoriali e gestionali che incidono sul prezzo effettivamente pagato dagli assicurati.
L’IVASS distingue tra la componente tecnico-assuntiva del premio, ricondotta alle caratteristiche del rischio, del contratto e dell’offerta tecnica, e la componente commerciale, che riflette invece le politiche commerciali adottate dalle imprese in fase di offerta, anche in rapporto al contesto competitivo e al modello distributivo. Base dell’analisi sono i dati dell’indagine IPER, che consentono di osservare, a livello di singolo contratto, il premio di tariffa, il premio effettivamente pagato e le componenti di sconto. L’obiettivo è verificare quanto gli sconti incidano sul premio finale e se la componente commerciale contribuisca alla dispersione dei prezzi tra assicurati comparabili. Dove rilevante, il documento distingue tra imprese dirette e imprese tradizionali, per cogliere le differenze legate ai canali distributivi e alle modalità di acquisizione della clientela.
Dall’analisi emerge che gli sconti sono una componente strutturale del premio RCA. Nel 2025 interessano oltre il 90% dei contratti; lo sconto medio è pari a 226 euro, corrispondente al 40% del premio di tariffa. La componente commerciale rappresenta circa due terzi dello sconto complessivo. Di conseguenza, il premio effettivamente pagato non coincide con la semplice applicazione della tariffa tecnica, ma deriva da un processo di determinazione del prezzo finale nel quale le politiche di sconto hanno un ruolo rilevante.
Scomponendo il premio RCA per modello distributivo, si rileva che sul totale mercato, il premio di tariffa medio è pari a 574,7 euro, mentre il premio pagato medio è pari a 376,1 euro. Lo sconto totale medio è di 198,6 euro, composto da 61,8 euro di sconto tecnico e 136,8 euro di sconto commerciale. Lo sconto totale incide per il 30% sulla tariffa; lo sconto tecnico pesa per il 9,7%, quello commerciale per il 20,3%. La quota commerciale sullo sconto totale è pari al 65,2%. Nelle imprese dirette, il premio di tariffa medio è pari a 495,6 euro, e il premio pagato medio è pari a 339 euro; lo sconto commerciale medio è di 61,7 euro e rappresenta il 35,5% dello sconto complessivo. Nelle imprese tradizionali, invece, il premio di tariffa medio è pari a 581,6 euro, il premio pagato medio a 377 euro, lo sconto commerciale medio a 154,4 euro e la quota commerciale sullo sconto totale arriva al 72,8%.
La distinzione tra sconto tecnico e sconto commerciale consente di separare due dimensioni della formazione del premio. Lo sconto tecnico intercetta la componente tecnico-assuntiva, mentre quello commerciale dovrebbe riflettere strategie competitive e politiche commerciali delle imprese. Le stime indicano che la componente commerciale ha una rilevanza economica comparabile a quella tecnica: a parità di caratteristiche osservabili dell’assicurato, del veicolo, del contratto, del canale distributivo, dell’impresa e del territorio, un aumento di 10 punti percentuali dell’incidenza dello sconto commerciale sul premio di tariffa è associato a una riduzione del premio pagato di 34 euro; l’effetto stimato per lo sconto tecnico è sostanzialmente analogo. In termini percentuali, la riduzione è pari all’11% per lo sconto commerciale e al 10% per quello tecnico. Il documento sottolinea che questa evidenza va interpretata come misura della rilevanza delle due componenti nella determinazione del prezzo finale, non come stima causale.
Sul totale mercato, un aumento di 10 punti percentuali dello sconto commerciale rispetto al premio di tariffa è associato a una riduzione del premio pagato di 34,4 euro, mentre lo stesso aumento dello sconto tecnico è associato a una riduzione di 33,9 euro. Per le imprese dirette, i valori sono rispettivamente -24,4 euro e -27,6 euro; per le imprese tradizionali, -35,2 euro in entrambi i casi. La relazione è stimata controllando per classe bonus-malus, caratteristiche dell’assicurato, del veicolo e del contratto, canale distributivo, effetti fissi di impresa e provincia-anno.
Tra le imprese più piccole, un aumento di 10 punti percentuali dell’incidenza dello sconto commerciale sulla tariffa è associato a una riduzione del premio pagato di 36,5 euro, a fronte di 35,1 euro per lo sconto tecnico. Tra le imprese di maggiore dimensione i valori sono pari rispettivamente a -34,9 e -35,7 euro; per le prime cinque imprese per quota di mercato, a -37,3 e -38,1 euro. La rilevanza economica dello sconto commerciale emerge lungo l’intera distribuzione dimensionale delle imprese e non è concentrata in specifici segmenti.
La Relazione osserva inoltre che lo sconto commerciale non è una componente residuale o casuale. Entrambe le componenti di sconto risultano correlate alle caratteristiche osservabili del contratto, dell’assicurato, del veicolo e del canale distributivo. Nel totale mercato, la quota di variabilità spiegata è pari al 13,5% per lo sconto commerciale e all’11,2% per quello tecnico; tra le imprese dirette i valori sono rispettivamente 37,3% e 25,9%; tra le imprese tradizionali 12,4% e 8,1%. La componente discrezionale emerge invece dalla variabilità residua tra imprese a parità di caratteristiche osservabili.
Il Report segnala anche un’eterogeneità tra imprese nell’uso degli sconti commerciali. L’incidenza media dello sconto commerciale sul premio di tariffa cresce dal 13,8% tra le imprese piccole al 21,9% tra le imprese grandi, fino al 23,3% per le prime cinque imprese per quota di mercato. La dispersione residua è più elevata tra le imprese minori, indicando strategie commerciali più eterogenee in quel segmento. A parità di caratteristiche osservabili del contratto, dell’assicurato, del veicolo, del territorio e del periodo di sottoscrizione, la differenza tra imprese collocate nel quartile superiore e in quello inferiore della distribuzione degli sconti commerciali residui è pari al 14,7% del premio di tariffa, cioè 83,9 euro per un contratto medio. L’eterogeneità è più ampia tra le imprese dirette, dove la distanza interquartile è prossima al 29,7%, e più contenuta ma comunque rilevante tra le imprese tradizionali, pari al 12,1%.
La variabilità degli sconti ha anche una dimensione territoriale. Per ciascuna provincia, IVASS stima gli scostamenti medi degli sconti tecnico e commerciale rispetto alla media nazionale, tenendo conto delle principali caratteristiche dei contratti, degli assicurati, dei veicoli, del canale distributivo, dell’impresa e del periodo. La relazione tra le due componenti è positiva e significativa: la correlazione tra gli effetti provinciali dello sconto tecnico e dello sconto commerciale è pari a 0,85, e sale a 0,87 ponderando per numero di contratti. Le province nelle quali gli sconti tecnici risultano mediamente più elevati tendono quindi a essere anche quelle in cui sono più alti gli sconti commerciali. Il documento sottolinea però che il dato più rilevante è la dispersione della componente commerciale: la distanza interquartile degli effetti provinciali è pari a 3,8 punti percentuali del premio di tariffa per lo sconto commerciale, contro 2,3 punti per lo sconto tecnico. Questa evidenza, precisa IVASS, non va letta come deviazione da correggere o come indicazione verso un premio uniforme tra territori, ma come segnale del fatto che gli sconti commerciali risentono delle condizioni locali di mercato, dell’intensità concorrenziale, del modello distributivo e delle strategie di acquisizione e fidelizzazione della clientela.



