Le azioni IVASS di vigilanza su segnalazione nel 2025
Le azioni IVASS di vigilanza su segnalazione nel 2025. Nella sezione dedicata alle azioni di vigilanza su segnalazione, IVASS riferisce di avere approfondito, nel 2025, 307 segnalazioni relative a possibili irregolarità nella condotta di mercato di intermediari assicurativi, provenienti da consumatori, imprese, altri intermediari e organi di Polizia. Si registra un incremento delle segnalazioni relative alla distribuzione di polizze fideiussorie contraffatte. Sono stati avviati 61 procedimenti sanzionatori, riguardanti, oltre alla distribuzione di polizze false, omesse registrazioni di polizze dopo l’incasso del premio, mancate rimesse di premi all’impresa, operazioni indebite su polizze vita, contraffazione di documentazione assicurativa, inadeguatezza dei contratti offerti e omesso controllo della rete di collaboratori.
Le iniziative di vigilanza conseguenti alle segnalazioni sono finalizzate, tra l’altro, a rafforzare i controlli degli intermediari sui collaboratori, con particolare attenzione alla valutazione di adeguatezza dei prodotti rispetto al profilo di rischio e alle esigenze della clientela; a migliorare la trasparenza dell’informativa al momento della conclusione dei contratti; ad aumentare la chiarezza degli elementi essenziali dei prodotti distribuiti tramite canali digitali, soprattutto su esclusioni, limitazioni, durata contrattuale e rinnovo tacito; e a evitare questionari precompilati che non intercettano le effettive esigenze assicurative dei potenziali contraenti.
Sul sito IVASS è presente una white list dei siti di intermediazione assicurativa, circa 8.000, riconducibili a operatori regolarmente autorizzati. I siti abusivi e il relativo materiale istruttorio sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria. Queste attività si collegano alla strategia di rafforzamento della fiducia degli utenti nel mercato assicurativo digitale e alla promozione di un ecosistema online trasparente, sicuro e conforme alle regole.
IVASS ha assistito le Pubbliche Amministrazioni per verificare la validità delle polizze fideiussorie, garantendo inoltre il raccordo con Ministeri e Autorità, il contatto con home supervisor di imprese estere e l’individuazione di polizze false apparentemente emesse da imprese estere o da entità italiane non abilitate a operare nel ramo cauzione. Nei casi rilevati, IVASS avvisa il pubblico con comunicati stampa, presenta denunce all’Autorità giudiziaria e notifica atti di contestazione agli intermediari assicurativi italiani coinvolti nella distribuzione.
Lo scorso anno, l’Istituto ha applicato le prime sanzioni pecuniarie nei confronti di esponenti aziendali di intermediari assicurativi in materia antiriciclaggio, a seguito di irregolarità accertate in verifiche ispettive della Guardia di Finanza. Tra le nuove fattispecie violative per cui sono stati avviati procedimenti sanzionatori rientrano anche le irregolarità degli intermediari relative alla mancata comunicazione delle variazioni del dominio internet registrato nel RUI.
Nel 2025 sono stati trattati 127 provvedimenti sanzionatori: 39 conclusi con sanzioni pecuniarie, 37 non pecuniarie e 51 con archiviazione. I destinatari sono 21 compagnie, 38 intermediari e 3 esponenti aziendali di intermediari. Le sanzioni pecuniarie ammontano a 3,5 milioni di euro; tra queste, 2 provvedimenti pecuniari riguardano intermediari, per 0,1 milioni di euro, e 3 provvedimenti riguardano esponenti aziendali e personale di intermediari, per 0,04 milioni.
Il documento segnala 37 provvedimenti sanzionatori non pecuniari, tutti riguardanti intermediari: sezione A agenti, 16 provvedimenti; sezione B broker, 12; sezione D intermediari finanziari, 0; sezione E collaboratori, 9. Per esito: 3 richiami, 11 censure, nessuna sanzione pecuniaria, 19 radiazioni di persone fisiche e 4 cancellazioni di società.
Le radiazioni di intermediari riguardano condotte considerate di particolare gravità: mancata rimessa alle imprese o agli intermediari di riferimento delle somme riscosse a titolo di premi; omesse registrazioni degli incassi; violazione degli obblighi di separatezza patrimoniale per mancata costituzione o non corretta gestione del conto corrente separato; appropriazione indebita di premi assicurativi riscossi in contanti; contraffazione o falsificazione di documentazione contrattuale; assunzione irregolare di polizze, anche a contenuto finanziario; mancata messa in copertura dei contratti; comunicazioni non veritiere ai contraenti e false attestazioni in sede di offerta contrattuale.
Le censure sono state irrogate nei casi meno gravi di mancata rimessa dei premi riscossi, per violazioni degli obblighi di equità, onestà, professionalità, correttezza e trasparenza con cui i distributori di prodotti assicurativi devono operare nel miglior interesse dei contraenti, nonché per intermediazione di polizze fideiussorie senza le dovute verifiche sulla documentazione precontrattuale o contrattuale. In due casi la censura ha riguardato la mancata adozione di controlli e presidi idonei a prevenire irregolarità da parte di collaboratori.
Nella Relazione si richiamano anche un caso relativo all’obbligo di residenza in Italia per il soggetto responsabile dell’attività di intermediazione e il procedimento di cancellazione d’ufficio dal RUI per perdita dei requisiti di iscrizione relativi a legale rappresentante, amministratore delegato e direttore generale. Il requisito della residenza o sede legale nel territorio della Repubblica è ricavabile dal sistema del CAP e si ricorda anche la disciplina degli intermediari residenti o aventi sede in altri Stati UE che intendano operare in Italia in libertà di stabilimento o libera prestazione di servizi.


